Multe Portonaccio, la sentenza dà ragione ai ricorrenti: la segnaletica era insufficiente

Codici: "La superperizia sconfessa Roma Capitale, la preferenziale di Portonaccio ha ingannato i cittadini"

Un superperizia che dà ragione a migliaia di multati e che scrive una storia già ampiamente preventivata. Sulle multe di Portonaccio arriva un'importante sentenza che segna uno spartiacque nella vicenda della preferenziale più chiacchierata d'Italia. Il giudice del Tribunale Ordinario di Roma ha rigettato l'appello presentato da Roma Capitale avverso una sentenza di accoglimento del Giudice di Pace emessa nel 2017, la quale non solo riconosceva la legittimità del ricorso cumulativo, ma, cosa fondamentale, annullava anche tutti i verbali impugnati. 

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La sentenza

Una sentenza, basata sulla superperizia, che apre alla possibilità di ottenere l'annullamento di tutte le multe contestate e a chiedere il risarcimento di quelle pagate. Un danno per il Comune che rischia di essere enorme tra multe non incassate (e messe a bilancio), risarcimenti e pagamento di spese legali. Una vicenda che finirà in tribunale stante l'intenzione sia del comitato Multopoli che dell'associazione consumatori Codici, di denunciare il Comune di Roma.

Quali multe sono da annullare? L'Avvocato di Codici Carmine Laurenzano: "Riteniamo dirimente la data del 25 ottobre, quando cioè è stato installato il cartello a braccio che ha reso finalmente individuabile la preferenziale. Tutte le multe comminate dal 2 maggio 2017 al 25 ottobre 2017 sono per noi da annullare". 

Una sentenza che arriva dopo vari pronunciamenti favorevoli a favore dei multati che hanno presentato ricorso, sia davanti al Prefetto sia al Giudice di Pace. Pronunciamenti appellati da Roma Capitale, le cui ragioni oggi vengono spazzate via da questa importante sentenza.

Il tribunale dà ragione ai multati

Spiegano gli Avvocati Simona Testa e Alessandra Grici: "Oggi il Tribunale riconosce che avevamo ragione, come accertato nella superperizia emessa dal Consulente Tecnico d'Ufficio. Nella relazione, non contestata da Roma Capitale che non ha presentato osservazioni, viene rilevato che se la segnaletica orizzontale e verticale fosse stata più visibile, di più chiara e di univoca comprensione invece che incerta e contraddittoria, si sarebbe potuto evitare il passaggio degli automobilisti sul tratto di via di Portonaccio, dove è presente la corsia preferenziale. Parte della segnaletica verticale, inoltre, era presente anche prima dell'attivazione della corsia preferenziale e così i cittadini che si trovavano a transitare lì in buona fede sono stati indotti in errore". 

Cosa dice la superperizia 

Dirimente la superperizia di parte. La segnaletica e gli interventi effettuati sono finiti sotto la lente del Consulente Tecnico di Parte, l'Ingegnere Christian D'Artibale di DAR Ingegneria. "Le criticità che sono emerse dalle verifiche effettuate ed anche dal sopralluogo svolto nel luglio scorso – afferma l'Ingegnere 

Christian D'Artibale di DAR Ingegneria presente oggi in conferenza stampa – riguardano come sono stati pensati gli interventi e come sono stati realizzati. Risulta assente una progettualità a sistema, ovvero gli interventi messi in atto hanno comportato modifiche ed integrazioni nel tempo e non garantiscono il raggiungimento dell'obiettivo di preavviso di divieto". 

Parla il perito

"In una strada", continua D'Artibale, "mi riferisco sempre al sopralluogo di luglio, è assente la segnaletica, sul tratto a tre corsie, prima di via Giuseppe Mirri è presente il segnale di preavviso di segnale di prescrizione (divieto) sul lato destro che non risulta chiaramente percepibile dai conducenti di veicoli che percorrono le corsie interne, pur essendo ripetuto su corsia lato sinistro, poiché la tipologia di traffico veicolare prevalente è costituita da autobus e pullman che con la loro sagoma possono coprire suddetti segnali, ed il segnale sinistro, oltre ad essere coperto da vegetazione arborea non potata sistematicamente, presenta indicazioni discordanti e contraddittorie: divieto ed indicazione di percorrenza. Sarebbe stato più efficace un segnale al di sopra della carreggiata, così come sarebbe stato necessario realizzare interventi per dare ai cittadini la chiara percezione del preavviso all'imbocco della preferenziale, di fatto non consentendo l’inversione di marcia prima di inizio corsia preferenziale per la non possibilità di segnalare con sufficiente anticipo l’intenzione di effettuare tale manovra. Così non è stato e durante i 6 anni in cui la corsia preferenziale è stata disattivata, alcuni segnali sono rimasti lì ed in questo modo gli automobilisti sono stati indotti a non prendere in considerazione le successive modifiche".

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