Il Pd Roma verso le elezioni 2021, parla Claudio Mancini: "Letta candidato? Grande personalità"

Intervista al tesoriere del partito romano. Dalla scelta del candidato al Campidoglio alle strategie per "battere la destra", come si preparano i dem alle urne

Claudio Mancini, deputato, tesoriere del Pd Roma

Rafforzare la presenza in periferia con i nuovi "Punti Pd" e una ridistribuzione ragionata dei circoli territoriali. Poi la conferenza programmatica in primavera per definire le proposte per la città e in autunno le elezioni primarie per la scelta del candidato sindaco. A quasi un anno dalle amministrative del 2021, i dem romani prendono la rincorsa, con un calendario fitto di appuntamenti.

Ne parliamo con Claudio Mancini, deputato, da novembre 2019 tesoriere del partito locale, tra i volti di quella che nel partito viene raccontata come una nuova fase da articolare su due assi chiave: unità interna e apertura alle forze civiche "per battere la destra". Perché non va dimenticato che il nemico, Mancini lo ripete, "non è il Movimento Cinque Stelle". Si punta forse a un accordo con i grillini sulla scia di quello nazionale? "E' prematuro parlarne, ma certo per vincere un possibile ballottaggio dovremmo guardare anche al loro elettorato". 

Onorevole, siamo a un anno o quasi dalle elezioni amministrative romane. Come si prepara il Partito democratico?

Le tappe sono diverse. In primavera ci sarà la conferenza programmatica per un primo importante confronto su temi e proposte per la città, poi organizzeremo un passaggio del congresso territoriale all'interno di quello nazionale. A maggio voteremo nel municipio XI, dove il centrosinistra si sta strutturando con un'ampia coalizione civica intorno alla candidatura di Gianluca Lanzi. In autunno le primarie per la scelta del candidato sindaco. E a brevissimo, il 1 marzo, le elezioni suppletive per il collegio Lazio 1, anche quella sarà un banco di prova importante che molto si articolerà in chiave romana. 

Vero, però giocate in casa. La vera sfida per il 2021 sarà riprendere la periferia...Come ci riuscirete?

Ogni partita va giocata fino in fondo e per Gualtieri siamo tutti mobilitati per vincere. Detto questo stiamo lavorando per rafforzare il Pd come partito che si occupa prima di tutto della dimensione popolare. La legge di bilancio, con il taglio del cuneo fiscale e gli investimenti su servizi sociali e famiglia, è un primo esempio. Dobbiamo stare dalla parte di chi ha più bisogno, e fare scelte conseguenti a livello di governo, mostrare di avere la capacità di parlare ai territori e dei problemi dei territori, mobilitando in chiave civica elettori che megari non sono vicini a noi, ma ci riconoscono questa capacità. 

Restando in periferia. La questione sicurezza, da sempre tra i temi "di destra", quanto è importante e come la affronterete invece da sinistra.

Dobbiamo innanzitutto abbandonare il terreno della paura che è quello su cui gioca Matteo Salvini, su cui ha costruito il suo consenso creando un clima esasperato specialmente sull'immigrazione. Ecco non faremo certo una campagna elettorale sugli immigrati. 

Però il tema esiste, e ignorarlo vi ha già fatto perdere molto consenso.

Certo che esiste. Ed è un tema di sinistra in quanto tema che interessa i più deboli. Ma lo si affronta nel concreto, non alimentando spauracchi. Rafforzando la presenza dello Stato, delle forze dell'ordine, dei commissariati sul territorio, contrastando il traffico di droga e la malavita. Ma anche garantendo servizi sociali e servizi pubblici ai cittadini. Non è un problema nè astratto nè di parte, e lo si contrasta stando dalla parte della legalità. 

Parlate di partito aperto e inclusivo, poi però tesserarsi al Pd Roma dal 2020 costa il doppio, da 30 a 60 euro. La cifra più alta d'Italia. Perché questa scelta?

