Stadio della Roma: il lungomare di Parnasi ad Ostia, ecco perché Ferrara e Gola sono indagati

Due consiglieri del Campidoglio, entrambi con feudo ad Ostia, ed un assessore della giunta grillina sono finiti nel registro degli indagati

Ostia, in un modo o nell'altro, c'entra sempre. Anche nell'inchiesta 'Rinascimento' dello stadio della Roma che ha portato all'arresto di 9 persone. A finire nel registro degli indagati, tra gli altri, Paolo Ferrara, Davide Bordoni e Giampaolo Gola. Tre politici che dovranno dimostrare di essere estranei ai fatti. 

"Luca Parnasi, presidente di Eurnova Srl per tramite e con la mediazione di Luca Caporilli e Giulio Mangosi prometteva ed effettivamente erogava in favore di Paolo Ferrara, per lo svolgimento della sua funzione e per il compimento di singoli atti e comportamenti riconducibili al suo ufficio (con riferimento all'iter procedurale relativo al nuovo stadio della Roma ed in particolare votando a favore della conferma in data 14 giugno 2017, della dichiarazione di pubblico interesse del progetto 'nuovo stadio della Roma') ed in genere per l'asservimento della sua funzione agli interessi del Parnasi e del gruppo imprenditoriale a lui riconducibile, in violazione di doveri istituzionali di imparzialità e correttezza, utilità consistite nella realizzazione di un progetto di restyling del municipio di Ostia, che il Ferrara usava come proprio", si legge nell'ordinanza. 

In poche parole, secondo la Procura Parnasi ed i suoi soci avrebbero elaborato e consegnato a Ferrara un progetto di restyling del lungomare di Ostia (all'altezza dell'incrocio con la Colombo) che, lo stesso pentastellato autosospeso avrebbe fatto successivamente "suo" e usato a fini politici. Una mossa, quella del gruppo, proprio per acquisire i favori del politico. Parnasi e Caporilli in una intercettazione si accordano di come poter invitare Ferrara a cena per proporgli iniziative che avrebbero attratto il suo interesse. 

L'area sarebbe quella nei pressi dello stablimento Kursaal. Dalle carte non emerge, ma non è escluso che la zona da riqualificare sia quella della Rotonda, ossia della Fontana dello Zodiaco chiusa tempo fa. Un progetto che farebbe "contenti" molti secondo Parnasi, anche gli Spada perché loro "sarebbero interessati che si parli bene di Ostia", dice poco dopo i fatti della testata di Roberto Spada. Secondo gli inquirenti quel progetto "bellissimo" di restyling del lungomare avrebbe dato a Ferrara consenso elettorale nel territorio considerato come suo feudo politico. 

L'idea del sodalizio è quella di "fare subito il progetto su Ostia, per poi incassare sullo stadio della Roma". Parnasi ritiene importante acquistare credito su Ferrara cercando di far leva anche sull'assessore allo Sport del M5s in X Municipio Giampaolo Gola (anche lui indagato ndr), che si faceva promettere un lavoro presso il Coni o la società As Roma, in cambio di un'intercessione proprio su Paolo Ferrara. Parnasi avrebbe promesso di parlare di questa (presunta) assunzione con Mauro Baldissoni, un ruolo relativo alla parte commerciale dello stadio. 

Tra gli indagati anche il capogruppo di Forza Italia Davide Bordoni: a lui Luca Parnasi in campagna elettorale avrebbe consegnato dei soldi in contati, mai contabilizzati, come "contributo" per gli sforzi per essere rieletto. 

Nelle carte la Procura sottolinea come Bordoni, ex presidente del parlamentino lidense con feudo elettorale proprio ad Ostia, sia stato l'unico consigliere dell'opposizione ad esprimere parere favorevole alla delibera di conferma di "pubblico interesse" e di adeguamento del Prg per il nuovo stadio della Roma approvata a giugno del 2017.

Secondo gli inquirenti "non c'è alcun dubbio l'erogazione di denaro" in contanti in favore dell'esponente di Forza Italia. I tre indagati di Ostia, tutti innocenti fino a prova contraria, dovranno dimostrare di essere estranei ai fatti.

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