Tre anni di Raggi, le pagelle degli assessori in carica: valanga di bocciature. Solo 3 i promossi

Al terzo anniversario di consiliatura a Cinque Stelle, le nostre valutazioni sull'operato degli assessori che compongono la giunta

La giunta Raggi

In mille e passa giorni di governo a Cinque Stelle, dalla porta girevole del Campidoglio, ne sono passati ben nove. Nove assessori cambiati in tre anni nella giunta di Virginia Raggi. Pochi nomi di peso, molto pescati dalla militanza grillina della prima ora. Oggi la squadra ne conta undici più la sindaca. Come si sono comportati in questo terzo anno di consiliatura? Solo tre i promossi. Tutti gli altri ripetono l'anno. C’è chi ha consegnato in bianco, chi ha fatto errori che hanno pesato inevitabilmente sul voto finale, chi ha partecipato veramente poco all’attività “della classe”. Ecco le nostre pagelle, assessore per assessore. Inseriamo anche la sindaca, Virginia Raggi, valutata come titolare delle importantissime deleghe all'ambiente, e non come prima cittadina.

Virginia Raggi (delega all’Ambiente) - Voto 0

C’era una volta Pinuccia Montanari, che pur nel suo approccio un po’ naif fatto di soli “rifiuti zero” mentre la città imputridiva - e imputridisce - sotto l’immondizia, almeno, come interlocutore, esisteva. C’era una volta Montanari, ma da mesi non c’è più. L'ex assessora se n’è andata per contrasti sul bilancio Ama. A sostituirla ha pensato e pensa direttamente la sindaca, che ha assunto a sé le deleghe di verde e rifiuti. Nomi in sostituzione ancora non ce ne sono se non nelle ricostruzioni stampa. C’era una volta Montanari quindi, per il momento c’è Virginia Raggi. Che però i suoi nuovi temi non li ha quasi mai toccati, salvo sminuire un’emergenza rifiuti che da settimane è sotto gli occhi di tutta la città, non aver dato alcuna risposta al problema impianti (quelli di compostaggio in Conferenza dei servizi sono stati bocciati dai suoi stessi uffici), aver impiegato quattro mesi per nominare il nuovo Cda dell’azienda dei rifiuti, il sesto dal 2016. Il compito la nostra sindaca l’ha consegnato in bianco. Voto, inevitabilmente: zero (di Ginevra Nozzoli)

Linda Meleo (Trasporti) - Voto 4,5 

Maluccio anche la titolare alla Mobilità della giunta grillina, Linda Meleo. Troppi ed eclatanti i disservizi che nell’ultimo anno hanno colpito l’utenza del trasporto pubblico. In cima all’elenco il disastro delle scale mobili, con gli incidenti di Repubblica e Barberini (ancora chiuse) e lo stop della stazione Spagna per settimane. Poi i bus in fiamme, quelli guasti che restano in rimessa o che viaggiano senza aria condizionata a temperature tropicali, con il rischio di malori per gli autisti e per gli utenti. Stanno arrivando in queste settimane i 227 bus nuovi, acquistati dal Campidoglio, e la speranza è che possano risollevare il pessimo parco macchine di Atac. Così come verranno impiegati a stretto giro i 425 milioni di euro per gli interventi di manutenzione sulle metropolitane (stanziati però dall’ex ministro di centrosinistra Graziano Del Rio). In tutto questo l’azienda di via Prenestina sta affrontando la procedura di concordato preventivo, “unica strada possibile per rilanciare Atac” ha detto più volte Meleo. Le diamo fiducia, ma i risultati in termini di efficienza del servizio restano scarsi. Voto: 4,5 (di Ginevra Nozzoli)

