San Giovanni, Spin Time è ancora al buio: "Serve un tavolo tra proprietà e Comune"

Senza corrente da lunedì, una soluzione per l'occupazione di via Statilia non è ancora arrivata. Alfonsi chiede collaborazione

Foto Facebook Spin Time Labs

Da martedì il palazzone occupato di via Santa Croce in Gerusalemme 55, a due passi da San Giovanni, è senza corrente. 420 persone, tra cui un centinaio di bambini, sono al buio. A chiedere ad Areti spa di staccare il servizio è stata la società che fornisce l’energia al palazzo, la Hera Comm, a causa di una morosità. "Ci sono bollette non pagate per oltre 300 mila euro", hanno spiegato gli occupanti. Gli ex uffici dell’ex ente previdenziale dei dipendenti dell’amministrazione pubblica Inpdap, in totale oltre 21 mila metri quadrati di stanze, sono di proprietà del fondo Fip di InvestiRe sgr, il ramo immobiliare del Gruppo Banca Finnat, che, come si legge sul sito, gestisce un patrimonio di oltre 7 miliardi di euro distribuito su 44 fondi immobiliari. Solo a Roma, possiede 123 immobili. Il palazzo che sorge all’incrocio tra via Statilia e via di Santa Croce in Gerusalemme è stato occupato nel 2013 da circa 150 famiglie in disagio abitativo. Ma oggi non è solo un ‘condominio’ occupato. Spin Time Labs, questo il suo nome, ospita al suo interno anche un centro culturale polifunzionale dove si organizzano concerti, laboratori teatrali, un’osteria. C’è spazio anche per un centro di assistenza sociale.

Il vicesindaco Luca Bergamo e la presidente del primo municipio Sabrina Alfonsi hanno seguito fin dal primo momento la situazione anche se, oggi, una soluzione all’orizzonte non c’è. Secondo quanto apprende Romatoday, il lavoro di queste ore è volto ad aprire un tavolo tra la proprietà e le istituzioni cittadine. Ma la strada è tutta da costruire: la società Hera Comm ha già dichiarato che non riattiverà il servizio fino a che non verrà versato l’importo dovuto e, come confermano più fonti, saldare un debito di questa natura non è un’ipotesi percorribile da parte del Comune. Il periodo pre elettorale, inoltre, non aiuta. Nei giorni scorsi il vicesindaco Luca Bergamo ha fatto sapere di considerare Spin Time Labs un’esperienza di grande valore ma la giunta di Virginia Raggi è da sempre divisa sulla questione delle occupazioni e il tema, tra il caos nelle case popolari e il palazzo occupato da Casa Pound, è all’ordine del giorno di polemiche di natura politica, anche di livello nazionale. 

Dagli uffici del vicesindaco non emergono novità. Anche la proprietà non rilascia dichiarazioni in merito. “Dobbiamo lavorare tutti per ridare le condizioni minime di vivibilità allo stabile entro le prossime ore”, commenta la presidente del municipio, Sabrina Alfonsi. “Quelle famiglie non possono restare senza a luce a lungo. Speriamo che il Comune di Roma apra un tavolo di confronto con i proprietari per arrivare a una soluzione”. 

Un commento arriva anche dal segretario generale del Sunia di Roma, Emiliano Guarneri: “Se si tratta di una questione economica voglio auspicarmi che da parte di tutti ci sia il buonsenso di risolvere il problema”, afferma. “Se invece è una questione politica, e quindi un tentativo di attaccare Spin Time Labs e le occupazioni in generale, spero che la politica abbia la volontà di aprire un confronto ed effettuare valutazioni corrette sul contributo che queste realtà danno alla città per snellire la tensione abitativa”. 

Intanto il tempo stringe. Nonostante gli abitanti di Spin Time Labs si siano dotati di un generatore, le condizioni restano critiche. “La pompa dell’acqua collegata alla fogna funziona grazie all’elettricità”, ha spiegato ieri Paolo Perrini, uno dei residenti. “Non abbiamo più nemmeno l’acqua”. 

Senzalucenonsivive’, la campagna lanciata sui social che ha dato il via a una vera e propria gara di solidarietà. Dopo la prima assemblea alla quale hanno partecipato sindacati, movimenti, realtà cittadine e centri sociali, questa sera ospite di Spin Time Labs è Sabina Guzzanti. “Ingresso libero e torcia obbligatoria”, si legge sulla pagina Facebook che lancia l’evento. Ad attivarsi anche Scomodo, il mensile indipendente nato da un gruppo di studenti medi e universitari romani, che dall’inizio di aprile ha aperto la sua redazione proprio all’interno dell’occupazione. “Questo è un appello alla città”, scrivono. “Oggi (venerdì 10 maggio, ndr) alle 19 siete tutti chiamati a partecipare - con torce e ogni fonte di luce possibile! - ad una serata a sostegno di chi si fa strada tra il buio creato da chi alimenta odio, razzismo e disparità”. Un commento simile arriva dagli abitanti: “Vogliono tentare di oscurare e mettere al buio una realtà che invece apre, accoglie ed è solidale” .

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