Olimpiadi 2024: "Un referendum per far decidere ai romani"

Da una parte il candidato sindaco di Sinistra Italiana che, da deputato, ha presentato una mozione alla Camera. Dall'altra i Radicali Italiani che hanno presentato una raccolta firme

Sulle Olimpiadi del 2024 decidano i romani con un referendum. È quanto viene richiesto da una mozione, illustrata oggi in Aula alla Camera, che vede come primo firmatario il deputato di Sinistra Italiana Stefano Fassina, candidato alle prossime elezioni capitoline. Con il documento il gruppo di parlamentari chiede di posticipare qualsiasi decisione sul grande eventi sportivo allo svolgimento di un referendum cittadino da svolgersi in concomitanza con il primo turno delle elezioni comunali di giugno. In sostanza per il gruppo di parlamentari i cittadini romani devono essere informati adeguatamente “circa la possibilità di scegliere tra l'Olimpiade per il 2024 e, a parità di risorse, impegnare analoghi sforzi pubblici su progetti alternativi legati allo sviluppo della capitale d'Italia” riporta la mozione. 

LA MOZIONE - “Da almeno un quarto di secolo, le olimpiadi o altre importanti manifestazioni sportive, come ad esempio i mondiali di calcio, sono risultati un pessimo affare per le città e i Paesi ospitanti sul piano dei bilanci pubblici, dell'assetto urbanistico, della qualità della vita prima, durante e dopo l'evento, sia nel breve che nel medio-lungo periodo” esordisce la mozione. Due esempi vengono citati: “Durante i Giochi Olimpici del 2008, a Pechino erano previsti circa 400.000 turisti, ma ne sono effettivamente giunti 235.000 con una caduta di presenze nella capitale cinese del 30 per cento rispetto all'agosto dell'anno precedente; a Londra 2012, la caduta è stata del 6,1 per cento rispetto al 2011. Le ragioni sono intuitive. Una parte dei flussi ordinari viene scoraggiata dall'affollamento previsto per il «grande evento» e dal connesso aumento dei prezzi e riduzione della qualità dei servizi” continua la mozione. E ancora: “Rimangono opere sportive sovradimensionate rispetto alle esigenze della città e costosissime da manutenere”. Da qui la necessità di indire un referendum per dare la parola ai romani. 

FASSINA - “Roma ha bisogno di uno sviluppo sostenibile programmato. La proposta di Olimpiadi è tipica di una classe dirigente miope e distante. Chiediamo al governo di non continuare a trattare Roma come una città coloniale” ha detto Stefano Fassina, candidato sindaco di Roma e deputato, intervenendo alla Camera. “Il Paese ha un enorme debito pubblico, come è grande il debito capitolino. Per un'oprazione del genere si devono valutare i costi/opportunità” ha proseguito Fassina alla Camera. “Si deve sapere cosa si può realizzare per Roma con i soldi che si vogliono spendere per le Olimpiadi. Roma ha bisogno di mobilità sostenibile, fondi per superare l'emergenza abitativa e per rigenerare le periferie in grandi difficoltà”. 

LE FIRME DEI RADICALIAnche i Radicali italiani pensano che sulle Olimpiadi 2024 a Roma debba essere indetto un referendum. Con una conferenza stampa nella sede della stampa estera di via dell'Umiltà è stata annunciato l'avvio della raccolta firme. Alla presenza di un autenticatore come richiede la legge, sono state registrate le prime adesioni ufficiali di Emma Bonino, Riccardo Magi, Alessandro Capriccioli, Oliviero Beha, che danno il via all'iter necessario per depositare il quesito al Comune di Roma. A quel punto il Campidoglio avrà un mese di tempo per far conoscere il proprio parere. Ad aderire dal primo momento alla campagna dei Radicali per il referendum su Roma 2024 diverse le personalità del mondo dell'informazione e della cultura tra cui Paolo Mondani, Oscar Giannino, Vittorio Roidi, Fernando Ferrigno.

I MOTIVIA spiegare le motivazioni della raccolta firme il  segretario dei Radicali, Riccardo Magi: "Boston, Amburgo, Monaco, non sono città che non amano lo sport ma sono città che di fronte alla possibilità di ospitare un grande evento come le Olimpiadi hanno ritenuto opportuno e necessario aprire un dibattito pubblico su costi e benefici, usando lo strumento del referendum, che è diverso da una indagine di mercato”. Ha continuato: “Questo è importante precisarlo, perchè la questione che poniamo è generale e non riguarda solo le Olimpiadi, ma l'accountability delle scelte pubbliche, di come si impiegano i soldi". Il referendum si rivela "necessario perchè se vediamo la storia degli ultimi 50 anni troviamo quella che economisti ed esperti del settore hanno definito la ''maledizione del vincitore'': tutti quelli che si sono aggiudicati i Giochi hanno subito un'esplosione dei costi rispetto ai budget iniziali”. Un esempio c'è anche in Italia: “Gli italiani hanno finito appena nel dicembre 2015 di pagare i mutui dei mondiali di calcio di Italia '90”

ADESIONE DI EMMA BONINO - "Ho aderito a questa campagna percheè ritengo ci sia una scarsa partecipazione dei cittadini” ha commentato Emma Bonino. "Esistono questioni che si sono poste molte altre città e credo sia interesse non solo di tutti ma anche dello stesso Comitato promotore dare risposte perchè gli eventi funzionino. Roma è in una posizione difficile, è stremata. Per cui l'evento deve essere condotto nella massima trasparenza possibile, senza ricorrere a procedure di emergenza". 

MONTEZEMOLO - Non si è fatta attendere la risposta del presidente del Comitato Roma 2024, Luca Cordero di Montezemolo: "La candidatura di Roma ai Giochi del 2024 è stata promossa lo scorso 24 giugno dall'86% dell'Assemblea capitolina, organismo democratico, espressione della volontà popolare" ha scritto in una nota. "L'espressione popolare dell'Assemblea capitolina ha avviato il nostro percorso in cui sono state coinvolte istituzioni, Municipi, associazioni ambientaliste, associazioni sportive di base, scuole e università, mettendo in moto un confronto complementare per una totale condivisione nelle scelte. La nostra priorità è chiudere il Dossier e il Business plan che presenteremo ufficialmente al Cio il 17 febbraio prossimo". Infine un commento sul referendum: "L'eventuale referendum sarebbe unicamente abrogativo e andrebbe contro la scelta democratica già effettuata dai cittadini romani, annullando il supporto dimostrato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e dal Governo italiano, dal Comune di Roma, dai Municipi e dalle altre realtà territoriali". 

"Nessuna delibera consiliare sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi è stata mai approvata dal consiglio comunale, ma semmai una semplice mozione che, come sa chiunque mastichi un po' di diritto, esprime un mero indirizzo politico senza vincoli giuridici, quindi nessun atto normativo o amministrativo vincolante è stato mai assunto da Roma Capitale" ha ribattuto Magi. "La stessa mozione, nella situazione di commissariamento di Roma Capitale, senza consiglieri né giunta né Sindaco è neve al sole che, per avere un minimo di senso, dovrebbe essere rinnovata all'insediarsi della nuova amministrazione. Peraltro Montezemolo dovrebbe sapere che l'istituto referendario è stato introdotto proprio per correggere o confermare le scelte prese dalle assemblee elettive, altrimenti non si comprenderebbe il senso di questo strumento". 

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