Piano Casa, i sindacati bocciano Renzi: "A Roma non cambierà nulla"

Se il Prefetto Pecoraro l'ha definito "una prima risposta" per Unione Inquilini "è insufficiente". Asia Usb, in piazza ieri insieme ai movimenti: "E' un piano che va contro i poveri"

La protesta di ieri a Montecitorio (Foto Andrea Ronchini)

“Vedremo se questo provvedimento è adeguato alla Capitale”. Non si sbilancia il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro intervistato a margine di una conferenza stampa in Campidoglio in merito al Piano Casa presentato ieri in Consiglio dei Ministri. “Il Governo ha dato una prima risposta al problema casa, che non è soltanto a Roma ma in tutta Italia, con risorse che in questo periodo sono limitate. Esaminerò il decreto insieme a Comune e Regione, in modo tale che se possiamo dare un contributo al Parlamento e al Governo per migliorare la situazione a Roma lo faremo” il commento sul decreto che prevede tra le tante misure un sostegno all'affitto, agevolazioni fiscali per gli inquilini delle case popolari e un taglio della cedolare secca.

Ha continuato il Prefetto: “Con il piano casa si è tenuto fede a un impegno preso dal ministro Lupi nell'incontro a ottobre con i Movimenti, quando aveva assicurato che ci sarebbe stato un provvedimento. Vedremo se questo decreto è adeguato alla Capitale, se c'è da aggiungere qualcosa lo si farà, con grande rispetto per il Governo e Parlamento, ma tenendo conto che a Roma c'è un'emergenza casa che noi dobbiamo assolutamente contenere”.

I numeri per la Capitale parlano chiaro. I dati provvisori sui primi sei mesi del 2013 diffusi dal Ministero dell'Interno parlano di un aumento del fenomeno rispetto all'anno precedente. Da gennaio a giugno a Roma sono state 4449 le richieste di sfratto di cui 3957 solo nella Capitale. Nel corso dell'intero 2012 erano state 7.743. Di queste 7014 nella sola città di Roma. In aumento anche gli sfratti per morosità. Secondo i dati raccolti fin'ora sono stati 3.346 nella Capitale e 477 in Provincia. Dati che vanno sommati a quelli degli anni precedenti.

Per chi il disagio abitativo della Capitale lo conosce bene, l'analisi del piano presentato dal Governo è negativa. “Non porterà nulla i più alla città” il commento di Massimo Pasquini dell'Unione Inquilini. “Chi è nelle case popolari potrà godere di detrazioni fino a 900 euro ma non è ben chiara la logica per cui non c'è alcun intervento verso chi paga affitti privati da capogiro” continua. Insufficiente anche l'incremento previsto per il sostegno all'affitto: “226 milioni in sette anni sono assolutamente insufficienti. Chi non riesce a pagare l'affitto, per esempio perché ha perso il lavoro, non viene nemmeno considerato dal provvedimento”. Per Roma la ricaduta sarà “pessima. Non c'è nulla per il riutilizzo del patrimonio demaniale, per il recupero e l'autorecupero del patrimonio esistente, nessun piano strutturale. Per Roma non cambierà sostanzialmente nulla. In media nei paesi europei c'è un 16% di case popolari sul totale delle abitazioni. In Italia siamo al 4%. Mi auguravo un intervento strutturale in questo senso”.

La discussione attorno al Piano Casa ha già sollevato anche le prime proteste. Ieri pomeriggio infatti movimenti e sindacati di base hanno protestato in piazza Montecitorio. “Ancora non sono chiari tutti i particolari dell'operazione ma dal testo che abbiamo potuto visionare non c'è nulla di nuovo. I soldi per il sostegno all'affitto sono assolutamente insufficienti” commenta Angelo Fascetti di Asia Usb. “Viene riproposto anche un contributo all'affitto: più un regalo ai proprietari delle case che un aiuto alle famiglie che le abitano”. Il provvedimento inoltre “non affronta in alcun modo la problematica degli sfratti per morosità, che ormai sono un'emergenza urgente”.

Asia Usb punta il dito anche contro la riproposizione “un'edilizia sociale non ben definita. L'esperienza dei Piani di Zona a Roma ci mostra come non sia la risposta di cui questa città ha bisogno. Al contrario si tratta di un meccanismo per rilanciare l'edilizia in un momento di crisi. All'articolo 11 viene addirittura permesso a chi propone progetti di edilizia sociale di derogare agli strumenti urbanistici vigenti. Non si punta invece sul riutilizzo dell'esistente. Nel provvedimento viene previsto solo il recupero di case popolari (ex Iacp) ma queste vengono destinate alle categorie protette escludendo per esempio chi è moroso per aver perso il lavoro” continua Fascetti. “Manca completamente un piano di edilizia residenziale pubblica. A questo si aggiungono i provvedimenti contro le occupazioni". Conclude Fascetti: "Questo è un Piano che va contro i poveri”.

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