Capi consegnati in ritardo e niente lavatrici: gli operatori di Ama restano senza divise

Il contenzioso dopo il cambio dell'appalto per le forniture lascia i lavoratori senza abiti idonei, assente anche il servizio di lavaggio. Fp Cgil: "Così è impossibile lavorare"

Gli operatori di Ama senza divise. E' caos nella municipalizzata dopo il cambio di appalto per la fornitura dei Dpi, i dispositivi di protezione individuale. 

Inadeguati i pochi capi arrivati nelle sedi operative di Ama, "troppo stretti o troppo larghi per essere indossati e per garantire di lavorare agevolmente e in sicurezza" - denuncia la Fp Cgil di Roma e Lazio. 

Gli operatori di Ama senza divise

Alla base delle mancanze il contenzioso tra fornitori, tra ditta uscente e subentrante, sul quale il Tar si è espresso a fine luglio. Da qui i ritardi.

Numerosi i lavoratori di Ama, che già dal 1 agosto avrebbero dovuto indossare quelli nuovi, rimasti con gli abiti da lavoro contati. 

"Tolte le poche unità alle quali sono state date più divise, agli altri sono state consegnate solamente due magliette e una divisa: una fornitura decisamente insufficiente per affrontare i turni di lavoro durante questi caldi mesi estivi" - ha raccontato a Roma Today il sindacalista della Fp Cgil, Alessandro Russo

Ama, niente servizio di lavaggio: le divise rimangono sporche

A rendere la situazione ancora più disastrosa la mancata attivazione del servizio di lavaggio "con conseguenze immaginabili per il decoro, la salute e la dignità degli operatori". 

Si perchè con i cambi ridotti al minimo i lavoratori di Ama sono costretti ad indossare per giorni gli stessi abiti, sudati e maleodoranti, oppure, come estermo rimedio, a lavarli da sè. 

"Questa è una cosa che non si può fare. Oltretutto significherebbe portarsi a casa, per esempio per chi lavora in ambito cimiteriale, anche materie cadaveriche. Vi immaginate lavare questi panni nella stessa lavatrice in cui passano gli abiti di altri, figli compresi?"

L'allarme del sindacato: "Senza divise non si può lavorare"

Così le divise rimangono lerce, nell'armadietto dello sporco in attesa della sanificazione. Una giacenza di lunga durata che lascia senza vestiario gli operatori: "In tanti nelle scorse settimane si sono fermati perchè non sapevano come lavorare" - ammette Russo. 

"Quanto bisognerà aspettare per poter lavorare in modo dignitoso? I lavoratori non possono essere vittime di una faida tra l'azienda subentrante e quella uscente. Ama - incalza il sindacato - faccia scattare le penali e intevenga affinchè si risolva una volta per tutte il problema e con tempi celerissimi". 

Sulla questione il 16 settembre i sindacati avranno un tavolo con Ama. Intanto mentre le divise estive restano un miraggio, il 1 ottobre dovrebbero arrivare quelle invernali. Il condizionale resta d'obbligo. 
 

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