Portonaccio, l'ombra dell'asta su Officine Zero: "In gioco una visione diversa di città"

L'asta giudiziaria si terrà il 28 luglio alle ore 12. L'allarme dello spazio occupato: "Si saprà se qualche acquirente, al buio, avrà messo le mani su questo patrimonio"

Sul sito di 'vendite giudiziarie online' l'orologio che segna il 'tempo rimanente' alla scadenza dell'asta immobiliare scatta impietosamente ogni secondo. Mentre scriviamo mancano 22 giorni, 10 ore, 13 minuti e 6 secondi. E' il tempo che resta a Officine Zero (GUARDA IL VIDEO) gli ex capannoni di via Partini dove un tempo si aggiustavano i treni notte e dove, dopo il fallimento della società proprietaria che ne ha causato la chiusura, dal giugno del 2013 è stata fatta rivivere da una serie composita di lavoratori, artigiani, ex dipendenti, freelance, fotografi e artisti. Il 28 luglio alle ore 12 si terrà l'asta per la vendita, con base 2 milioni e 100 mila euro, degli oltre 17 mila metri quadrati del "complesso industriale comprensivo delle attrezzature ivi presenti" si legge nella descrizione. "La destinazione d'uso prevalente degli edifici della zona è quella residenziale e terziario- commerciale con carenza di aree libere fabbricabili" altra informazione fornita sul sito.

Una vera e propria spada di Damocle per Officine Zero. Un'occupazione che ha lanciato una vera e propria sfida alle istituzioni: "Avviare un percorso di riconoscimento dell'utilità pubblica del progetto". Un modo per mantenere in vita uno spazio di lavoro, terreno fertile di idee e progetti, "esperimento di economia collaborativa e circolare" ma anche per "evitare che anche questi ultimi 20mila metri quadri di CasalBertone/Portonaccio" si legge in una nota di 'Oz' "diventino preda della speculazione, rimanendo invece luogo di lavoro e servizi fruibili dalla popolazione del quadrante". A metà aprile una delegazione ha incontrato il vicesindaco, Luca Bergamo, l'assessore all'Urbanistica, Luca Montuori, e la presidente del IV Municipio, Roberta Della Casa per presentare il progetto. 

Ma il tempo scorre e a "fine luglio si saprà se qualche acquirente, al buio, avrà messo le mani su questo patrimonio, un'area su cui nessuno si è affacciato negli ultimi anni con uno straccio di piano di sviluppo, né privato né pubblico" continua la nota. "Officine Zero ha fatto tutto il necessario per essere in grado di presentare agli enti pubblici e, a possibili investitori privati, un coerente piano di fattibilità. È arrivato il momento che Comune e Municipio si attivino, rendendo così finalmente praticabile la strada della rigenerazione urbana e l'accesso ai fondi del blocco POR FESR 2014/2020 per i quali il progetto di Officine Zero è già in lizza, avendo, la Regione Lazio, ritenuto ammissibile la proposta oltre un anno e mezzo fa. In gioco non c'è solo l’esperimento OZ, ma una visione diversa della città". 

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