Laura Baldassarre (Scuola e Sociale) - Voto 5

Poteva fare meglio, mettiamola così. Anche per Laura Baldassarre le grane non sono mancate e non mancano. Non si scompone e rassicura sempre tutti, ma specialmente sul fronte scuola le proteste da tempo la rincorrono. Ad attendere risposte ci sono i lavoratori delle mense scolastiche, sulle barricate contro un bando che aggiudica il pasto a un prezzo giudicato troppo basso, insieme alle famiglie che hanno già raccolto 11mila firme per chiedere la sospensione della gara. In protesta anche gli Oepa, ex Aec, operatori per l’assistenza agli studenti disabili. Il servizio rischia di saltare, di interrompersi, o comunque di non garantire la stabilità che richiederebbe, sempre per colpa di un appalto a rilento. Poi ci sono gli asili. Obbligare le famiglie a scegliere strutture pubbliche, a scapito dei convenzionati, non ha aiutato a rilanciare la rete di scuole a gestione comunale. Tariffe troppo alte e disservizi continui dirottano la scelta sul privato. Senza contare i problemi denunciati dai convenzionati, con i pagamenti per mesi in ritardo e le chiusure forzate per mancanza di introiti.

Il Comune, e questa è una buona notizia, ha partecipato al bando regionale per la riduzione delle rette degli asili. Se la domanda verrà accettata, il contributo mensile richiesto alle famiglie potrebbe abbassarsi già dal prossimo anno scolastico. Bene anche l’attivazione dei corsi di formazione per i volontari civici, #RomaiutaRoma, e i progetti per i centri anziani, che però hanno recentemente lamentato l’assenza di fondi sufficienti a mandare avanti le attività, o una loro iniqua distribuzione tra i municipi. Manca ancora il regolamento necessario per adattarsi alla nuova legge nazionale sul Terzo settore. Si aspettano risposte. Nel complesso non raggiunge la sufficienza. Voto: 5 (di Ginevra Nozzoli)

Gianni Lemmetti (Bilancio) - Voto: 6,5

Si alza la media con il titolare al Bilancio Gianni Lemmetti, acquisto toscano sponsorizzato dalla Casaleggio e arrivato direttamente dall’ex giunta Nogarin di Livorno. Si merita la sufficienza. Non oltre il sei però, perché pesa il caos di Ama, il bilancio 2017 bocciato a febbraio dopo mesi di braccio di ferro con l’azienda. Senza entrare nel merito della famosa partita di crediti da 18 milioni di euro rivendicata dalla partecipata, né Ama né il servizio di raccolta rifiuti può permettersi uno stallo del genere, ostacolo a qualunque tipo di piano di rilancio di cui c’è urgente bisogno. E ricordiamo che sui documenti contabili dell'azienda sta indagando la Procura. C’è da dire che non si sottrae a domande e interlocuzioni. Come si dice, ci mette la faccia. Gli regaliamo un mezzo punto per le t-shirt, ormai famose, con i loghi di Metallica e Pearl Jam, indossate con disinvoltura in tutte le occasioni istituzionali, specie quando il protocollo richiederebbe almeno una camicia: il coraggio va premiato. Voto: 6,5. (di Ginevra Nozzoli)

Rosalba Castiglione (Politiche abitative e Patrimonio) – Voto 2

A dare un voto all’assessora Rosalba Castiglione basterebbe la graduatoria delle persone in attesa per una casa popolare che, nei sei mesi da giugno 2018 a dicembre 2018, è ingrassata di oltre 400 unità. E il motivo è semplice, al di là dei post su Facebook e della campagna anti scrocconi, a Roma vengono assegnate troppe poche case popolari (secondo dati forniti dall’assessorato sono tra le 400 e le 500 unità all’anno fronte di una lista cresciuta di 400 unità in soli sei mesi e che in totale conta 12.789 richieste). La politica dello sgombero per riassegnare, oltre ad aver creato tensione in molti quartieri popolari, è insufficiente. Ma all’orizzonte non c’è altra strada. Sul fronte Patrimonio, inoltre, è ferma la cosiddetta ‘delibera anti scrocconi’ con la quale l’amministrazione vuole mettere in affitto all’asta a libero mercato il proprio patrimonio disponibile nel quale vivono decine di famiglie assegnatarie di case popolari. Fuori i poveri dal centro, l’idea. Voto: 2 (di Ylenia Sina)

