"Staccare la luce e l'acqua agli immobili occupati": il piano di Renzi fa infuriare i movimenti

L'articolo 5 del provvedimenti presentato ieri in Consiglio dei Ministri impedisce di chiedere l'allacciamento alle utenze e la residenza per chi vive in case occupate

Una giornata di manifestazione dei movimenti (foto archivio)

Non si potrà chiedere la residenza né l'allacciamento ai pubblici servizi. Si preannuncia come una stretta sulle occupazioni, l'articolo 5 del decreto del Piano Casa presentato ieri in Consiglio dei Ministri. La notizia ha sollevato la protesta dei movimenti che, proprio ieri pomeriggio, erano in piazza di Montecitorio per protestare contro i provvedimenti sulla casa e sul lavoro del governo Renzi. Per i movimenti si tratta di un “violentissimo attacco dal governo Renzi”. Come lamentano gli occupanti l'articolo ha valenza “retroattiva” predisponendo “l’assoluto divieto a concedere le residenze e gli allacci delle utenze negli spazi abitativi occupati abusivamente”.

Per i movimenti si tratta di un vero e proprio attacco alle occupazioni abitative definite “l'unica risposta” all'emergenza abitativa. “Un provvedimento pesante che interpretiamo come una diretta minaccia di sgomberi generalizzati in tutta la penisola che si allinea con le decine di misure cautelari che nei giorni scorsi hanno colpito gli attivisti e le attiviste dei movimenti sociali contro precarietà e austerity” continua la nota.

Oltre all'articolo 5 che affronta direttamente il tema delle occupazioni i movimenti bocciano senza appello l'intera proposta del governo Renzi. “Ci siamo mobilitati contro il percorso tracciato da Lupi, che secondo noi è una miscela di pietismo peloso e di nuove regalie per le banche ed i costruttori, di sostegno alla proprietà ed al mercato, un pacchetto edilizio. Un pacchetto salutato con gioia dalla lega delle cooperative e dalla confcooperative, vere regine dell’edilizia agevolata, dagli istituti di credito e dai signori del mattone in accordo con i sindacati complici degli edili” continuano gli attivisti che ricordano gli incontri effettuati negli scorsi mesi proprio con il ministro Lupi, allora nel governo Letta. “Ciò che viene proposto va contro quelle richieste” scrivono. “Adesso è più chiaro perché chi rivendica il diritto alla casa diventa pericoloso socialmente” scrivono alludendo alle motivazioni degli arresti del mese scorso. Annunciati per i prossimi giorni manifestazioni fuori dalle Prefetture, gli enti locali e il parlamento.

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