Piano Casa, Carteinregola scrive a Zingaretti: "E' allarme sugli interventi avviati"

Il coordinamento di comitati ha chiesto al presidente della Regione Lazio e al ministro Bray di permettere alla Corte Costituzionale di pronunciarsi: "Valore retroattivo"

Non rinviare la Pronuncia della Corte dei Conti sul Piano Casa Polverini impugnato dal Ministero dei Beni e le Attività Culturali. È questa la richiesta del coordinamento di comitati cittadini Carte in regola inviata al ministro Bray e al Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. “Anche se la Giunta regionale ha già predisposto una proposta di Legge concordata con il Mibac, probabilmente non sarebbe sufficiente a bloccare molti interventi nati con la vigente Legge Polverini e in avanzato stato procedurale” si legge in una nota.

La richiesta in occasione dell'udienza presso la Corte Costituzionale prevista per oggi che ha come oggetto la Legge Regionale n. 10/2011 e la legge Regionale 12/2012. “La legge Polverini è tutt'ora vigente” spiega Anna Maria Bianchi del coordinamento. “E rimarrà in vigore fino a che la nuova proposta di legge 75 e 76, approvata dalla giunta Zingaretti in accordo con il Mibac non verrà approvata. Quanto durerà questo iter però non è dato sapersi” continua.

Oltre ai tempi indefiniti, per il coordinamento poi emergerebbe una seconda questione qualora “il ministero, rassicurato dalla modifica in regione del testo della legge, si renda disponibile a ritirare il ricorso fino all'approvazione della nuova legge: i procedimenti già avviati non potrebbero essere bloccati”. Al contrario “se la Corte dei Conti giudicasse incostituzionali gli articoli incriminati della legge, questo avrebbe un valore retroattivo con l'effetto di fermare anche i progetti già avviati”.

L’allarme riguarda soprattutto le aree protette. Per il coordinamento “una pronuncia di incostituzionalità metterebbe sicuramente una pietra tombale su tanti interventi attualmente in attesa del Permesso di Costruire, dato che essendo retroattiva la sentenza della Corte, tutti i procedimenti in corso basati sugli articoli  dichiarati incostituzionali, che non abbiano ancora raggiunto il "punto di non ritorno" verrebbero automaticamente “disinnescati”.

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