Occupazione di viale del Policlinico verso lo sgombero: si teme il bis di piazza Indipendenza

Il Comune: "Accoglieremo le fragilità". Giovedì occupanti in Campidoglio

L'occupazione di viale del Policlinico 137

Stretta tra la 'circolare Minniti' e la propria linea politica in campo abitativo, decisa a non riconoscere percorsi per l'accesso ad alloggi pubblici agli occupanti aventi diritto ma a concedere assistenza alle sole 'fragilità', l'amministrazione di Virginia Raggi si sta preparando a un nuovo sgombero. In cima alla lista, oltre all'immobile di via Carlo Felice, c'è quello di via del Policlinico 137 nella quale vivono 50 famiglie e sul quale pende una sentenza del Tar che, accogliendo il ricorso avanzato dalla società proprietaria, intima all'amministrazione capitolina di procedere entro il 21 novembre, data in cui scadranno i 120 giorni indicati dal Tribunale amministrativo. 

Il Tar, si evince dalla sentenza del luglio scorso, prescrive di dare seguito alla diffida avanzata dalla proprietà l'8 febbraio del 2017 con la quale si chiedeva alle amministrazioni (Comune in primis e Ministero Interno) di adottare "ogni provvedimento" per effettuare lo sgombero. A sostegno, vengono esplicitamente richiamati anche gli strumenti indicati dalla delibera regionale per l'emergenza abitativa che mettono a disposizione risorse per reperire alloggi da destinare in parte agli aventi diritto ad alloggi di edilizia residenziale pubblica presenti nelle occupazioni. Nella Capitale venne recepita dal commissario capitolino Francesco Tronca che 'aggiunse' una lista di 15 sgomberi da effettuare in via prioritaria, tra cui via del Policlinico. Nella diffida a cui il Tar chiede di dar seguito, il richiamo è alla possibilità di procedere con un'ordinanza sindacale 'urgente' per "ospitare gli attuali occupanti in stabili al tal fine idonei" e ripristinare le "condizioni di ordine e sicurezza pubblica nonché di decoro e sicurezza urbana della zona".

La chiave con la quale si sta cercando di 'forzare' le porte di via del Policlinico, infatti, è quella della Commissione Sicurezza Stabili Privati del Dipartimento Urbanistica che nelle ultime settimane ha provato più volte ad entrare nel palazzo, non riuscendoci per le resistenze degli occupanti proprio per timore che, di fronte alla valutazione dello stato 'pericolante' dell'immobile, si apra la strada all'ordinanza della sindaca Virginia Raggi. "E possono dichiararlo pericolante anche solo perché sono presenti delle bombole del gas per cucinare" la paura espressa da uno degli occupanti. 

La strada è quella concordata lo scorso 21 ottobre, quando in Prefettura si è riunito il Comitato Metropolitano con la sindaca Virginia Raggi, voluto dal Ministro dell'Interno Marco Minniti proprio per aumentare la "sinergia" tra le "istituzione coinvolte" ed evitare il ripetersi di scene come quelle avvenute ad agosto in piazza Indipendenza, dove rifugiati eritrei accampati sulle aiuole a causa di un precedente sgombero dal vicino stabile di via Curtatone sono stati cacciati dagli idranti delle forze dell'ordine. Le immagini finirono sui giornali di tutto il mondo. 

Nel caso di via del Policlinico dipende dalla Prefettura, specificano dal Campidoglio. L'immobile rientra tra quelli inseriti nella lista 'da sgomberare' dall'ex commissario capitolino Paolo Tronca, che però prevedeva l'accesso ad alloggi Erp per gli aventi diritto. Al Comune, ribadiscono, spetta l'assistenza delle fragilità, azione che rientra nel perimetro delle azioni del dipartimento Politiche Sociali di Laura Baldassarre.

Si riuscirà ad evitare una seconda piazza Indipendenza? Gli strumenti messi in campo sono gli stessi. Oltre a via Curtatone, nel portico della chiesa dei SS Apostoli sono accampati da quasi tre mesi gli sgomberati dal palazzo di via Quintavalle e nemmeno l'arrivo dell'inverno ha prospettato una soluzione all'orizzonte. L'amministrazione di Virginia Raggi è disposta a dare un posto letto in un centro di accoglienza, non in una casa, a quelle persone che il governo pentastellato ha definito con il termine 'fragilità': donne, bambini, anziani e disabili. Soluzione rigettata dai senza casa in quanto, proprio come accaduto per quella parte di rifugiati eritrei che, dopo essere stati buttati in mezzo a una strada, hanno accettato questa soluzione, sono stati divisi i nuclei familiari con l'allontanamento di fatto dei padri dai figli e, proprio come accade nei centri di accoglienza, si è persa autonomia nel gestire la propria vita. 

Per questo motivo, tanto a via Curtatone quanto in via Quintavalle, gli occupanti avevano rifiutato il censimento comunale. E lo rifiutano tutt'ora, preferendo restare nelle tende di piazza Santi Apostoli per ribadire il proprio diritto ad un'abitazione. Allo stesso modo lo stanno rigettando gli abitanti di via del Policlinico 137. E' così che, nonostante la circolare Minniti chieda di mappare gli immobili vuoti da destinare a fini abitativi dietro la necessità di non proseguire con altri sgomberi senza alternative, Roma si sta preparando ad 'liberare' un altro stabile occupato senza un piano. 

Il nodo è tecnico ma soprattutto politico. "La nostra priorità è quella di dare risposte alle 10.600 famiglie in attesa di un alloggio da anni" ha recentemente ribadito l'assessora alle Politiche Abitative Rosalba Castiglione. "Ho fatto fare un breve censimento sulle occupazioni abusive. A dicembre 2016 ci sono 15mila occupanti abusivi, solo il 2% (il dato non coincide con quelli che ha potuto visionare Romatoday, a cui risulta che la maggior parte degli occupanti attende un alloggio popolare da anni, ndr) è iscritto alle liste per l'assegnazione degli alloggi Erp" affermò nel corso del consiglio comunale contestato proprio dal movimento per il diritto all'abitare. 

Venerdì mattina è previsto un tavolo tecnico in Questura al quale prenderanno parte il vicecapo di Gabinetto Marco Cardilli che, in virtù della sua delega alla sicurezza, ha nelle mani da tempo l'affaire sgomberi per conto della sindaca Virginia Raggi, e i rappresentanti istituzionali del II Municipio. Un tavolo convocato "grazie alla nostra testardaggine" affermano a Romatoday la minisindaca Francesca Del Bello e l'assessora alle Politiche Giovanili e per l'Integrazione, Lucrezia Colmayer. "Quel giorno ribadiremo ciò che abbiamo sempre sostenuto: non consentiremo di effettuare uno sgombero senza che vengano messe in campo reali soluzioni per i più fragili. Va garantita legalità, che come amministratrici non possiamo non perseguire, ma anche la tutela dei più fragili, considerando che in quello stabile vivono molti bambini e disabili". 

Intanto il movimento per il diritto all'abitare ha annunciato una mobilitazione per giovedì alle 15 in Campidoglio, deciso a chiedere un incontro con l'amministrazione, dopo il contestato consiglio straordinario sull'emergenza abitativa. "Ci saranno anche i tantissimi bambini che oggi vivono nello stabile di via del Policlinico" fanno sapere. "Quel giorno per loro in piazza terremo una lezione sul diritto all'abitare". 

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