Roberta Della Casa cacciata all'unanimità: tra lacrime e sospensioni il M5s perde il quarto municipio a Roma

Roberta Della Casa è stata sfiduciata dopo un consiglio durato oltre 8 ore. Grillini sospesi dal Movimento con un ps firmato sul blog delle stelle

Al tiburtino finisce l’era Della Casa. Tutti i consiglieri all’unanimità hanno votato a favore la mozione di sfiducia presentata dal gruppo di maggioranza Movimento Cinque Stelle (da 15 consiglieri su 15): da oggi, mercoledì 13 maggio, Roberta Della Casa non è più presidente del quarto municipio di Roma.

A meno di un anno dalle nuove elezioni, il tiburtino resta senza amministrazione. A prendere il posto di Della Casa sarà un delegato della sindaca Raggi o la stessa Della Casa. Il tiburtino è il quarto municipio su Roma a perdere la guida a cinque stelle. A caratterizzare questa "caduta" diversamente dalle altre è stata la maggiornaza compatta a chiedere alla sua presidente di andare a casa. 

"Ecco perché sfiduciamo Della Casa"

Un consiglio estenuante non solo per le difficoltà tecniche che inizialmente ne hanno rallentato l’avvio (è iniziato di fatti con un’ora di ritardo) ma anche per la durata (oltre otto ore) e per la consistenza degli interventi che si sono succeduti in aula: un’aula in parte fisica con Della Casa e la sua giunta presenti, in parte virtuale con consiglieri di maggioranza e opposizione in diretta streaming. Tanti gli stracci che sono volati tra Della Casa e i consiglieri del Movimento che in questi anni hanno ingoiato bocconi amari vedendo svanire giorno dopo giorno la loro autorevolezza e la loro capacità operativa, del resto questo è proprio uno dei motivi elencati nella mozione lunga cinque pagine che è stata discussa oggi in consiglio, presentata dal gruppo lo scorso 24 aprile.

Della Casa in aula prima della sfiducia

Settimane di trattative, di “No comment” e di grandi “successi” sciorinati dalle pagine Facebook degli assessori e della presidente stessa che però non hanno cambiato il naturale prosieguo dei fatti. Non sono mancati momenti di commozione tra i consiglieri pentastellati, in molti hanno concentrato nei loro interventi tutta la verve che ha connotato il loro impegno in politica. E sono andati avanti, nonostante poco dopo l’avvio dei lavori dal blog delle stelle, a firma di Vito Crimi (capo politico del movimento) è stata diffusa la notizia della loro sospensione immediata dal partito e l’inizio del provvedimento disciplinare. 

Oggi è un giorno triste perché cade un municipio che stava lavorando tanto e bene” ha detto Roberta Della Casa nei minuti utili per rispondere a tutti gli interventi avanzati dai consiglieri di maggioranza e di opposizione. "Un gruppo che resta unito fino alla fine, che non tradisce i cittadini ma li rappresenta. E' la prima volta che un gruppo politico compatto sfiducia il suo presidente" ha detto Germana Di Pietro, capogruppo del Movimento Cinque Stelle. 

Oltre otto ore di consiglio, 24 voti su 24 favorevoli alla sfiducia 

Calendarizzato alle 9 di mercoledì 13 maggio, il consiglio municipale è iniziato con un considerevole ritardo. Dopo circa cinquanta minuti, tra varie difficoltà tecniche è andato in scena l’ultimo consiglio targato cinque stelle dell’amministrazione Della Casa. Prima l’intervento della capogruppo del Movimento Cinque Stelle, Germana Di Pietro che ha introdotto la mozione, poi Della Casa. Tante le motivazioni che hanno portato il gruppo a sfiduciare la presidente: dagli eventi a Villa Farinacci al costo di 90mila euro in piena emergenza Covid-19, all'avvicendamento di 11 assessori, alla chiusura degli asili nido sul territorio, la delibera del Casale Alba 1, per citarne solo alcuni. LA MOZIONE

Di Pietro: “Non ha ascoltato i cittadini, non ha ascoltato i consiglieri, non ha ascoltato i consigli di persone più autorevoli di noi. In questi quattro anni abbiamo visto la sua ambizione e la sua presunzione, le manca tanto il senso di realtà ed è stato davvero difficile provare a portarcela”. Sul banco degli imputati delibere e scelte della giunta Della Casa non condivise negli ultimi quattro anni dal suo gruppo di maggioranza. Nel suo ultimo discorso da presidente del tiburtino, l’ormai ex minisindaca Roberta Della Casa ha definito la mozione un “atto scellerato” portato di nascosto da 15 consiglieri, definendosi incapace di sottostare ai giochi di palazzo e raccontando di una trattativa che non è andata a buon fine perché “Ogni giorno le proposte avanzate cambiavano” ha detto.

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Durissime le opposizioni nei confronti di Roberta Della Casa, i capigruppo hanno snocciolato i punti di debolezza e i fallimenti della gestione ormai terminata. Il consiglio si è chiuso con 24 voti favorevoli su 24: per il tiburtino ci sarà da adesso un delegato della sindaca Virginia Raggi.

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