Ama in bilico e nuovo assessore: in Campidoglio è caos dopo le dimissioni di Pinuccia Montanari

Il cda Ama non sembra intenzionato a dimettersi. Dubbi sul futuro dell'azienda. Per la successione della protetta di Beppe Grillo in pole Laura D'Aprile

La grana bilancio, il destino dei vertici Ama, un assessore da sostituire e soprattutto un'emergenza rifiuti da affrontare. Sono ore di tensione in Campidoglio dove gli echi della bocciatura del bilancio Ama, con in allegato le dimissioni di Pinuccia Montanari, si sono sentiti per tutto il week end. Sabato e domenica però, anziché portare consiglio, hanno ulteriormente ingarbugliato la matassa.

Il Cda di Ama non si dimette: guerra con il Campidoglio

Ci si aspettava infatti la resa del Cda della municipalizzata, fiaccato dalla sfiducia sancita nella delibera di giunta votata venerdì. Così non è stato, anzi. Bagnacani e gli altri vertici Ama hanno di fatto dichiarato "guerra" all'amministrazione capitolina, rilasciando una nota dura che allontana le voci di dimissioni. "Il Consiglio di Amministrazione di Ama SpA è unito e determinato ad operare per portare l’azienda fuori da una situazione di potenziale crisi a seguito della mancata approvazione del bilancio da parte del Socio"

Bagnacani, per nulla intenzionato a mollare, difende il suo lavoro e, secondo alcuni, sarebbe pronto piuttosto a portare i libri in tribunale anziché lasciare la poltrona di via Calderon de la Barca. "Fin dal suo insediamento", continua la nota, "il Cda di Ama ha sempre agito, e intende farlo ancor di più oggi, per garantire la solidità aziendale. Nessuna dimissione, pertanto, ma al contrario tanto impegno per costruire una prospettiva di un’azienda pubblica e solida nell’interesse dei lavoratori, delle proprie famiglie e della città di Roma".

Raggi rimuove Bagnacani?

La mossa, annunciata, ma sottovalutata dalla sindaca, costringe ad un'ulteriore passaggio, ovvero quello di rimuovere i vertici con un provvedimento ad hoc. Difficile infatti pensare si possa continuare con un'azienda guidata da vertici apertamente sfiduciati. Nella delibera con cui si sancisce la bocciatura del bilancio sono contenuti paletti che di fatto avviano una sorta di commissiamento dell'azienda. La rimozione del cda appare come il passaggio fondamentale per dipanare il fumo che avvolge il destino di Ama. Cosa accadrà se lo chiedono tutti: concordato come con Atac, oppure cosa? Anche a questo Raggi sarà costretta a rispondere ai sindacati, già pronti allo sciopero.  

Il nuovo assessore

C'è poi il tema nuovo assessore, legato a doppio filo all'emergenza rifiuti. Qui la questione è più intricata e porta all'idea di un rimpasto più pesante. In bilico sarebbero anche Flavia Marzano e Margherita Gatta. Un vero e proprio tsunami che darebbe il via ad una redistribuzione delle deleghe. Possibile venga accolta la richieta dei consiglieri di spezzare l'assessorato all'Ambiente in due, ovvero la gestione del verde pubblico e quella dei rifiuti. I nomi che circolano al momento vengono smentiti. Forte però appare la possibilità di una promozione di Laura D'Aprile che andrebbe ad occuparsi di rifiuti. Radio Campidoglio racconta anche della possibilità di un Daniele Diaco avanzato dal ruolo di consigliere e presidente della commissione Ambiente a quello di assessore al verde pubblico. Per i lavori pubblici invece è sempre sul tavolo il nome di Marco Mertens, grillino della prima ora che gode di grande fiducia da parte dei consiglieri. 

L'emergenza rifiuti

Il tutto tiene però di fatto ferme le soluzioni sull'emergenza rifiuti. Gli impianti, presenti nel piano industriale Ama, sono ancora su carta senza neanche l'iter autorizzativo iniziato, per la mancata approvazione del bilancio. L'assenza del documento finanziario mette a rischio le linee di credito da parte delle banche. E sempre l'assenza del bilancio nel corso degli ultimi mesi ha fatto andare deserte diverse gare per il trasporto dell'indifferenziato. C'è poi l'allargamento ad altri municipi della nuova raccolta differenziata, di fatto fermo al palo. 

Tra rilancio e rischio effetto boomerang

Insomma un clima di pesante incertezza che, unito alla nomina del nuovo assessore, offre alla sindaca Raggi la possibilità di lanciare l'ennesima nuova fase. Un passaggio delicato da gestire: il lavoro di Pinuccia Montanari infatti vanta all'interno del Campidoglio a cinque stelle ancora molti estimatori. Il piano varato è stato decantato in lungo e in largo in tv e sul web; un nuovo progetto, ancora di più se fosse prevista una discarica di servizio come sembra ormai necessario (il M5s con la sindaca in testa si è sempre opposto fermamente, ndr), sarebbe difficile da gestire da un punto di vista comunicativo. Il tutto poi senza il supporto di Beppe Grillo che, dopo l'addio della sua protetta Pinuccia Montanari, difficilmente offrirà l'aiuto mediatico spesso fondamentale per rilanciare l'immagine dell'amministrazione Raggi.


 

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Commenti (3)

  • Possibile che a Roma non ci sia un tecnico in grado di gestire l Ama? Sarebbe ora di smetterla di umiliare questa città con personaggi imposti da qualcun altro, ormai la politica dei 5 stelle fa acqua da tutte le parti come dimostra il voto in Abruzzo

  • Personalmente non che la Montanari fosse a digiuno della materia ma forse l'approccio non era adeguato ad una città come Roma che forse somiglia più alle capitali europee che a Reggio Emilia

    • Forse assomiglia sempre più alle capitali... sudamericane!

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