Spin Time Labs rilancia e avvia una petizione: "Raggi superi la legge che ci impedisce di pagare la luce"

L'annuncio nel corso di una conferenza stampa presso lo stabile occupato di via Santa Croce in Gerusalemme

Il giorno seguente il ritorno della luce, dentro Spin Time Labs si fa quadrato attorno alla ‘vittoria’ e si rilancia. “Vogliamo poterci intestare e pagare le utenze. Non solo. Vogliamo restare e rigenerare questo palazzo insieme a tutto il quartiere”, il messaggio lanciato dagli abitanti degli ex uffici Inpdap di via di Santa Croce in Gerusalemme 55, che dal 2013 sono diventati una casa per 450 persone, tra cui un centinaio di bambini. Una nuova battaglia. Perché il gesto dell’elemosiniere del Papa, il cardinale Konrad Krajewski, che si è calato nel pozzo del contatore e ha staccato i sigilli per ridare elettricità all’intero immobile, è già stato oggetto di una denuncia contro ignoti da parte di Acea per furto di corrente. E oggi chi vive in uno stabile senza averne titolo, che sia una casa popolare o un palazzo abbandonato, per effetto dell’articolo 5 del Piano Casa varato dal Governo Renzi nel 2014, non può ottenere la residenza e nemmeno l’allaccio delle utenze. 

Spin Time Labs riaccende quindi una campagna che quanti vivono in disagio abitativo portano avanti da tempo: “Lanciamo una raccolta firme che verrà indirizzata a Virginia Raggi e alla prefetta, ma anche a tutti i sindaci d’Italia, perché seguano l’esempio di Leoluca Orlando, primo cittadino di Palermo, che a gennaio ha fatto approvare una delibera in deroga all’articolo 5”. È stato lanciato anche un sito, facciamoluce.org, dove è possibile firmare la petizione. “Chiediamo quindi che in Italia ci si muova affinché tutte le realtà abitative, culturali, sociali possano normalizzare la loro presenza sul territorio”, si legge. L’appoggio arriva anche dal giurista, che è stato anche giudice costituzionale, Paolo Maddalena: “L’articolo 5 della legge Lupi è una barbarie ma la Costituzione è dalla nostra parte. È arrivato il momento di portare la questione tramite i tribunali davanti alla Corte Costituzionale”. 

Intanto, ieri, nel corso della conferenza stampa programmata per annunciarlo, i residenti dell’immobile hanno incassato l’appoggio della presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi: “Sono due anni che chiedo un tavolo tra la Regione, il Comune e la proprietà per riconoscere questa esperienza e renderla meno fragile, così come si è invece dimostrata in questi giorni”. Poi ha aggiunto: “Di fronte al plauso verso il gesto dell’elemosiniere non possiamo non rilevare che la politica ha ricevuto uno schiaffo. Raggi doveva essere qui ora”. Nonostante il vicesindaco, Luca Bergamo, abbiamo seguito fin da lunedì scorso la situazione dell’occupazione, nessun esponente dell’amministrazione comunale ha preso parola ufficiale sulla vicenda. E nemmeno dalla giunta regionale del Lazio. Unica solidarietà è arrivata da un consigliere della Pisana, presidente della commissione regionale Politiche sociali ed esponente della Comunità di Sant’Egidio, Paolo Ciani, che ha promesso di “sollecitare” incontri con le istituzioni per arrivare a una soluzione. 

La prima riguarda la morosità di oltre 300 mila euro di bollette non pagate alla Hera Comm, da cui è partita la richiesta del distacco ad Areti, società del gruppo Acea che si occupa di fornire energia. Ma anche il progetto di riqualificazione del palazzo, oggi nel fondo Fip di ImmobiliaRe srg, del gruppo Banca Finnat. Ma il piano è più ampio. “Questo palazzo ha un progetto di rigenerazione importante. Vogliamo regolalizzarlo ma per farlo serve la volontà politica di Comune e Regione e bisogna far sedere al tavolo la proprietà. Vogliamo rigenerare questo palazzo, questo quartiere e questa città”, le parole di Andrea Alzetta di Action.

Non solo appartamenti. Già oggi i 16 mila 800 metri quadrati dell’edificio uniscono abitazioni per 150 famiglie e spazi per cultura, musica, servizi sociali, attività aperte al quartiere. A testimonianza di ciò le parole di Enrico Melozzi, direttore dell’Orchestra notturna clandestina: “Questo auditorium ci ha dato la possibilità di esistere”.

La battaglia di Spin Time Labs è la stessa di decine di altre occupazioni della città. “Stabili dove non vivono persone fragili ma coraggiose”, ha sottolineato Paolo Di Vetta dei movimenti per il diritto all’abitare, “che, di fronte alla mancanza di coraggio di Comune e Regione, dimostrano come è possibile cambiare questa città”. Paolo Perrini, presidente dell’associazione Spin Time Labs ricorda: “Nel 2014 abbiamo scritto al Papa e lui ci ha risposto per iscritto con una benedizione apostolica. Siamo benedetti apostolicamente dal 2014”. Da oggi Papa Francesco e il cardiale Konrad Krajewski sono anche soci onorari dell’associazione: "Abbiamo deciso di donargi le tessere". 

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