Giustiniana, dodici famiglie per sei giorni senz'acqua: distacco di Acea in una palazzina Ipab

Il servizio è stato riattivato nel pomeriggio di oggi. Ipab: "Non siamo mai stati morosi"

Senz’acqua per sei giorni. È quanto accaduto a dodici famiglie residenti in un palazzo in via Menichini 54, alla Giustiniana nel XV municipio, di proprietà dell’istituto di beneficienza Ipab del Comune di Roma. “Giovedì mattina mi sono lavato e sono andato a fare le analisi. Verso le dieci mi chiama mio figlio e mi dice che dai rubinetti non usciva più l’acqua”, racconta Sergio Sorrentino, uno degli inquilini. “Abbiamo pensato fosse un’interruzione momentanea e invece siamo ancora nella stessa situazione”. Sergio ha 69 anni. “Sono invalido all’85 per cento mentre mio figlio lo è al 75 per cento”. Nel palazzo vivono una quarantina di persone e tra loro ci sono altri anziani e disabili. L'acqua è stata riallacciata solo nel pomeriggio di oggi.

Vista la natura dell’ente molte di queste famiglie sono finite lì dopo uno sfratto: qualcuno usufruisce del buono casa, qualcun altro dell’assegno per la morosità incolpevole. “Anche io sono stato trasferito qui perché, dopo aver perso il lavoro e senza poter ancora prendere la pensione, non sono più riuscito a pagare l’affitto. Sono uno combattivo e lo sono anche adesso. Qui paghiamo tutti l’affitto, non possono lasciare delle famiglie senz’acqua in questo modo”.

Il servizio infatti, racconta ancora Sergio, “è stato staccato senza che nessuno ci avvertisse”. Anche il motivo per tutti questi giorni non è stato. “Ho chiamato Acea e mi è stato detto che su questo stabile pende una morosità”. Ma nessuno sa con precisione come sono andate le cose. Intanto “si va avanti con i boccioni da 5 litri dentro casa ma tra la cucina e il bagno tutto è molto complicato”. 

“Il nostro ente non è moroso nei confronti di Acea, non permetteremmo mai di trovarci in questa situazione”, spiega a Romatoday la presidente dell’ente proprietario Emanuela Placidi. A far scattare il distacco sarebbe stata una bolletta arretrata non pagata ma, specifica l'avvocato Placidi, “noi non abbiamo in protocollo quella fattura e nemmeno i successivi solleciti che sarebbero obbligatori per legge. In ogni caso già il 26 settembre scorso tutto era stato sistemato e già quel giorno Acea aveva assicurato ai nostri uffici che la fornitura sarebbe stata riattaccata in breve tempo. Non capiamo perché dopo sei giorni quelle 12 famiglie sono ancora senza acqua. Questo ente si è mosso immediatamente per far riattivare fin da subito il servizio”.  

Dopo quattro giorni, a sollevare il caso è stato Unione Inquilini che ha informato anche il municipio. “Pretendiamo che il Comune di Roma, attraverso il municipio, si faccia carico immediatamente di parlare con Acea e Ipab per ripristinare l’acqua al più presto”, le parole di Fabrizio Ragucci, segretario di Unione Inquilini di Roma. “È impossibile restare un altro giorno senz’acqua. Come prima risposta il municipio ha affermato che la strada non rientra nel suo territorio ma è inaccettabile non farsi carico di 40 persone tra cui molti invalidi. Se entro oggi non ci saranno risposte adeguate siamo pronti a organizzare una protesta”. 

L’assessora alle Politiche Sociali, Paola Chiovelli ha inviato una comunicazione all’Ipab: “Non appena sono venuta a conoscenza della situazione, nell’ambito delle mie competenze, ho subito scritto a Ipab sollecitando un intervento per la riattivazione della fornitura”, ha spiegato. “Proprio questa mattina l’Ipab mi ha risposto dicendo di essersi attivato subito con Acea per risolvere il problema. Ha comunicato anche che il disagio dovrebbe essere risolto nell’arco della giornata odierna. Ieri ho sollevato la questione della competenza territoriale perché avrei voluto avere il supporto del nostro ufficio tecnico ma la strada non risulta nell’elenco di quelle la cui manutenzione è nelle responsabilità del municipio. Ho chiesto un riscontro formale al dipartimento Lavori pubblici. In ogni caso, sarei intervenuta anche se si trattasse del trentesimo municipio e ribadisco il mio appello alla proprietà del palazzo affinché intervenga immediatamente”. 

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