Piani di Zona, gli inquilini diffidano Comune e Regione: "Fate applicare i giusti canoni"

A difenderli il sindacato di base Asia Usb che fa sapere di aver inoltrato la diffida anche alla Corte dei Conti. Intanto il Tar del Lazio ha respinto il ricorso di una delle società costruttrici

Foto Asia Usb

Non si arresta la battaglia degli inquilini dei Piani di Zona, quartieri di appartamenti a 'canone agevolato' parte dei quali (oltre 300 appartamenti) sono fini nei mesi scorsi al centro un'inchiesta della magistratura. Il sindacato di base Asia Usb e l'avvocato Vincenzo Perticaro hanno comunicato in una nota di aver inviato formale diffida al Comune di Roma, alla Regione Lazio oltre che alla Corte dei Conti per contestarne un presunto danno erariale, “per la mancata applicazione delle sanzioni previste dalla legge per la non presentazione, nei termini stabiliti, dei piani finanziari (da parte di alcune delle cooperative e società costruttrici che hanno realizzato gli alloggi, ndr)”.

Non solo. La denuncia del sindacato di base continua a riguardare anche il prezzo degli affitti. Scrive in una nota Asia Usb: “Le società interessate, non tenendo in alcun modo in considerazione l'avvio dell'inchiesta per truffa e corruzione da parte della magistratura romana che ha portato al sequestro dei primi 326 alloggi e nonostante la pubblicazione sul sito Istituzionale della Regione Lazio dei nuovi prezzi massimi di cessione e canoni di locazione determinati con la detrazione del contributo regionale, non hanno applicato ad oggi i nuovi affitti”.

L'inchiesta era partita infatti dalla denuncia di alcuni inquilini che, nonostante abbiano avuto accesso ad appartamenti da affittare, o vendere, a canone calmierato proprio in virtù dei finanziamenti pubblici ricevuti dalle società costruttrici, versavano prezzi da libero mercato. Denuncia Asia Usb: “Moltissime società hanno persino impugnate tali tabelle dinanzi al TAR del Lazio che proprio ieri ha respinto il primo ricorso presentato”. Il sindacato e l'avvocato Perticaro hanno così presentato un'altra diffida alle istituzioni preposte a vigilare sulla corretta applicazione delle nuove tabelle da parte delle società costruttrici e cooperative che hanno realizzato i numerosi Piani di Zona.

Secondo quanto scrive Asia Usb “le convenzioni prevedono delle sanzioni a carico dei costruttori beneficiari dei contributi, nel caso di violazioni di legge. In particolare all'art. 14 della convenzione alla lettera F è stabilito che sono nulli i canoni diversi da quelli approvati dalla pubblica amministrazione”. In caso contrario la stessa convenzione “prevede delle penali giornaliere a carico delle società interessate, che ad oggi, nonostante le gravose violazioni, non risultano essere state applicate dagli uffici preposti. Queste sanzioni arrivano a prevedere persino la risoluzione di diritto ex art. 1456 c.c. della convenzione con conseguente estinzione del diritto di superficie ed acquisizione del patrimonio da parte del Comune Di Roma”. Oltre ai finanziamenti messi in campo dalla Regione Lazio (dal 50% al 100% del costo totale, la metà da restituire l'altra a fondo perduto) la sovvenzione riguarda infatti anche la cessione a titolo gratuito di terreni di proprietà comunale finalizzato proprio ad abbattere i prezzi d'affitto. L'esposto diffida è stata notiziata con formale comunicazione anche la Procura Regionale della Corte dei Conti.

Intanto ieri il Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato da una delle società in questione proprio contro la revisione dei canoni attuati dal Comune di Roma con provvedimenti in autotutela.

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