Piani di zona, Caudo e Sabella sugli affitti 'gonfiati': "Arrivano i nuovi prezzi"

Gli assessori alla Legalità e alla Trasformazione Urbana hanno spiegato in una nota di aver chiesto ai costruttori di applicare i 'prezzi massimi di cessione corretti'. Protesta Asia Usb: "Ci sono ancora molti punti da chiarire"

Inquilini dei piani di zona protestano in Campidoglio (foto Facebook Asia Usb)

Dopo le proteste degli inquilini della scorsa settimana organizzate dal sindacato Asia Usb, si riaccendono i fari sulla vicenda dei piani di zona. "Sull'applicazione dei prezzi massimi di cessione e dei canoni di locazione abbiamo trovato una giungla e una situazione in cui i cittadini sono stati abbandonati al loro destino” esordisce un comunicato degli assessori alla Legalità e alla Trasformazione Urbana, Alfonso Sabella e Giovanni Caudo. “Oggi, abbiamo ripristinato controlli e verifiche a vantaggio dei cittadini come è previsto che debba fare l'amministrazione comunale a difesa di investimenti pubblici e dei romani” la rassicurazione in merito alla vicenda dei prezzi 'gonfiati' applicati agli affitti di molti piani di zona della Capitale che ha interessato anche le autorità giudiziarie. 

LA SOLUZIONE DEL CAMPIDOGLIO – I piani di zona sono quartieri dove il costo dell'affitto degli appartamenti, grazie alle sovvenzioni pubbliche stanziate per la loro realizzazione, dovrebbe risultare calmierato. In molti dei piani di zona della Capitale invece non è stato così e, dopo mobilitazioni e denunce da parte degli inquilini organizzati da Asia Usb, si è messo mano alla situazione. Spiegano Sabella e Caudo: “Tra Novembre 2013 e l’inizio del 2014 abbiamo notificato a cooperative e imprese le tabelle da applicare con i prezzi massimi di cessione”. La revisione dei canoni è stata però contestata dagli operatori. “Lo scorso marzo il TAR ci ha dato ragione e, dal 19 giugno, abbiamo riscritto a tutti gli operatori, inviando 107 lettere con cui chiediamo di documentare l'applicazione dei prezzi massimi di cessione secondo le tabelle del comune”.

Caudo e Sabella spiegano che gli operatori hanno 30 giorni di tempo dopodichè scatteranno le sanzioni previste dalle convenzioni che possono arrivare fino alla “nullità degli atti”. Non solo. “Abbiamo anche denunciato alla Procura della Repubblica, sulla base di segnalazioni arrivate dai cittadini, alcune vicende e presunti comportamenti dubbi o irregolari. In attesa della definizione delle indagini e del pronunciamento definitivo del Consiglio di Stato abbiamo interessato l’Avvocatura Capitolina per verificare se si possa immediatamente procedere con la risoluzione delle convenzioni per inadempimento contrattuale, dove possibile”. Un'operazione 'verità' che per i due assessori è garanzia di chiarezza per i cittadini. 

LEGGI ANCHE - L'odissea degli inquilini dei piani di zona

I NODI IRRISOLTINon la pensa così però Asia Usb che mercoledì scorso ha protestato in Campidoglio per chiedere un incontro con l'assessore Sabella che però non ha ancora ricevuto gli inquilini.  “La situazione, a differenza di quanto si legge nel comunicato istituzionale, è tutt'altro che risolta” commenta a Romatoday Angelo Fascetti di Asia Usb. “Siamo preoccupati per queste dichiarazioni che sembrano un ulteriore tentativo di salvare il salvabile”. Per il sindacato infatti “i prezzi massimi di cessione sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’assessore Sabella, se vorrà fare veramente luce sulla gestione dei piani di zona, dovrà valutare se gli uffici hanno controllato come sono stati costituiti i prezzi di costruzione, quelli massimi di cessione, chi dovrà restituire i finanziamenti a conto interessi (oltre a quelli a fondo perduto) e se sono state sottoscritte le fideiussioni previste per legge, se sono stati presentati i piani finanziari e se sono state applicate le sanzioni di legge. La risposta a queste domande è il nodo della questione che le varie giunte capitoline e l’assessore Caudo hanno voluto eludere fino ad oggi” si legge in una nota. 

LA RESTITUZIONE DEI FINANZIAMENTI E GLI SFRATTI - Tra le questioni poste da Asia Usb anche la restituzione dei cosiddetti finanziamenti a 'conto interessi' che prevedono la restituzione da parte delle cooperative costruttrici di parte del finanziamento dopo 30 anni. “Molti degli affitti permanenti stanno per essere trasformati ad affitti a scadenza a 25 anni. Cosa succederà tra trent'anni quando le istituzioni, se mai che si ricorderanno, chiederanno indietro questi finanziamenti? Saranno gli inquilini a dover versare queste quote?” continua Fascetti. Intanto molte delle famiglie che vivono in questi appartamenti, destinati proprio a dare una risposta a quanti non possono vivere in case a libero mercato, sono sotto sfratto. Proprio oggi in via Fillia alla porta di Roberta, madre di due minori di cui uno con problemi di handicap, ha bussato per l'ennesima volta l'ufficiale giudiziario. “Oggi lo sfratto è stato bloccato solo grazie all'iniziativa di una parlamentare. Chiediamo però l'intervento di Comune e Regione per fermare questa situazione paradossale in cui inquilini che per anni hanno pagato più del dovuto, con un'inchiesta della magistratura aperta, vengono trattati come 'normali' casi di morosità". 

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