Natale al veleno nel Pd romano: "Il vecchio partito va spazzato via"

Orfini risponde al documento che chiede un congresso ri costituente: "Suggerisco a tutti di ripassare le regole prima di alimentare inutili allarmismi"

E' un Natale al veleno quello che sta vivendo il Pd romano. Dopo l'appello "Pd, che ora è" che sta raccogliendo firme da diversi ex amministratori e militanti, i promotori denunciano "telefonate e messaggi ai limiti dell’intimidazione". A parlare è Andrea Santoro che insieme a Valerio Barletta, Paolo Marchionne e Maurizio Veloccia e all’attuale minisindaco del I Municipio, Sabrina Alfonsi è in prima linea per promuovere il documento che porterà all'evento del prossimo gennaio. 

Sceglie l'agenzia Dire per raccontare quanto sta accadendo: "Abbiamo lanciato un sasso nello stagno- dichiara-, e lo stagno si è mosso di brutto: si vede che abbiamo colto il punto, ovvero andare contro le correnti che ci sono nel Pd Roma dalla sua nascita“. Nell’appello, infatti, i promotori chiedono “un congresso vero e aperto, basato su un confronto politico e non su una conta di tessere".

Tante le adesioni di iscritti dem al documento dei minisindaci. E la reazione “dei capicorrente” non si è fatta attendere. "In queste ore- spiega Santoro- alcuni di quelli che hanno firmato il documento hanno ricevuto telefonate o messaggi ai limiti dell’intimidazione. Qualcuno invece va dicendo che dietro di noi ci sarebbe qualche parlamentare romano che vuole fare una nuova corrente. O peggio che spendiamo 1000 euro al giorno per incontrarci in sale di prestigio. Ci manca solo che raccontino che siamo amici fraterni di Marra e della Muraro".

Santoro non ci sta, e risponde alle accuse: “C’è un pezzo di partito che evidentemente non ha capito nulla della sconfitta elettorale e che non è stato scalfito minimamente dal commissariamento di Orfini. Ecco, secondo me quello è il Pd romano che va spazzato via".

Santoro detta la "road map dei minisindaci": "Il 14 gennaio faremo una grande iniziativa per riunire tutti quelli che condividono il nostro documento, e dal 15 andremo circolo per circolo, piazza per piazza, perchè- conclude- per ricostruire il Partito Democratico e ricucire la frattura con i cittadini di Roma dobbiamo ammettere i nostri errori e trasformare il Pd in qualcosa di utile per la città. Dobbiamo tutti sudare, sporcarci le mani e ‘guadagnarci la maglia’".

Orfini risponde alle polemiche attraverso il suo profilo facebook. "Non entro nel merito ma forse è utile ricordare a tutti le nostre regole, dato che a quanto leggo evidentemente qualcuno le ha dimenticate. La data del congresso di Roma non la fissa il commissario, ma l'organizzazione nazionale (vale per tutte le federazioni commissariate). Il vice segretario Guerini aveva fissato una finestra, recentemente spostata al 12 marzo. Il regolamento congressuale non lo approva il commissario, ma la commissione nazionale di garanzia. Stesso discorso vale per il regolamento di organizzazione e del tesseramento (che trovate online sul pdroma).
Il congresso non lo gestisce il commissario, ma una apposita commissione per il congresso formata secondo i criteri stabiliti da statuto e regolamento nazionale.
Come già detto in più occasioni, appena il nazionale licenzierà il regolamento congressuale, potrò indire il congresso e procedere agli adempimenti richiesti.
Queste sono le nostre regole. Non da ora. Da sempre. Capisco che in passato a Roma le regole siano state spesso considerate poco importanti. Ma non è più così. Quindi suggerisco a tutti di ripassarle prima di alimentare inutili allarmismi".

Quindi Orfini annuncia: "A tutti quelli che sono interessati a continuare a ricostruire, segnalo che tra natale e capodanno pubblicheremo i documenti frutto del bel lavoro dei forum tematici. Sono testi aperti, utili a stimolare un dibattito sul futuro di Roma e a preparare le tante iniziative tematiche già fissate per gennaio e febbraio. Perché per fortuna un nuovo progetto per Roma questo partito ha iniziato a costruirlo dal giorno dopo le elezioni amministrative". 

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