Occupati i residence di Vermicino e Tor Sapienza: "Basta proclami, Tronca ci incontri"

Circa 70 famiglie alloggiate nei Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea hanno occupato i residence di Vermicino e Tor Sapienza. Chiesto un appuntamento con Tronca: "Il buono casa non funziona, basta con i proclami"

Il residence di via Capograssi, zona Tor Sapienza e quello presente in via di Vermicino, sono stati occupati. A rendersi protagonisti dell'iniziativa sono gli stessi inquilini  lì alloggiati. Si tratta di circa settanta famiglie, tante sono infatti quelle ospitate nei due Centri di Assistenza Alloggiativa Temporanea. Ma come ci fa notare una di loro, "Io sono 12 anni che vivo in queste strutture, altro che soluzioni temporanee".

RESISTENZA ABITATIVA - All'origine della protesta c'è l'intenzione di uscire dall'isolamento. La richiesta che arriva da queste famiglie è infatti quella d'interloquire con il Commissario di Roma Capitale. "Non ci interessa più parlare con gli amministrativi del Dipartimento politiche abitative. Noi adesso vorremmo arrivare a Tronca" ci annuncia sempre la stessa persona, spiegandoci che "noi siamo favorevoli a porre fine alla stagione dei residence, ma la soluzione del buono casa non ha funzionato". Le ragioni dell'occupazione sono state esplicate anche attraverso un comunicato."Le famiglie dei Caat hanno smesso di subire in silenzio le decisioni inconcludenti e mai risolutive rispetto alle chiusure delle strutture che da troppi anni le ospitano" leggiamo nella nota diramata dal RAM, il gruppo di Resistenza Abitativa Metropolitana che ha all'attivo tre occupazioni e che gestisce anche uno sportello, dedicato soprattutto agli inquilini sotto sfratto per morosità incolpevole.

LA RICHIESTA - "Non accettiamo più di essere strumenti di contrattazione tra la parte politica e quella dei palazzinari che in questa città la fanno da padrone da tempo immemore – leggiamo sempre nella nota del RAM -  Non accettiamo di essere un veicolo con cui cercare di far ripartire il mercato della locazione privata in una città martoriata dal problema abitativo. Siamo stanchi di non essere interpellati sulle decisioni che segnano cambiamenti nelle nostre vite, di subire e soltanto perché apparteniamo ad una fascia talmente debole da non essere considerata da nessuna figura politica né della città, né del paese.  Stufi dei vuoti proclami fatti da amministratori nuovi e vecchi, prefettizi e non, oggi torniamo in possesso delle nostre vite e torniamo attori delle nostre decisioni – spiegano gli attivisti, protagonisti dell'occupazione odierna, che poi esplicitano la propria richiesta -  vogliamo che subito sia aperta un interlocuzione con Francesco Paolo Tronca". 

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