Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: il Campidoglio approva. Raggi: "Ridisegnamo la città"

L'Assemblea Capitolina ha approvato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile. Servirà a raggiungere obiettivi di sostenibilità ambientale anche in previsione degli sviluppi urbanistici della città

Fumata bianca. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è arrivato all'ultima fermata. Il lungo viaggio, avviato nel giugno del 2017, è giunto alla conclusione del suo naturalle percorso. L'Assemblea Capitolina ha infatti ratificato i progetti che l'amministrazione ed i cittadini hanno deciso di premiare.

La fumata bianca

Con 24 voti favorevoli, 3 astenuti e 2 contrari, la delibera contrenete il PUMS ha superato lo scoglio dell'Aula Giulio Cesare. Si trattava di uno dei punti programmatici della Giunta Raggi. L'approvazione quindi, segna un obiettivo che l'amministrazione pentastellata contava di raggiungere. Anche per armonizzare il sistema di una mobilità pubblica più rispettosa dell'ambiente, con l'assetto urbanistico della città, ma anche con i suoi probabili sviluppi. Siano essi  quelli gà contenuti nel Piano Regolatore, che quelli attesi, come nel caso dello stadio della Roma. Un  progetto la cui fattibilità, almeno secondo la due diligence del Politecnico di Torino, dipende in larga parta della realizzazione delle opere previste nel PUMS.

Le opere previste

Priorità è il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica attraverso la definizione di azioni orientate a migliorare l’efficacia e l’efficienza del sistema di mobilità e la sua integrazione con l’assetto e gli sviluppi urbanistici e territoriali, previsti negli attuali strumenti di pianificazione.

L’adeguamento delle metropolitane A e B, l’ammodernamento della ferrovia Roma-Giardinetti, la creazione di un collegamento tra le metro A e C a Tor Vergata, la realizzazione di nuove linee tranviarie: dal tram che passerà su via dei Fori imperiali, per arrivare a Piazza Vittorio a quello che collegherà Stazione Tiburtina a Piazzale del Verano, fino alla linea Auditorium-piazza Risorgimento.

Ma anche funivie a partire da Battistini-Casalotti, fino alla realizzazione di altri due progetti: la funivia di Magliana-Piazza Civiltà del Lavoro e quella su rotaie, Jonio-Bufalotta. Sono alcune delle opere, definite invarianti infrastrutturali “punti fermi”, inserite nel Piano urbano della mobilità sostenibile. A queste vanno aggiunte le opere condivise e decise anche grazie alle consultazioni e alla partecipazione di tutti i Municipi.

Una visione strategica

“Roma si dota finalmente di una vera programmazione sulla mobilità, una strategia futura di medio e lungo periodo che risponde a una visione precisa di quello che vogliamo per la Capitale. Il piano è stato pensato mettendo al centro le esigenze di mobilità delle persone e delle imprese, perché la nostra città può e deve offrire una migliore qualità della vita a chi la abita e la vive ogni giorno" ha commentato soddisfatta la Sindaca, a margine della votazione.

Le opere invarianti

Già a dicembre 2018 l'amministrazione cittadina aveva deciso di chiedere un finanziamento al Ministero dei Trasporti per realizzare sette progetti contenuti nel Pums: tre nuove tranvie; il potenziamento e l'estensione di linee ferroviarie urbane; due funivie e l'acquisto di nuovo materiale rotabile per la rete tranviaria di Roma.  Si trattava di alcuni punti fermi, opere cosiddette invarianti, su cui l'amministrazione ha deciso di puntare a prescindere, senza quindi sottoporli al voto dei cittadini.

I principi fondanti

I principi guida del piano - ha ricordato l'assessora Linda Meleo - si basano sull’integrazione tra le diverse tipologie di mobilità, la promozione di diverse modalità di trasporto alternative all’auto privata, il rafforzamento degli standard di sicurezza nel trasporto pubblico e per il traffico stradale, l’aumento della capacità di trasporto pubblico, progetti e strategie per la mobilità dolce e condivisa. governativi, ci sono tre tramvie, due funivie e l’acquisto di nuovi tram”.

I processi partecipativi e la visione della città

Non ci sono però soltanto le opere invarianti. "Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile è stato rimodulato con l’integrazione delle opere richieste dalla cittadinanza attraverso numerosi passaggi partecipativi - ha sottolineato Pietro Calabrese, il presidente della commissione Mobilità del Campidoglio - Gli obiettivi di rete integrata su ferro sono molto ambiziosi ed è evidente che sono legati alla straordinaria urgenza di recuperare i decenni persi. Abbiamo un tracciato da seguire per ‘infrastrutturare’ la nostra visione della Capitale del futuro, i cui effetti andranno ovviamente a ridefinire gli scenari di sviluppo urbano, dove anche gli spazi pubblici saranno ripensati sulla base delle idee condivise in un percorso durato due anni". In sostanza, per dirla con le parole dell'assessore all'Urbanistica Luca Montuori - "Il PUMS è uno strumento fondamentale per immaginare la città futura, è uno strumento di democrazia, perché spostarsi liberamente rappresenta uno dei pilastri fondamentali del diritto alla città”.

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