Margherita Gatta - Voto 3

Il suo operato, tocca dirlo, è limitato ai social network. Margherita Gatta, a capo di uno degli assessorati più “pesanti” della giunta Raggi, i Lavori pubblici, è più un volto di rappresentanza che parla poco e agisce ancora meno. Quasi tutti i giorni condivide un post della sua sindaca, soprattutto quelli che annunciano qualche “strada nuova”. Per lei da sempre, da quando ha messo piede in Campidoglio, l’emergenza buche è un’esagerazione dei media. Le realtà è un’altra e i romani la conoscono bene. Nell’ultima variazione di bilancio sono stati stanziati 60 milioni di euro per la manutenzione ordinaria delle strade, spalmati sui prossimi due anni. Lo ha annunciato Raggi, di Gatta nemmeno l’ombra. Per l’asfalto di Roma c’è ancora molto da fare. Ma l’operato dell’assessore manca di visione, realismo, progettualità. A parte i social, è quasi inesistente. Voto: 3 (di Ginevra Nozzoli)

Antonio De Santis (Personale e Servizi Anagrafici) - Voto: 7

Un buon acquisto, diciamolo, per la squadra di Virginia. Suo fedelissimo, già delegato al Personale, è entrato in giunta a gennaio di quest’anno alla guida di un super assessorato a Personale e Servizi anagrafici. Ben condotte le trattative con i sindacati che hanno portato a firmare la pre intesa del nuovo contratto decentrato. Promosso anche il nuovo regolamento per il reperimento delle supplenti a scuola e i tentativi di migliorare i servizi anagrafici (ancora con criticità da risolvere). “Premiare il merito per migliorare i servizi” è il suo mantra. Gran parte del piano assunzionale che andrà a sostituire i pensionati in uscita con Quota 100 deve ancora arrivare, ma per essere entrato da appena sei mesi la sufficienza è più che piena. Voto: 7. (di Ginevra Nozzoli)

Luca Bergamo (assessore alla Cultura) - Voto: 7

Promosso anche Luca Bergamo, delegato alla Cultura. In pagella la sufficienza c’è e premia quanto meno le idee, il più delle volte interessanti e costruttive. Ha rivoluzionato la notte di Capodanno, e a parte un’iniziale resistenza dei romani ad abbandonare il concertone al Circo Massimo, oggi le esibizioni musicali fino all’alba sparse sul territorio piacciono eccome. Festival e kermesse in città non mancano. Roma ha una sua vita culturale attiva. Buono anche l’intervento di ricongiungimento dei Fori Imperiali. E poi c'è il coraggio da outsider nel criticare apertamente l’alleato di governo dei grillini, Matteo Salvini. D’altronde si sa, la sua storia non è certo di destra. Resta coerente. Voto: 7 (di Ginevra Nozzoli)

Carlo Cafarotti (Commercio e Turismo) - Voto 5,5

Sufficienza sfiorata per l’assessore al Commercio Carlo Cafarotti. Alla fine è riuscito ad accogliere le istanze delle Associazioni di Gestione dei Servizi (Ags) nei mercati rionali, dopo un braccio di ferro lungo mesi. Poteva essere più risoluto e arrivare prima a dama. Meglio comunque tardi, che mai. Male la gestione del farmer’s market di Garbatella, tra concessioni scadute e un bando mai partito la responsabilità del caos è stata data agli uffici tecnici. Inesistente o quasi sulle questioni riguardanti gli ambulanti, in protesta per i trasferimenti delle rotazioni, va avanti al posto suo Andrea Coia, presidente della commissione Commercio. Un assessore ombra, almeno sul tema specifico. Può dare di più, ce lo auguriamo per i prossimi 12 mesi di legislatura. Voto: 5 e 1/2 (di Ginevra Nozzoli)

