Parco di Centocelle: Montanari ci (ri)mette la faccia e promette fondi in bilancio

La protesta dei cittadini sotto l'assessorato. Mentre il parco archeologico è ancora aperto nonostante l'ordinanza

Uno striscione durante la protesta

Sul parco di Centocelle arriva l'ennesima promessa: si verificherà che i fondi stanziati per i lavori non vadano persi e che ne vengano trovati ulteriori per completare la bonifica. E' quanto comunicato dallo staff di Pinuccia Montanari, assessore all'Ambiente, alla delegazione di cittadini ricevuta a Porta Metronia dopo un pomeriggio di proteste con striscioni e mascherine. 

Nonostante da anni agli annunci siano seguiti zero fatti, loro non mollano. Guidati dai comitati Pac Libero e Cinecittà Bene comune hanno inscenato la milionesima protesta sotto l'assessorato, per chiedere che venga effettuata il più presto possibile la bonifica, con interventi di riqualificazione, di quei 120 ettari martoriati da rifiuti interrati, autodemolitori, insediamenti abusivi. Le risposte, almeno a parole, sono arrivate. 

Il capo staff di Montanari, taccuino alla mano, ha preso atto delle richieste. In particolare assicura che verificherà in sede di approvazione di bilancio 2019 che non vadano persi i 5 milioni di euro stanziati per la realizzazione del secondo stralcio del parco, quello a ridosso di viale Palmiro Togliatti, e per i progetti di musealizzazione delle ville romane. Ma ancora prima che ne vengano assicurati ulteriori per fare quella bonifica imposta dalla stessa sindaca Raggi con un'ordinanza di due anni fa, mai rispettata. 

Parole, come ne sono arrivate già in passato, che non convincono: "Possibile che lo staff prendesse appunti su un foglietto dimostrando di non conoscere minimamente la questione quando il problema è stranoto e aperto al minimo da gennaio 2017?". 

Già, il problema è conosciuto dall'amministrazione locale. Tanto che a fine novembre la sindaca Raggi ha firmato un'ordinanza per la chiusura di sei punti del parco, da recintare in un raggio di 10 metri, le stesse dove i comitati, insieme al CDCA - Centro di Documentazione Conflitti Ambientali e Source International, hanno effettuato delle analisi del suolo rilevando livelli di inquinanti sopra la norma. Si chiude, in minima parte, ma non si risana. E anzi, fino a quattro giorni fa, le suddette aree non erano nemmeno transennate. Un altro provvedimento disatteso. Con la paura che quelle di oggi siano le ennesime parole senza fatti. 

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