L’ospedale Columbus resiste, ma la crisi è solo rimandata: “Da gennaio nessuna garanzia”

Su richiesta della Regione Lazio il Gemelli ha prorogato assistenza sanitaria e prestazioni fino al 31 dicembre 2019. Il futuro fa tremare i lavoratori: “Noi figli di un Dio minore”

La crisi è profonda ma l’ospedale Columbus non chiude: almeno per ora. Dopo la mobilitazione degli scorsi giorni l’assistenza sanitaria e le prestazioni sono state prorogate fino al 31 dicembre 2019. Due mesi durante i quali bisognerà trovare le soluzioni idonee a salvare i 258 posti letto dell’ex clinica, oggi Complesso Integrato Columbus, e il lavoro dei 750 dipendenti

La crisi dell’ospedale Columbus

Si perché il destino del Columbus è ormai appeso ad un filo. La struttura, dopo il fallimento del 2015, era stata “salvata” dal Policlinico Gemelli che ne aveva rilevato la gestione attraverso l'affitto di ramo d'azienda: contratto scaduto il 31 ottobre scorso. Così, con pure un’offerta d’acquisto diretta rifiutata e aste andate deserte, il Columbus con suoi pazienti e il personale, trema davanti al futuro. 

L’incertezza è legata al domani, a quel che accadrà dal 1 gennaio del nuovo anno qualora non ci fosse alcun acquirente per l’ex clinica. La Curatela ha infatti già detto di no al rinnovo di contratto al Gemelli alle condizioni preesistenti. 

Ex clinica Columbus, tremano i lavoratori: “Nel 2020 nessuna certezza”

All’ombra del Policlinico Universitario di Monte Mario va in scena dunque l’ennesimo terremoto della sanità romana che, in un panorama di cronica carenza, rischia di perdere quasi duecentosessanta posti letto. Terrorizzati i lavoratori. 

“La nostra presenza al lavoro è prolungata sino alla fine dell’anno, poi però non ci sono più garanzie per nessuno” – dicono i lavoratori a RomaToday. 

Il timore è quello di un progressivo smantellamento della struttura: “Vogliono cannibalizzarla e spogliarla per poi riassumere il personale come vogliono loro: tanto ormai vanno tanto di moda i contratti a partita  IVA che non danno nessuna certezza economica futura al lavoratore” – si sfogano i dipendenti del Columbus mentre fuori dalla ex clinica sventolano le bandiere dei sindacati.  

Lo sfogo dei lavoratori: “Figli di un Dio minore”

La mobilitazione li è appena iniziata. “In questa struttura ci abbiamo messo il cuore, crediamo nell’azienda per la quale lavoriamo anche se – è l’amara constatazione del personale – abbiamo sottovalutato determinati segnali che ci dovevano far capire che rispetto al personale assunto direttamente dal Gemelli noi siamo figli di un Dio minore”. 

Oggi lunedì 4 novembre alle 15 la convocazione urgente per un tavolo di mediazione in Prefettura: in via IV Novembre sono attesi l’assessorato alla Sanità e Integrazione socio sanitaria della Regione Lazio, i curatori fallimentari del Columbus e la Fondazione Gemelli.

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Intanto i lavoratori pensano a nuove proteste. La presenza a piazza San Pietro durante la benedizione del Papa, “ma – avvisano all’ombra del Gemelli – siamo pronti anche a manifestare su via della Pineta Sacchetti”. 

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