Multiservizi: 80 lavoratori verso il licenziamento. Sindacati in piazza

Per martedì 25 febbraio è prevista una manifestazione in Campidoglio organizzata dalla Cgil. Mentre prosegue lo stallo sulla gara a doppio oggetto

Una vecchia protesta dei lavoratori Multiservizi

Sindacati pronti a scendere in piazza per l'ennesima crisi che investe Roma Multiservizi. La società di global service, partecipata al 51% da Ama, ha annunciato il licenziamento di 80 lavoratori impiegati nella raccolta rifiuti presso gli esercizi commerciali (le cosiddette und, utenze non domestiche), una delle attività svolte dalla ditta, oltre a quelle di pulizia, mense, bidellaggio, cura del verde nelle scuole. Per martedì 25 febbraio alle 15, in concomitanza con la seduta di Consiglio comunale, è in programma una manifestazione in piazza del Campidoglio.

"È inaccettabile - dichiarano gli organizzatori del sit in Natale Di Cola, segretario Cgil Roma e Lazio e Giancarlo Cenciarelli, Segretario generale Fp Cgil di Roma e Lazio - l'ennesima azione di Roma Multiservizi di cui non si comprendono le vere finalità, che si inserisce nella complessa vicenda dei contenziosi tra partecipate e Comune di Roma, le cui conseguenze ricadono direttamente sul livello dei servizi e viene pagato da lavoratori e cittadini". 

La ragione dei licenziamenti? Sono riportate nelle carte della procedura già avviata e comunicata alle parti sociali, che RomaToday ha potuto visionare. Ama non ha ancora pubblicato il nuovo bando per la raccolta rifiuti dei negozi, e i lotti 1, 3, 14 e 15 partecipati dalla Multiservizi scadono il 24 aprile. Ha richiesto alle ditte una proroga ma "senza specificare la data finale" scrive l'azienda, che sembrerebbe in realtà intenzionata a sfilarsi da un appalto che fin da subito ha dato seri problemi organizzativi ed economici con annesse proteste dei dipendenti. Tirandosi fuori però gli 80 lavoratori, che hanno competenze specifiche legate esclusivamente alla raccolta rifiuti, "non saranno ricollocabili" in altre commesse dell'azienda. 

"La sindaca Raggi prenda una posizione chiara a tutela del lavoro e del servizio pubblico - proseguono Di Cola e Cenciarelli - e mantenga gli impegni presi più volte a tutela dei livelli occupazionali, intervenendo da subito affinchè Roma Multiservizi ritiri la procedura di licenziamento". 

Ennesimo stallo sul bando a doppio oggetto

In parallelo prosegue lo stallo totale per quanto riguarda il cambio di gestione della ditta. Il Consiglio di Stato ha rimandato il pronunciamento sulla famosa "gara a doppio oggetto" alla Corte di Giustizia europea, dopo averlo sospeso per sei mesi lo scorso luglio. Le toghe di palazzo Spada vogliono capire se l'esclusione di Multiservizi, che si era aggiudicata l'appalto, da parte di Roma Capitale sia conforme alla normativa comunitaria. 

Un appalto dalla storia travagliata, fortemente voluto dal M5s nonostante le promesse di internalizzazione della società fatte dagli scranni dell'opposizione nel 2014, nel mirino di numerose proteste di lavoratori e rappresentanze sindacali, bocciato dall'Antitrust, riscritto, poi andato deserto. E finito a marzo scorso con l'esclusione da parte del Campidoglio della stessa Multiservizi, pronta a partecipare con un raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) insieme a Rekeep Spa. 

Da qui il ricorso. Che al Tar, in primo grado, è stato rigettato. E ora però viene rimandato alla Corte europea per il giudizio finale. 

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La questione è quindi nuovamente bloccata, nonostante a metà gennaio la sindaca esultasse per la vittoria al Tar su un altro ricorso presentato sempre da Rekeep. Tre le possibili soluzioni all'orizzonte: attendere e andare avanti con l'ennesima proroga dal 30 aprile, procedere comunque con il cambio appalto rischiando un'ulteriore pioggia di ricorsi, o - e sarebbe la soluzione auspicata dai sindacati - ritirare la gara e internalizzare il servizio affidandolo a una delle società in house del Campidoglio. Punto quest'ultimo su cui Raggi non sembra voler cedere. 

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