Daniele Frongia (Sport) - Voto 5

Non arriva alla promozione il grillino Daniele Frongia, delega a Sport e Grandi eventi. Bene l’organizzazione della Formula E, glielo riconosciamo, ma a far da contrappeso c’è la pessima gestione dell’ippodromo di Capannelle. Il clima con la società Hippogroup si è disteso solo nelle ultime settimane grazie a un accordo temporaneo che proroga la concessione, dopo mesi di guerra aperta, di proteste dei lavoratori che hanno rischiato il posto, e alla chiusura per tre mesi delle attività. A suscitare malumori anche le vicessitudini legate all’impianto sportivo in concessione alla società Lazio Nuoto. L’assessore spinge per la messa a bando della piscina di San Paolo, con una gara molto contestata perché strutturata su un sistema di punteggio che, ignorando di fatto il lavoro svolto dalla Lazio Nuoto, molto apprezzato sul territorio, anche per i progetti dedicati agli utenti disabili, potrebbe premiare realtà non legate al territorio e più finalizzate al profitto. Tante le proteste. L’operato di Frongia, che ha finito per dare le responsabilità agli uffici tecnici, non è piaciuto. Voto: 5 (di Ginevra Nozzoli)

Luca Montuori (Urbanistica) – Voto 5

Montuori, arrivato sulla poltrona di assessore all’indomani della chiusura dell’accordo sullo stadio della Roma, ha fatto fin da subito del “lavoro lontano dal clamore e degli annunci” il suo punto di forza. Si è impegnato a ricucire la città e a rimettere al centro le tante piccole opere pubbliche mai realizzate. E sui progetti più grandi, vedi le Torri all’Eur o lo Student Hotel, ha mantenuto un profilo pragmatico come metodo per arrivare a vedere la luce in fondo al tunnel. Un simile approccio è stato portato avanti nella vicenda dei piani di zona, sulle quali ha il pregio di non essersi sottratto, ma su cui restano ancora tanti, troppi, nodi da districare e per i quali sarebbe forse necessario qualche atto di coraggio in più.

Problematiche anche le affracazioni, tema su cui il M5S sia in Campidoglio sia a livello regionale e nazionale, si è speso molto ma sul quale, dal punto di vista amministrativo, continuano a regnare caos e certezze. Si distingue la strada intrapresa in via dei Lucani a San Lorenzo, dove per la prima volta si tenterà la strada dell’applicazione della legge regionale sulla Rigenerazione Urbana come strumento nelle mani delle amministrazioni pubbliche. Ma Roma è piena di immobili abbandonati e per far partire altri progetti simili non manca poi molto alla fine della consiliatura. Sulla stessa linea il progetto Reinventing Cities di C40, che presenta molti lati innovativi ma ha il grosso limite di aver rinunciato a dare risposte al disagio abitativo (a vari livelli) presente in città. Sul voto, infine, non possono non pesare le vicende corruttive legate ad alcuni progetti urbanistici che, anche se non coinvolgono direttamente l’assessore, continuano a gettare ombre sulla gestione degli interessi in gioco in un settore da sempre appetibile. Voto: 5 (di Ylenia Sina)

Flavia Marzano - n.p. (non pervenuta)

C’è chi, pur informatissimo di cronaca politica romana, non l’ha mai sentita neanche nominare. Flavia Marzano, assessore alla Roma Semplice, dovrebbe curare sulla carta la semplificazione dei rapporti tra pubblica amministrazione e cittadini, che di questi tempi passa da una necessaria rivoluzione digitale. Ha messo la faccia, insieme alla sindaca Raggi, sugli strumenti in rete per il bilancio partecipato - #Romadecide - e sul progetto per il 5g, la sperimentazione della rete mobile di quinta generazione grazie a un accordo con Fastweb. Non ne mettiamo in dubbio le capacità, ma ci risulta difficile valutarle. Perché parliamo di interventi che almeno per il momento non vanno incidere sulla qualità di vita dei cittadini. Roma, purtroppo, è tutto fuorché semplice. A cominciare dai rapporti con la pubblica amministrazione e i suoi numeri. E di Marzano, sarà anche colpa forse della comunicazione, sappiamo poco o niente. Non a caso, è data in uscita a ogni rimpasto di giunta. Però, resiste. (di Ginevra Nozzoli)

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