Trieste, villino liberty a rischio demolizione. Montuori: "Colpa del Piano Casa della Regione"

Dopo via Ticino, scoppia un nuovo caso in piazza Caprera

Le polemiche suscitate dall'abbattimento del villino anni '30 di via Ticino, al quartiere Coppedè, non sono bastate a evitare il bis. Le ruspe si presenteranno presto anche in una palazzina liberty di piazza Caprera, nata nel 1908 come abitazione e divenuta poi un edificio scolastico. Effetto del "disastroso Piano Casa della Regione Lazio" accusa l'assessore all'Urbanistica Luca Montuori finito nel mirino in quanto sono stati proprio i suoi uffici a dare l'ultimo parere favorevole a procedere. Ma lui non ci sta e in una nota scrive: "Sono così evidenti a tutti i gravi effetti della legge regionale nel suo divenire concreta trasformazione del territorio".

La denuncia è scattata due giorni fa sulle pagine del quotidiano La Repubblica, in un articolo a firma di Paolo Boccacci. Il copione rispetta quanto accaduto alla palazzina di via Ticino o a villa Paolina a largo XXi Aprile: si demolisce una palazzina storica per ricostruirla, in questo caso in acciaio e vetro, e con le cubature aumentate, in questo caso da 830 a 996 metri quadrati. Il "grimaldello" è il Piano Casa della regone che, contemplando deroghe, permette anche di modificare la destinazone d'uso in uffici e palestra. Il permesso a costruire, scrive ancora Repubblica, viene richiesto nel 2015 e rilasciato dal dipartimento Urbanistica del Campidoglio nel 2017. Un parere positivo accordato nonostante l'edificio sia inserito nella Carta della Qualità. 

"Il villino di via Ticino, l'edificio di viale XXI Aprile, la palazzina in piazza Caprera sono i primi di tanti casi che, pur essendo diversi per la specificità dei singoli interventi, hanno però un unico motore, ovvero il disastroso Piano Casa della Regione Lazio" scrive l'assessore in una nota. "Sono così evidenti a tutti i gravi effetti della legge regionale nel suo divenire concreta trasformazione del territorio. Un Piano Casa che, se possibile, è stato peggiorato con le modifiche apportate dalla Giunta Zingaretti. Una legge che non ha nulla a che vedere con il recupero urbano e la città ma ne ha invece con la sostituzione edilizia e una certa idea di crescita economica, cosa ben diversa".

Per Montuori, quindi, la presidente del II Municipio Francesca Del Bello, indirizzando una lettera al Campidoglio, "ha sbagliato interlocutore" mentre la Soprintendenza "a cui abbiamo sottoposto tutte queste richieste, ci risponda di valutare noi la possibilità di vincolare alcuni luoghi, sostenendo di non poter applicare le norme chiedendo al Comune di farlo. Noi siamo prontissimi a discutere nel merito ma intanto bisognerebbe iniziare a chiarire i poteri e le responsabilità di ogni Ente". 

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"Nel caso di piazza Caprera" spiega Montuori "l’edificio non è vincolato con un vincolo specifico nella Carta della Qualità dove invece è definita la tutela morfologica del tessuto complessivo dell’area. Il Dipartimento, una volta recepiti tutti i necessari pareri favorevoli, e ribadisco tutti, ha l’obbligo di rilasciare il permesso richiesto a norma di legge. Una legge che di fatto permette di andare in deroga agli strumenti nelle mani del Campidoglio”, aggiunge l’assessore. "Mi piacerebbe" conclude "che si potesse discutere nel merito delle trasformazioni necessarie, delle azioni virtuose e di quelle meramente speculative derivate da una legge che muove da presupposti di rilancio dell'economia e non di trasformazione della città e che si smettesse di strumentalizzare Roma a servizio di battaglie che non riguardano il bene della città e dei suoi cittadini.

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