Renziani a Roma, Prestipino: "Non c'è gioco di squadra, prevalgono le correnti"

L'ex presidente del IX municipio (ex 12) è stata eletta segretario al circolo del Pd dell'Eur. "Renziana della prima ora" è molto critica verso la corrente cui appartiene

Patrizia Prestipino, ex assessore provinciale ed ex presidente del IX municipio (ex 12) è stata eletta segretaria al circolo del Pd dell'Eur. “Renziana della prima ora” è molto critica verso la corrente cui appartiene: “Non c'è gioco di squadra”. Soddisfatta del risultato nel suo territorio, “Tobia Zevi all'Eur ha sfondato”, al ballottaggio per l'elezione del segretario del partito romano la tentazione è quella di “astenersi”. 

Renziani a Roma. In pieno congresso ha espresso un punto di vista piuttosto critico.

Il problema dei renziani nella Capitale è che non sono mai riusciti a fare squadra e gli interessi delle varie correnti hanno sempre prevalso rispetto al progetto generale di Matteo Renzi. Il rischio, soprattutto in questo momento in cui sono in molti a salire sul suo carro, è di rimanere schiacciati dalle 'truppe cammellate'. Preciso: la mia è una critica politica non personale. Quando due anni fa decisi di sostenere il progetto di Renzi, venni scomunicata dal Pd romano. Ora personalità influenti per la politica locale come assessori regionali e comunali sono arrivati con i loro pacchetti di tessere come a voler lanciare un'opa sull'area renziana romana senza avere la capacità di mantenere un progetto unitario. Ci si comporta come una setta escludente. E non sono pochi gli iscritti che lo pensano. Per far crescere un progetto ci vuole un laboratorio aperto.

Di renziani alle primarie per diventare sindaco di Roma ce n'erano due: lei e il deputato Paolo Gentiloni. In relazione a quell'esperienza, qual è il risultato del 'vostro' candidato al congresso romano, Tobia Zevi?

In merito ho polemizzato con il Corriere della Sera che, per valutare i numeri di Zevi, ha considerato solo il paragone con il 12% che prese Paolo Gentiloni in quell'occasione. Alle primarie per il sindaco di Roma c'era anche Patrizia Prestipino. Ottenni un dignitosissimo 4% considerando le poche risorse a disposizione e il fatto che Gentiloni, persona che stimo, rappresenta a sua volta una corrente che si rifà all'ex margherita rutelliana. Io ero sostenuta prevalentemente da giovani. Se si danno i numeri, bisogna darli tutti. Sono diventata segretario di circolo all'Eur. Questo significa che nel territorio in cui ho sempre fatto politica mantengo consenso. E il fatto che Tobia Zevi sia arrivato per primo rispetto agli altri candidati è un gran risultato. È un peccato davvero che non ci sia un gioco di squadra.

Di fronte al ballottaggio tra Lionello Cosentino e Tommaso Giuntella al congresso romano, i voti di Tobia Zevi saranno determinanti. Come si dovrebbero comportare i renziani?

Nel fare ipotesi a riguardo c'è molta ambiguità. È vero che se si sommano i voti di Zevi con quelli di Giuntella è matematicamente possibile battere Cosentino. Ma io non seguirei con semplicità questa lettura. Sia Cosentino sia Giuntella al congresso nazionale sosterranno Gianni Cuperlo. È chiaro che entrambi, pur avendo la mia stima, sono due facce della stessa medaglia.

Ha già deciso come voterà?

Di fronte a questo dilemma come renziana non escludo che potrei decidere di astenermi. Ascolterò comunque i loro programmi: non escludo che potrei cambiare idea. Poi vedrò come la corrente deciderà di esprimersi a livello cittadino visto che ci saranno smottamenti con i franceschiniani che andranno su Renzi. Si può anche evitare di esprimere un candidato unico e optare per la libertà di voto. Anche qui, sarebbe servito più spirito di squadra.

Vedendo come sono andati i risultati del congresso romano, i renziani nella Capitale non riescono a sfondare. Si è fatta un'idea del motivo?

La politica romana è molto complessa ed eterogenea. La Capitale è terreno d'apparato, per questo insisto dicendo che è fondamentale fare squadra attorno a un progetto unitario. Se metti prima la corrente a cui appartieni, sei destinato a disgregarti e a perdere. Comunque non abbandonerò il progetto politico. Voglio essere ottimista e sperare che in futuro si impari dagli errori del passato.
 

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