Metro Repubblica chiusa, le spiegazioni del Comune. Meleo: "Incontreremo commercianti e associazioni"

Intanto sul caso si muove il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma

Sei scale mobili, due delle quali sotto sequestro. Altre quattro funzionanti ma che Atac vuole rendere ulteriormente sicure. Un adeguamento, da effettuarsi con pezzi di ricambio di cui Atac sta aspettando l'arrivo. I tempi? Al momento nè l'azienda dei trasporti nè per essa il Comune di Roma riescono a fornirli. La certezza è che la riapertura, quando avverrà, sarà comunque parziale (funzionerà solo il 66% degli impianti, ndr) a causa dell'inchiesta della Procura. Sulla metro Repubblica chiusa da quattro mesi si dirada la nebbia. Il Comune, attraverso l'assessora alla Città in Movimento, Linda Meleo dice la sua. 

Dopo le proteste di sabato da parte del comitato dei commercianti, l'assessora assicura: "Entro pochi giorni incontreremo commercianti e associazioni per ripercorrere tutte le operazioni messe in campo in seguito all’incidente di Repubblica e, ovviamente, per ascoltare le loro richieste". L'incontro, secondo quanto apprende RomaToday, è prevista per il 1 marzo. Il neo costituito comitato, Riapertura Metro Repubblica, contattato dal nostro giornale fa sapere di non avere ancora ricevuto convocazione.

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"L’area di via Nazionale", spiega ancora Linda Meleo, "è già servita da molti autobus, ma in questa situazione di criticità abbiamo deciso di fare una verifica delle linee di superficie per ottimizzare quanto più possibile gli spostamenti". Sulla riapertura quindi spiega:  "Stiamo nel frattempo lavorando per ripristinare la funzionalità della stazione nel minor tempo possibile: ogni settimana chiediamo report puntuali ad Atac e vigiliamo sull’operato dell’azienda. Primo obiettivo rimane la sicurezza di chi utilizza ogni giorno la metro. Vogliamo accorciare i tempi per riaprire presto la stazione".

In pratica a fine novembre la Procura ha riconsegnato la fermata Atac. Dei sei impianti di scale mobili, due risultano ancora sotto sequestro. Sono quelli dove c'è stato l'incidente che ha provocato il ferimento dei tifosi russi il 23 ottobre scorso. Gli altri quattro sono funzionanti: c'è però un'attenzione maggiore alla sicurezza e per questo si è deciso di provvedere alla sostituzione di un pezzo, un disco. A quel punto la stazione potrà riaprire anche senza due dei sei impianti. 

Intanto sul caso si muove il Codacons che ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma. Il reato ipotizzato dall'associazione è omissione di atti d'ufficio. Non solo. L'associazione dei consumatori sta anche valutando la fattibilità di una causa risarcitoria contro l'amministrazione da parte dei commercianti della zona, pesantemente danneggiati dall'immotivata chiusura della stazione. Lo riporta una nota. 
 

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