Ordinanza anti botti sospesa dal Tar: "Non è basata su una sufficiente motivazione"

Il provvedimento ha incontrato anche un problema procedurale: prima di essere pubblicato sull'albo pretorio non è stato nemmeno inoltrato alla Prefettura. Il Campidoglio non stilerà una nuova ordinanza

Provvedimento non sorretto da "un'idonea istruttoria" nè da "una sufficiente motivazione". E' questo il motivo principale per cui il Tar del Lazio ha deciso di sospendere l'ordinanza 145 del 22 dicembre scorso con la quale la sindaca Virginia Raggi vietava i 'botti' di Capodanno. Un ricorso presentato dalle associazioni del settore Asspi (Associazione pirotecnica italiana) e dall'Anisp (Associazione nazionale imprese spettacoli pirotecnici) che si sono anche dette pronti "a chiedere i danni subiti". La camera di consiglio per discutere nel merito è stata fissata per il 25 gennaio. A bloccare il provvedimento anche un problema di tipo procedurale: prima di essere pubblicata sull'albo pretorio del Campidoglio l'ordinanza non sarebbe nemmeno stata inoltrata alla Prefettura. Passaggio che invece sarebbe dovuto avvenire, a maggior ragione se si tratta di un atto particolarmente restrittivo come quello in questione. 

LE MOTIVAZIONI DEL TAR - Il decreto cautelare monocratico del Tribunale amministrativo ha spiegato che "il provvedimento impugnato, nella sommaria delibazione propria della presente sede cautelare, non appare sorretto da un'idonea istruttoria né, tantomeno, da una sufficiente motivazione, tenuto in particolare conto che trattasi di un'ordinanza contingibile ed urgente che inibisce l'uso di qualsivoglia tipologia di materiale esplodente, per giunta sull'intero territorio comunale".

COSA PREVEDE L'ORDINANZA

L'ORDINANZA - "Nel territorio di Roma capitale è disposto il divieto assoluto di usare materiale esplodente, fuochi artificiali, petardi, botti, razzi e altri simili artifici pirotecnici e in genere artifici contenenti miscele detonanti ed esplodenti" si legge nel testo pubblicato sul sito del Comune di Roma. Un provvedimento valido dal 29 dicembre fino alla mezzanotte del 1 gennaio, "a garanzia dell'incolumità pubblica, la sicurezza urbana e la protezione degli animali". Il provvedimento prevede anche il divieto di utilizzare materiale esplodente "declassificato", ossia potenzialmente non pericoloso e posto in libera vendita, a meno di 200 metri dai centri abitati, dalle persone e dagli animali. E le multe saranno salate, da 25 a 500 euro. 

NESSUNA NUOVA ORDINANZA - A differenza di quanto prospettato inizialmente, il Campidoglio non emetterà alcuna nuova ordinanza. L'amministrazione, hanno fatto sapere da Palazzo Senatorio, intende portare avanti la battaglia di civiltà sul piano culturale per sensibilizzare rispetto ad abitudini che possono provocare conseguenze negative per la salute di persone e animali. Una battaglia di civiltà, secondo quanto filtra, che va al di là dei formalismi amministrativi, affinchè il Capodanno sia una festa che non venga rovinata da incidenti che spesso colpiscono non solo gli adulti ma anche i bambini. 

IL VICESINDACO - Una posizione simile a quella anticipata ieri dal vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo: "C'è una certa tendenza a fare polemiche in generale. C'è una scelta che è quella di prendere atto che si sta formando una cultura di rispetto anche degli animali, e poi c'è un fatto indiscutibile che regolarmente un sacco di gente si fa male con i botti" il suo commento a margine di un evento ai Fori Imperiali. "Quando venne introdotto il casco obbligatorio sui motorini eravamo tutti infastiditi, poi lo abbiamo accettato e ci siamo resi conto che quella introduzione non era così strampalata. C'è una decisione, che ovviamente è contestabile, ma è una scelta. E a me pare anche coerente". 

