Emergenza casa, i movimenti occupano la Regione Lazio: "Sbloccate la delibera"

Nel mirino la delibera con il piano per fronteggiare l'emergenza approvata dalla giunta nel gennaio del 2014 ma rimasta inapplicata: "Quel piano rischia di rimanere lettera morta"

L'occupazione della Regione Lazio (foto Twitter Bpm)

Sbloccare la delibera con il piano straordinario per l'emergenza abitativa. Con questa richiesta un migliaio di attivisti dei movimenti per il diritto all'abitare hanno occupato per protesta la sede della giunta regionale del Lazio in via Rosa Raimondi Garibaldi a Garbatella. “Con deliberazione del 14/01/2014, la giunta presieduta da Zingaretti ha approvato il Piano straordinario per l'emergenza abitativa nel Lazio, con l'obiettivo di intervenire con prime soluzioni concrete per porre fine alla precarietà alloggiativa che solo a Roma riguarda oltre 50mila nuclei” denunciano i movimenti. “Il Piano straordinario, strappato con un ciclo di lotte che non si è ancora concluso, rischia però di rimanere lettera morta, se non peggio di essere utilizzato per perpetrare quei meccanismi di gestione dell'emergenza alla base del sistema “Mafia Capitale” continuano.

Non è infatti la prima volta che i movimenti protestano, prima per arrivare alla definizione della delibera, che punta sul recupero e il riuso del patrimonio pubblico e mette in campo circa 260 milioni di euro da destinare all'emergenza abitativa, poi per sbloccare un iter che è fermo ormai dal gennaio dell'anno scorso. L'ultimo scontro con le istituzioni lo scorso 28 gennaio quando, a differenza di Asia Usb e Action, i Blocchi precari metropolitani e il Coordinamento cittadino di lotta per la casa disertarono il tavolo convocato per far ripartire l'iter per l'applicazione della delibera. Due giorni prima, il 26 gennaio, i movimenti erano infatti stati sgomberati dagli uffici dell'anagrafe pubblica dove stavano protestando per chiedere la cancellazione dell'art. 5 del Piano Casa del Governo. Oggi la protesta per chiedere un incontro con l'assessore alla Casa Fabio Refrigeri che è stato fissato per il pomeriggio.

“Chiediamo di proseguire con la delibera che fornisce una soluzione definitiva da trovare dentro la città costruita, attraverso l'utilizzo del patrimonio pubblico e del privato inutilizzato, e che va culturalmente in direzione contraria ai meccanismi di privatizzazione sostenuti con forza dal Piano casa di Lupi e Renzi” denunciano i movimenti. “Dopo aver prodotto un Piano al quale in tanti in tutta Italia guardano con interesse per la capacità di intervento del pubblico e per la possibilità di affrontare in maniera socialmente ed economicamente sostenibile il tema dell'emergenza abitativa lanciando un sasso nello stagno dell'immobilismo, la Regione Lazio ha ritirato la mano scegliendo di consegnare un percorso virtuoso a una gestione poco chiara e trasparente”.

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Nel mirino della protesta non solo l'applicazione della delibera ma anche un'opposizione contro la vendita del patrimonio comunale la cui delibera è in discussione proprio in queste ore in Campidoglio e, allo stesso modo, il Piano Casa del Governo l'articolo 5 che prevede il distacco delle utenze e la negazione della residenza per chi abita in alloggi occupati e la vendita delle case popolari.

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