Officine Zero a Casal Bertone, futuro ancora incerto: lunedì incontro in Comune

I lavoratori della 'multifactory': "Riconoscete la pubblica utilità"

"Quale futuro vuole dare il Comune a uno spazio e a un progetto come quello di Oz-Officine Zero?". Dopo un primo incontro avvenuto ad aprile scorso, e dopo diverse sollecitazioni, lunedì mattina una rappresentanza di lavoratori della 'multifactory', sorta là dove un tempo si riparavano i treni notte ex-Rsi, in via Umberto Partini, a Casal Bertone, incontrerà l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori. Lo incontreranno nella sede del Dipartimento alla Cultura, in piazza Campitelli, insieme al vicesindaco Luca Bergamo. 

"Chiederemo di esprimersi in merito al destino di Officine Zero e di riconoscere la pubblica utilità al progetto ponendo un vincolo alle funzioni d'uso dell'area, oggi destinata a servizi generali" spiega Alessandro Splendori. L'area, che fino al 2011 era occupata da officine di manutenzione, poi chiuse con conseguenti ricadute occupazionali, è stata messa all'asta dopo il fallimento dell'ultimo proprietario. E questa situazione pende come una spada di Damocle su Officine Zero ma anche sul quadrante, già modificato da profonde trasformazioni negli ultimi anni. "Crediamo che un progetto come il nostro, che mette al centro la rigenerazione urbana, il verde pubblico e un sistema di economia collaborativa unendo lavoratori indipendenti, piccole cooperative, associazioni e artigiani possa assolvere da argine ad azioni di tipo speculativo in un quartiere già fortemente cementificato, privo di luoghi d'aggregazione e spazi verdi". Una situazione, continua, "di cui un'amministrazione pubblica non può non farsi carico".

La speranza è che attorno al tavolo tecnico si siedano tutti gli attori coinvolti: il Campidoglio, con il Dipartimento all'Urbanistica e il Municipio. Il dialogo prosegue da qualche mese. Dopo l'incontro di aprile, "il 14 luglio scorso abbiamo inoltrato ufficialmente agli assessorati competenti del Campidoglio e del IV Municipio una domanda di convocazione per l'apertura di un tavolo, ma non abbiamo ottenuto risposta". Così, il 15 settembre scorso i lavoratori si sono recati direttamente presso la sede dell'assessorato all'Urbanistica, in via del Lavoro, all'Eur e hanno incontrato la capo staff di Montuori. 

Officine Zero, ad oggi, accoglie circa 40 lavoratori. Una "multifactory", la descrivono, "dove l'innovazione del lavoro passa attraverso l'utilizzo e la produzione di energia sostenibile​, la condivisione ​di spazi e competenze, la ricerca e lo sviluppo di pratiche di riuso dei materiali in una chiave ecologica, produttiva ed artigianale". Un coworking con 20 postazioni che ospita diverse realtà: da uno studio di architetti a una redazione giornalistica passando per un'associazione di turismo sostenibile e una di progettisti. E ancora, una falegnameria, una tappezzeria, un'officina di prototipazione​ ​e​ ​design, uno studio fotografico. 10 mila metri quadri con capannoni per il lavoro e aree verdi con circa 70 alberi di cui 50 a fusto alto. 

Ad oggi, Officine Zero risulta occupante dell'area, sorta dopo una precedente mobilitazione portata avanti in un primo momento dai lavoratori della ex Rsi. "Un percorso che ci permetta di uscire dall'informalità" spiega ancora Alessandro Splendori, "aumenterebbe le potenzialità del progetto di economia circolare che abbiamo costruito e del suo impatto rigenerativo di tutta l'area". 

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