Emergenza casa, linea dura di Tronca: 16 occupazioni sotto sgombero

Il commissario ha approvato la delibera di "attuazione al piano regionale per l'emergenza abitativa". Nel provvedimento un elenco con 16 immobili da 'liberare' entro i prossimi mesi

Foto Agenzia Dire

Una lista di 16 immobili occupati da sgomberare entro i prossimi mesi e una quota di abitazioni popolari da assegnare a quanti vivono in questa categoria di stabili (74 nell'elenco allegato) che scende dal 30 al 15 per cento. Nonostante l'invito alla cautela avanzato nei giorni scorsi del prefetto Gabrielli, prevale la linea dura nella delibera firmata giovedì dal commissario Francesco Paolo Tronca contenente il 'Piano di attuazione del programma regionale per l'emergenza abitativa' che dà seguito al provvedimento licenziato dalla Regione Lazio il 15 marzo scorso. Un documento nel quale si stanziano risorse per mettere in campo, anche attraverso percorsi di autorecupero, 1200 alloggi da destinare in parti uguali alle famiglie nelle graduatorie per una casa popolare 2000 e 2012, agli aventi diritto all'assistenza alloggiativa nei residence, attualmente in chiusura, e a quanti vivono nelle occupazioni “entro la data del 31 dicembre 2013”. 

LE OCCUPAZIONI - Ed è proprio quello delle occupazioni il nodo più caldo nel documento approvato dal commissario capitolino, a poche ore di distanza dal Comitato per l'Ordine e la Sicurezza in Prefettura. Tronca riduce le case destinate alle occupazioni e mette sul piatto un piano di sgomberi: 16 immobili individuati secondo priorità stabilite “a seguito delle decisioni assunte dal Tavolo tecnico per l'emergenza abitativa” in Prefettura. Stabili “pericolanti con rischio per l’incolumità degli occupanti”; quelli con “provvedimento di sequestro preventivo” e quelli “la cui occupazione comporta danni erariali”. 

GLI SGOMBERI - Nel mirino ci sono le seguenti occupazioni: Via Carlo Felice 69; Viale del Policlinico n. 137; Via delle Provincie 196; Via Gian Maria Volontè 9; Via Tiburtina 1099; Via Tiburtina n. 1064; Via Prenestina 944; Via Collatina 385; Via Tuscolana; Viale del Caravaggio n. 105/107; Via dell’Impruneta 51; Via di Torrevecchia 156; Via Cardinal Capranica ex Scuola G. Calabria; Via Curtatone 3; Via Tor dé Schiavi 101; Via Arrigo Cavaglieri n. 6/8. “Fermo rimanendo” specifica la delibera “che con successivi provvedimenti si procederà ad individuare gli ulteriori immobili”. 

I CRTERI - Chi avrà diritto potrà accedere alle case stanziate dal piano regionale ma dovrà i requisiti di reddito previsti anche per l'assegnazione degli alloggi Erp. Le famiglie inoltre dovranno avere la residenza negli immobili in questione entro la data del 31 dicembre 2013. Un altro aspetto, questo, che segna la decisione del commissario di mantenere la linea dura con i movimenti che avevano chiesto di tenere in considerazione, in alternativa alla residenza, anche altri strumenti come l'autocertificazione o la frequenza scolastica dei bambini. 

LE CASE - In quanto alle case da assegnare alle famiglie sgomberate, e aventi diritto, si legge nella delibera, “il numero complessivo degli alloggi da destinare all’attuazione del presente Piano verrà calcolato tenendo conto della percentuale del 15%”, forzando in qualche modo quanto contenuto nel provvedimento approvato dall'assessore regionale Refrigeri. “Con incremento obbligatorio” continua il provvedimento “in favore di quelli messi a disposizione delle graduatorie generali Bando 2000 e Bando 2012”.

LA PROTESTA - I movimenti sono già in piazza. Ieri la protesta a Piramide che si è trasformata in 'accampamento' in attesa di sabato pomeriggio quando gli attivisti si muoveranno in corteo verso il Campidoglio. Al centro, proprio la delibera con il piano per l'emergenza abitativa. Nel pomeriggio, per le 17, è in programma un incontro tra una delegazione dei movimenti e i commissari capitolini. I movimenti chiedono la presenza di Tronca: “Il provvedimento appena approvato è in netta contraddizione con quanto contenuto nella delibera e trasforma in piano per l'emergenza abitativa in una questione di ordine pubblico” commenta Paolo di Vetta. “Tronca dovrebbe metterci la faccia e spiegarci i motivi dei contenuti di questo provvedimento”.

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