ORDINANZA 'SEGNO DI RISPETTO' - La notizia è stata commentata anche dal presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco. "Riteniamo che l'ordinanza avrebbe prodotto effetti positivi per la salute e la sicurezza dei cittadini. Per noi le feste rappresentano un momento di gioia da vivere insieme, senza timore di possibili incidenti a causa dell'utilizzo improprio di tali prodotti" il suo commento. "Inoltre il provvedimento era stato richiesto a gran voce anche da cittadini e associazioni animaliste, come segno di sensibilità e rispetto della città di Roma verso l'ambiente e il mondo animale. Auspichiamo in ogni caso che i romani decidano di festeggiare l'arrivo del nuovo anno in maniera sicura e consapevole", conclude Diaco. 

POLEMICHE - Attacca l'opposizione capitolina. In una nota congiunta gli esponenti di Fdi-An, Fabrizio Ghera capogruppo in Campidoglio e Federico Guidi e Lavinia Mennuni definiscono la sospensione del Tar "l'ennesima figuraccia collezionata dalla Raggi". Commentano: "Oltre al merito del divieto che è apparso subito grottesco e inopportuno il Tar ha eccepito anche l'incredibile pasticcio formale e procedurale che ha accompagnato questa altrettanto incredibile ordinanza di divieto e che rischia di essere pagata assai cara dai romani con il probabile accoglimento di una milionaria richiesta di danni da parte dei produttori di fuochi e petardi. Basti pensare che l'ordinanza firmata dalla sindaca pur trattando di "incolumità pubblica e la sicurezza urbana", non è mai stata inviata al prefetto di Roma. Cosi'' la massima carica in materia di gestione dell''ordine pubblico non ha potuto esprimere nessun parere su un atto particolarmente restrittivo". 

ANIMALISTI CON RAGGI - "Accogliamo con rammarico e seria preoccupazione la decisione del Tar del Lazio" scrive in una nota la Lav. "In attesa delle motivazioni della decisione adottata dal Tar del Lazio, ribadiamo la pericolosità dei ''botti'' di Capodanno per animali e persone, e chiediamo ai sindaci di continuare a emanare ordinanze che ne vietino l'utilizzo, nel rispetto delle procedure previste per legge e degli obblighi di informazione alle autorità prefettizie. Vietare l'uso di petardi, botti e artifici pirotecnici è un atto di responsabilità, affinchè i festeggiamenti di Capodanno non si traducano in una tragedia per gli animali, oltre che per salvaguardare l'incolumità dei cittadini". 

WWF - "Ci sono tradizioni che è giusto conservare, altre sulle quali è preferibile far cadere l'oblio", ad esempio abbandonare l'uso di petardi e fuochi artificiali a capodanno per il Wwf sarebbe "un bel segno di civiltà e di rispetto per gli animali, l'ambiente e la nostra incolumità". Segnala l'associazione del Panda: "Molti non sanno che la quantità di veleni diffusi nell'aria dall'esplosione di fuochi è particolarmente nociva, con valori non trascurabili di potassio, stronzio, bario, magnesio, alluminio, zolfo, titanio, manganese, rame, cromo e piombo". Anche gli effetti sulla fauna "sono particolarmente pesanti e poco noti: si stima che ogni anno in Italia almeno 5000 animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l'80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra i quali non mancano casi di rapaci, che spaventati perdono il senso dell'orientamento ed effettuano una fuga istintiva rischiando di colpire un ostacolo a causa della scarsa visibilità". Altri animali "abbandonano il loro dormitorio invernale (alberi, siepi e tetti delle case), vagano al buio anche per chilometri e non trovando altro rifugio muoiono per il freddo a causa dell'improvviso dispendio energetico a cui sono costretti in una stagione caratterizzata dalla scarsità di cibo che ne riduce l'autonomia". A tutto ciò "va aggiunto anche lo stress indotto dai botti, anch'esso causa di morte frequente. Nei gatti, e soprattutto nei cani, un botto crea stress e spavento da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore a loro insopportabile, finendo spesso vittime del traffico o di ostacoli non visibili al buio". L'effetto nefasto sugli animali è dovuto in particolare alla soglia uditiva infinitamente più sviluppata e sensibile negli animali rispetto a quella umana".

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