Atac, si tratta sul nuovo orario: verso l'intesa ma lo sciopero resta

I sindacati: "Trovata intesa su metà del personale"

Controllori Atac - Immagini di repertorio

Le procedure di sciopero restano aperte ma la strada verso l'intesa tra Atac e i sindacati (Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti) sull'applicazione dell'accordo sulla produttività aziendale del 27 novembre scorso è stata avviata. "Dopo tre giorni di trattativa, l'accordo raggiunto rende conforme alla normativa l'applicazione delle 39 ore solo per una parte di personale" fa sapere Daniele Fuligni Segretario Filt Cgil Roma e Lazio. "Continueremo a tenere aperte le procedure di sciopero fino a che non garantiremo a tutti i 12 mila dipendenti il rispetto degli accordi sottoscritti con l'azienda e con il comune di Roma".

Lo scontro si era acceso il 9 aprile scorso giorno in cui sarebbe dovuta partire la nuova turnazione predisposta da Atac. Turnazione che, la denuncia dei sindacati, è stata frutto di "un atto unilaterale" da parte dell'azienda. I rappresentanti dei lavoratori avevano denunciato decurtazioni delle ore di riposo nelle officine, erronea applicazione delle turnazioni, superamento delle 39 ore settimanali per gli autisti. Anche gli amministrativi ne sono coinvolti. 

Con le trattative della scorsa settimana "è stata raggiunta una mediazione su circa la metà del personale" ha spigato Fuligni. Per esempio, se prima dell'accordo le ore di riposo nelle officine centrali erano 104 e Atac avrebbe voluto portarle a 52, la metà, con l'intesa della scorsa settimana sono state riportate a 78. In particolare un'intesa è stata raggiunta per amministrativi, personale addetto alla manutenzione dei bus, comprese le officine centrali di via Prenestina, e 'ispettivi'. Passi avanti anche per gli autisti dei bus, fanno sapere dal sindacato. Il nodo che dovrà essere affrontato con gli incontri che si terranno in settimana sarà quello del settore delle metropolitane: macchinisti ma anche operai. 

"Speriamo di poter chiudere la partita entro il 30 maggio, giorno in cui Atac tornerà in Tribunale per discutere del concordato" conclude Fuligni. "I lavoratori hanno fatto la loro parte, ora tocca alle istituzioni e all'azienda. Servono fondi per il rinnovamento del parco mezzi, che sulle linee a rischio avrebbe bisogno di cabine blindate, per le infrastrutture e per la manutenzione stradale". 

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