Allora innanzitutto vorrei specificare che abbiamo chiuso il 2019 con 7mila iscritti. Che è un ottimo numero e ben distribuito tra centro e periferia. Un costo maggiore vuole dare più valore all'iscrizione e all'adesione, parliamo comunque di 5 euro al mese, il costo di un pacchetto di sigarette o di 5 caffè. Dire che una persona non si iscrive perché costa di più trovo sia un falso tema. E poi, soprattutto, abbiamo un debito da risanare e vogliamo arrivare con i conti in ordine alle elezioni del 2021. La tessera più alta sarà un'entrata certa che ci aiuterà a ripianare le casse. 

Ci spiega meglio?

Abbiamo due milioni di euro di buco frutto di perdite di anni. Dai costi delle campagne elettorali a qualche festa dell'Unità che non è riuscita bene, ai costi degli affitti e del personale, anni in cui forse abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità.

Avete previsto un taglio dei circoli territoriali, sempre per ragioni di cassa?

No, nessun taglio, ne contiamo 67 e quelli restano. Ne abbiamo aperti due nuovi a Magliana e Casal Bruciato, stiamo cercando anche una sede per Ostia, perché come già detto abbiamo l'obiettivo concreto di rafforzarci in periferia. Certo, abbiamo proceduto a una razionalizzazione, quello sì. Nel senso che se su un municipio ho tre circoli nelle aree più centrali e zero in quelle periferiche, ne chiudo uno e ne apro un altro. Poi vogliamo trovare nuove forme di presenza territoriale. 

Cioè?

Lanceremo i Punti Pd. L'idea è quella di adibire circoli a funzioni non solo politiche ma anche aggregative e informative, ospitando anche attività esterne a quelle del partito, creando dei ponti aperti di partecipazione civile e democratica. Anche pensando a forme di finanziamento che ci consentano poi di aprire nuovi sedi. 

A proposito di circoli. Matteo Renzi si è insediato con Italia Viva nella vostra vecchia sede, storica, di via dei Cappellari. L'avete digerita?

Al di là delle polemiche quella era per noi una sede non adatta, specialmente per i costi di affitto troppo alti. Trovo positivo che scendano in campo e si strutturino sul territorio, è un bene. Siamo comunque alleati di Governo e lo saremo anche alle amministrative romane. 

Chi può dirlo...

Sarebbe un errore non partecipare alla coalizione, non si può certo rischiare di perdere Roma per divisioni di questo tipo. 

Amedeo Ciaccheri, presidente dell'VIII municipio è quasi già in campo. Ha lanciato una sorta di nuovo movimento, Liberare Roma. Cosa ne pensa?

Fa parte del processo politico che ci porterà alle amministrative. Il centrosinistra è un campo plurale, è bene che siano tutti in campo, anche i volti delle nuove generazioni come Ciaccheri. Poi però bisogna stare attenti a non pensare che i nostri avversari saranno i Cinque Stelle. Vedo che c'è un'impostazione che risente del fatto che facciamo opposizione a Raggi, non dobbiamo perdere di vista il fatto che il nostro nemico è la destra.

Ci sta dicendo, anche alla luce dell'accordo di Governo nazionale, che potreste correre con il sostegno dei Cinque Stelle? 

Il tema è prematuro, ma è realistico che si possa vincere al ballottaggio, in una sfida che sarà tra Pd e Fratelli d'Italia (che a Roma scalzerà la Lega). Lì l'elettorato dei Cinque Stelle dovrà scegliere e sarà importante intercettarlo. Quindi dobbiamo a mio avviso puntare su una campagna che ovviamente definisca quella che è la nostra proposta ma che guardi anche a un elettorato che potrebbe essere decisivo.  

Passiamo al toto candidati. Carlo Calenda non ha ufficializzato niente ma sembra sia disponibile a una candidatura. 

Calenda è un ottima risorsa, ma lo è dentro il centrosinistra e se parteciperà al processo decisorio democratico. Non sono d'accordo sul fatto di archiviare le primarie. Danno la certezza di un nome davvero condiviso, la garanzia di un'ampia partecipazione e anche il tempo necessario per ricompattare le varie anime della coalizione. 

Si fa il nome di Enrico Letta.

Farà un'iniziativa con Gualtieri a chiusura della campagna elettorale. E' una grande personalità politica, giovane, forte con alla spalle il ruolo di presidente del Consiglio. Se fosse d'accordo, sarebbe un'ottima candidatura. Oggi però il compito è quello di creare le condizioni per decidere democraticamente il candidato. 


 

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