Nasce Multopoli Portonaccio. I multati fanno sul serio: "L'amministrazione fantasma forse così ci sentirà"

Il 15 febbraio la manifestazione in Prefettura. E nelle intenzioni c'è quella di "portare la rabbia sotto le finestre della sindaca"

"Se un'amministrazione non si occupa di centinaia di migliaia di cittadini che denunciano tutti la stessa anomalia, lo stesso errore, le stesse mancanze, di cosa dovrebbe occuparsi?". A parlare è Leandro Casini, uno dei quattro amministratori del gruppo Uniamoci contro le multe a Portonaccio, che raccoglie i tanti caduti vittima della preferenziale riaperta il 21 aprile dello scorso anno e dove 10 giorni dopo, grazie ad una telecamera, sono iniziate a piovere multe

Da qualche giorno questo spazio facebook è diventato un comitato a tutti gli effetti, riconosciuto giuridicamente e con un proprio statuto. Diciottomila gli iscritti e molti molti altri in arrivo. Multopoli Portonaccio il nome scelto "perché - spiega a RomaToday Casini - ormai vediamo da parte del Comune una scientifica volontà di arricchirsi sulle nostre spalle. Uno scandalo vero e proprio".

Casini fa riferimento, tra le altre cose, alla volontà del Comune di ricorrere in appello contro i ricorsi persi. "Siamo a conoscenza dell'intenzione di arrivare addirittura in Cassazione, segno che quei soldi li vogliono incassare ad ogni costo". Tanti soldi, una cifra che ormai sfiora i 30 milioni di euro, per una preferenziale che in poco più di sette mesi è diventata una vera e propria slot machine per le casse del Comune. Nei soli mesi di maggio e giugno, quelli in cui i cittadini non erano informati e la segnaletica più insufficiente e invisibile, sono state 233.000 le multe elevate. Dati che hanno fatto impennare il conto delle sanzioni annuali dei vigili. Numeri che da soli avrebbero suggerito a chiunque di prestare attenzione a quanto stava accadendo.

"Così non è stato invece", spiega Casini. "A più livelli ci hanno ignorato, abbiamo cercato un'interlocuzione, abbiamo fatto presente che eravamo tanti, troppi per essere ritenuti solo degli sprovveduti automobilisti che non guardano i cartelli. Niente. Se ne sono lavati le mani, dando la colpa agli uffici tecnici". Una latitanza che diventa beffa "se si pensa alla natura di questo Movimento. Dicono di essere dei cittadini, di essere dalla loro parte, dalla nostra parte, e invece...". 

Il livello dello scontro si alza. Già, perché il Comitato è ancora di più una cosa seria ed è pronto a dialogare - stavolta con una forma giuridica riconosciuta - ma anche a lavorare per portare il Comune in tribunale. "Abbiamo un regolare statuto, siamo registrati all'agenzia delle entrate e al nostro servizio ci sono molto legali. Insieme a loro stiamo implementando il fascicolo dei ricorsi". Sì, perché se il Comune ricorre, troverà i multati più aggueriti che mai. Corposo è il dossier che ha già portato alla vittoria di molti ricorsi davanti al giudice di Pace e con i legali si sta lavorando per arricchirlo.

"A breve inizieranno le audizioni davanti al Prefetto", racconta Casini, "e anche per questo il prossimo 15 febbraio stiamo organizzando una manifestazione sotto la Prefettura per dire al Prefetto che non c'è solo il Comune da tutelare, ma migliaia di cittadini danneggiati dagli errori dei tecnici e dall'arroganza della parte politica".

Il passaggio davanti al Prefetto è particolarmente importante perché rischia di moltiplicare i costi di questa vera e propria multopoli. Spiega Luca Cardia, uno dei quattro amministratori del Comitato: "Il rigetto dei ricorsi davanti al Prefetto implica il raddoppio della sanzione. Il raddoppio delle sanzioni che verranno quindi portate davanti al giudice di Pace, comporterà un raddoppio delle spese legali e, nel caso di accoglimento, di spese da sostenere da parte del Comune".

Una vera e propria bomba sociale, sulle cui dimensioni, secondo Cardia, il Comune sta giocando "per dissuadere i multati dal proseguire con i ricorsi. La strategia è chiara: si ricorre perché, aumentando i costi si spera che qualcuno desista e alla fine paghi, andando a compensare le sconfitte già subite. Si usano questi escamotage legali per provare coprire degli evidenti errori tecnici e politici, provando a limitare i danni". E quella dal Prefetto sarà solo la prima di altre manifestazioni in programma. "Porteremo la nostra rabbia sotto le finestre della sindaca", conclude Cardia. "Magari così finalmente capirà che 'qualcosina' a Portonaccio hanno sbagliato".

Il link alla pagina facebook del Comitato

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