Palestre municipali, bandi in ritardo e servizi a rischio: ora la palla passa all'Avvocatura

Con proroghe tecniche fino al 31 dicembre si rischia l'interruzione delle attività sportive. Ma per quelle annuali serve il parere dei legali capitolini

Il tema affrontato in commissione Sport

A settembre le 400 palestre scolastiche a gestione municipale saranno aperte e le attività, a prezzi popolari, disponibili per le famiglie. Rassicura tutti il grillino Angelo Diario, oggi a via del Tritone per affrontare la questione degli impianti sportivi municipali con esponenti dei parlamentini appositamente convocati: "Sarà tutto regolare". Vero. Ma il problema si porrà più avanti. Proroghe semestrali, da oggi fino a dicembre/gennaio, rischiano di minare la continuità del servizio in cinque municipi, quelli che dovevano rinnovare le concessioni - il V, VI, XII, II, VII - ma che hanno pubblicato i bandi fuori tempo massimo.

Riassumiamo in breve. Ad aprile, dopo mesi di dibattito e incontri accesi con i soggetti coinvolti, l'aula Giulio Cesare ha licenziato il nuovo regolamento (atteso da anni) per disciplinare la concessione degli spazi delle scuole alle associazioni sportive, uniformando i criteri per tutti gli enti locali. Tre le novità principali: l'affidamento per 4 anziché 3 anni, la cancellazione dei rialzi sul canone tariffario e delle manutenzioni straordinarie degli spazi come criterio di selezione. Un voto che però è arrivato troppo tardi. I municipi che dovevano fare i bandi hanno aspettato, riuscendo a pubblicare gli avvisi solo tra luglio e agosto. 

"Non abbiamo fatto in tempo ma l'amministrazione comunale ci ha espressamente detto di aspettare l'ok alle nuove norme" attacca l'assessore allo Sport del II municipio, a trazione Pd, Andrea Alemanni. Diario ribatte: "Non è vero, abbiamo detto di andare avanti a chi aveva cominciato con la redazione delle gare". Fatto sta che tutti sono rimasti appesi a un cambiamento promesso che tale non si è rivelato, a criteri che avrebbero dovuto rinnovare il settore ma che al momento hanno finito solo per mettere gli uffici con le spalle al muro."Siamo stati costretti a chiedere un prolungamento fino a dicembre. Certo forse sul piano strettamente tecnico sarebbe stato meglio rimandare il voto" ammette l'assessore M5s alla Cultura e Sport del V municipio Maria Teresa Brunetti. 

L'alternativa era lasciare chiuse le palestre. Le proroghe a sei mesi però rischiano di bloccare il servizio. Chi iscrive i propri figli a un corso pomeridiano di basket si ritroverà a gennaio, cambiata la gestione, che nello stesso spazio si potrà fare pilates o yoga. A rischio, si capisce bene, è la continuità del servizio pubblico offerto, tra i più apprezzati sui territori dalle famiglie romane, che magari non possono permettersi corsi in strutture private. La proroga dovrebbe essere annuale, riparlando poi di nuovi affidamento per l'anno 2019-2020. 

"Siamo in contatto con l'Avvocatura capitolina, vogliamo capire se è possibile andare in deroga al codice degli appalti come proposto con apposita interpretazione dal IX municipio. Essendo un servizio prima di tutto sociale" spiega Diario. Decideranno i legali di palazzo Senatorio, la normativa non è chiarissima a riguardo. Per chi invece le proroghe le ha già chieste fino a dicembre, c'è il precedente dell'VIII municipio, che l'anno scorso è intervenuto a novembre con proroga fino a giugno. Insomma, serve un escamotage tecnico per salvare il salvabile. Ma il crac politico si è già irrimediabilmente consumato. 

Per l'opposizione un eventuale blocco sarebbe da imputare direttamente a quel regolamento approvato troppo tardi, in fretta, quasi "a favor di telecamera". Ne è convinta Svetlana Celli, della lista civica Roma torna Roma, infuriata in commissione (vedi intervento in basso): "Il testo andava approvato con una calma differente. La volontà di correre per comparire sui giornali come quelli che hanno fatto il regolamento ha portato il caos. E comunque la proroga andava normata nello stesso testo". Diario replica puntando il dito contro "chi c'era prima che poteva fare e non ha fatto". Come da prassi dei pentastellati. Della serie, peggio del passato non poteva andare. Ma rivendica comunque oltre alla bontà dei contenuti del testo di aprile, anche un miglioramento generale del servizio. "Quest'anno abbiamo il record dei centri sportivi municipali attivi". Perché ad esempio il I municipio (unico, a guida Pd, che è riuscito ad affidare il servizio) ha ottenuto alcuni spazi nuovi ceduti dai dirigenti scolastici. Per tutto il resto, c'è la proroga. E per il cambiamento, quello vero, tocca aspettare. 

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