Piano di zona Longoni, le indagini per truffa non fermano lo sfratto

Il sindacato Asia Usb ha dato appuntamento alle 8.30 per un presidio fuori dall'abitazione. Presente anche la deputata M5S Lombardi che ha trasformato l'appartamento nella sua residenza parlamentare

Uno dei tanti picchetti anti-sfratto in via Longoni (Foto Facebook Asia-Usb)

Il sospetto avanzato dai giudici che gli inquilini siano stati oggetto di una truffa da parte dei costruttori non ferma lo sfratto. Domani mattina nel piano di zona Longoni, nell'omonima via al civico 27, Roberta rischia di essere cacciata dalla propria casa. Disoccupata, madre di due minori, la sua storia è conosciuta perché nel luglio del 2005 la deputata del Movimento cinque stelle, Roberta Lombardi, trasferì nel suo appartamento la sua residenza parlamentare. Un po' nel tentativo di bloccare lo sfratto, una residenza parlamentare dovrebbe essere 'inviolabile', ma senza riuscirci. Un po' per denunciare l'ingiustizia, che sfiora il paradosso, ai danni di persone come Roberta che per anni ha versato un affitto più alto del dovuto per poi, sopraggiunte difficoltà economiche, ritrovarsi morosa e sotto sfratto. Asia-Usb, che da tempo segue le vicende degli inquilini dei piani di zona, sarà in presidio fuori dalla sua abitazione dalle ore 8.30. Ha annunciato la sua presenza anche la parlamentare pentastellata.  

"Domani la famiglia che risiede nel mio domicilio parlamentare a Tor Sapienza rischia, per l'ennesima volta, di dover far fronte alla presenza degli Ufficiali giudiziari e delle Forze dell'Ordine" scrive Lombardi. La speranza è che in seguito alla chiusura delle indagini per reato di "truffa ai danni degli inquilini degli alloggi costruiti in regime di edilizia residenziale pubblica" domani "sia data disposizione di non ricorrere alle Forze dell'Ordine per eseguire lo sgombero di una famiglia che è parte offesa nella truffa dei piani di zona e che ogni mese rischia di trovarsi in mezzo ad una strada" conclude. 

"Gli immobili dei Piani di Zona sono stati realizzati per essere assegnati a famiglie in emergenza abitativa, su terreno del Comune di Roma e con il contributo di finanziamenti pubblici (regionali, ministeriali o europei)" spiega Asia Usb. Il sospetto da cui si sono mosse le indagini è che tali finanziamenti non siano stati decurtati dai prezzi finali di affitto o di vendita, annullando così gli effetti calmieratori dei contributi pubblici e producendo così un "ingiusto profitto" per i costruttori. Gli inquilini o gli acquirenti, "nonostante le numerose opposizioni presentate dall'avvocato Vincenzo Perticaro, subiscono sfratti per morosità dopo aver pagato per anni dei canoni di locazione o prezzi di vendita molto più alti di quelli del libero mercato, talvolta per alloggi senza abitabilità, senza servizi e senza allaccio in fogna" conclude Asia Usb che punta il dito verso il "silenzio della Regione Lazio". 

La speranza di inquilini e sindacati è che la conclusione faticosamente raggiunta dall'amministrazione capitolina nel piano di zona di Tor Vergata, dove il Campidoglio ha acquisito otto alloggi bloccando gli sgomberi in programma, sia un precedente per tutti gli altri casi. "L’approvazione della prima revoca per Tor Vergata è un importante passo avanti, ora è necessario proseguire su questa strada, accelerare le procedure di revoca avviata per Castelverde e rendere operativa la Commissione d’inchiesta che analizzi le violazioni commesse da società e coop. costruttrici per tutti i piani di zona". 

Intanto oggi la Rete consumatori Lazio, formata da una serie di associazioni, da Aeci, Assoutenti, Casa del Consumatore e Codici a Konsumer e Primo Consumo, ha annunciato di essersi costituita parte civile nel procedimento sul piano di zona Monte Stallonara "che vede coinvolti i responsabili delle cooperative edilizie e l’ufficio tecnico del Comune per truffa aggravata e abuso d’ufficio" scrivono in una nota. 
 

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