Opel Fiumicino, dei 62 licenziati si 'salvano' solo in 4: "Profitti su pelle dei lavoratori"

Il piano di esubero proposto dall'azienda criticato da sindacati e lavoratori: impiegati e magazzinieri 'incatenati' fuori dal sito. "Tutelate i posti di lavoro"

foto Facebook: Coordinamento lavoratori CDR Opel

"I profitti di PSA Opel sulla pelle dei lavoratori". E' questo lo slogan di protesta scelto dai dipendenti del centro di distribuzione ricambi Opel di Fiumicino: 62 persone, tra impiegati e magazzinieri, raggiunti ormai oltre un mese fa dalle lettere di licenziamento. 

Opel Fiumicino: 62 licenziamenti 

Opel infatti vuole dismettere lo storico stabilimento di via della Corona Boreale per portare quelle attività altrove: nella sede di Pregnana Milanese in Lombardia, nelle quattordici "placche" sparse sul territorio italiano e in due siti esteri. 

Scioperi e lavoratori incatenati: la protesta di Opel Fiumicino

Contro i 62 licenziamenti di Opel a Fiumicino la dura battaglia di lavoratori e sindacati: prima le assemblee con i tir bloccati fuori dai cancelli del sito, poi lo sciopero e la massiccia partecipazione al consiglio comunale di Fiumicino convocato in via straordinaria sul tema. 

Dipendenti incatenati simbolicamente ai cancelli per chiedere tutele e salvaguardia del posto di lavoro. 

I tavoli con l'azienda hanno dato tutti esito negativo, nessun accordo.

Opel, prima la fuga da Roma poi i licenziamenti a Fiumicino: la rivolta dei lavoratori blocca i tir dei ricambi

Le soluzioni dell'azienda: "salvi" solo in quattro

Quattro lavoratori ricollocati nel magazzino di Opel a Collatina, altri 10 nella sede milanese; un'altra decina da affidare a privati in giro per l'Italia; per gli altri, in base all'anzianità, dai 12 ai 24 mesi di stipendio come incentivo all’esodo. Queste le proposte contenute nel piano di esubero di Opel

"Su 62 lavoratori se ne salverebbero solo 4. La ricollocazione dei 10 a Pregnana Milanese è sul tavolo ma di fatto non esiste: immaginate un lavoratore che a quasi cinquant'anni deve cambiare vita, spostare altrove tutta la famiglia o distaccarsi da un giorno all'altro da essa" - fa notare Marcello Gregorio, segretario regionale della UilTucs. 

Opel Fiumicino, il tempo stringe: chiusura entro l'anno

Così intorno alla Opel di Fiumicino si continua a trattare. Il tempo stringe: lo stabilimento chiuderà entro l'anno e per i lavoratori, con un'età media di quasi cinquant'anni, il futuro si fa più che incerto. 

Intanto, in attesa del prossimo confronto fissato per il 5 novembre, il comune di Fiumicino ha votato l'istituzione di un tavolo permanente sul tema occupazionale. 

A Fiumicino tavolo su tema occupazionale

"La speranza è che l’azienda valuti bene le osservazioni dei lavoratori e instauri un dialogo che porti ad un accordo soddisfacente. Siamo pronti a supportare i nostri 62 concittadini con tutti i mezzi a nostra disposizione, come è stato finora" - ha detto sulla vertenza Opel l'assessora al Lavoro di Fiumicino, Anna Maria Anselmi. 

Opel chiude lo storico sito di Fiumicino, il dramma dei lavoratori: 62 licenziamenti

Opel Fiumicino, la Lega: "Ennesimo dramma"

Solidarietà anche dalla Lega. "La Lega sarà sempre dalla parte di chi, col proprio lavoro, crea le condizioni per fare del nostro Paese un luogo più prospero, più ricco alla pari degli altri paesi europei" - ha detto il senatore leghista William De Vecchis. "La chiusura dello stabilimento Opel a Fiumicino - ha aggiunto la consigliera regionale Laura Corrotti - è l’ennesimo dramma che si consuma sotto gli occhi disinteressati delle istituzioni a causa di una riorganizzazione dettata da una scelta politica e aziendale che trasferirà il carico di lavoro al nord e che, quindi, non consentirà agli operai di beneficiare di nessun ammortamento sociale". 

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Il M5s su Opel Fiumicino: "Licenziamenti sono ferita, vanno evitati"

"Una procedura di licenziamento che arriva dopo che l’azienda aveva rassicurato i lavoratori. Un’azienda che toglie nel tempo la mensa, fa stringere la cinghia ai suoi dipendenti, trasferisce i lavoratori amministrativi e decide di chiudere e quindi licenziare 62 lavoratori, 62 famiglie, perché ha in mente un nuovo percorso industriale da fare. La dignità tolta ai lavoratori di Opel - il commento di Roberta Lombardi, capogruppo del M5s in Regione Lazio - è una ferita per qualunque forza politica e tutti dobbiamo darci da fare per evitare il licenziamento". 

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