Contratto decentrato, Nieri: “Se saltato qualche punto verrà recuperato”

Le parole del vicesindaco a poche ore dal tavolo con i sindacati: "Ci guidi il buon senso". La parola ora passa ai lavoratori

“Se nel documento consegnato ai sindacati è saltato qualche punto su cui si era trovata l’intesa, questo sarà prontamente recuperato”. Con queste parole il videsidanco di Roma Luigi Nieri commenta il possibile accordo trovato con i sindacati dopo un braccio di ferro durato oltre un anno e mezzo sulla vicenda del Salario Accessorio. “In queste ore - scrive Nieri in una nota stampa - è stato fatto un grande lavoro per raccogliere tutte le indicazioni delle organizzazioni sindacali, concordate nella notte fra il 14 e il 15 gennaio, rispetto al nuovo contratto decentrato per i dipendenti capitolini”. 

MANCA LA FIRMA - Al tavolo tra i sindacati ed il vicesindaco Nieri è mancata la firma. Raggiunto l’accordo ora la parola passerà ai lavoratori. “Non è il momento di contrapposizioni – prosegue la nota stampa - ci guidi il buon senso e la responsabilità reciproca. Il mio invito è quello di leggere con attenzione la corposa documentazione inviata e fare tutte le verifiche necessarie. L’impegno comune è quello di chiudere al più presto un’intesa completa che soddisfi tutti, per il bene dei dipendenti dell’amministrazione e dei cittadini di Roma. Già nelle prossime ore – conclude Nieri - lavoreremo per arrivare rapidamente a questo importante risultato”.

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REFERENDUM - Nei prossimi giorni i circa 24 mila dipendenti capitolini infatti verranno chiamati a esprimesi con un referendum,  sull'accordo che raddrizza il tiro di quell'atto unilaterale emanato a fine luglio dalla giunta, già in vigore dal primo gennaio, mantenendo saldo però l'obiettivo di eliminare quelle 'indennità a pioggia' bocciate dagli ispettori del Ministero dell'Economia e delle Finanze. La partita rimane aperta solo per le educatrici dei nidi e delle scuole d'infanzia che invece hanno rimandato al mittente le nuove regole del comparto che verranno congelate fino all'inizio del nuovo anno scolastico e ridiscusse con i sindacati.

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