Multe Portonaccio, Ghera (FdI): "I romani pagheranno l'incapacità amministrativa del M5s"

Intervista al consigliere regionale di Fratelli d'Italia Fabrizio Ghera sul pasticciaccio di Portonaccio

Fabrizio Ghera oggi è consigliere regionale di Fratelli d'Italia. Ex assessore ai lavori pubblici della giunta Alemanno, nel maggio 2017, quando il pasticciaccio di Portonaccio prendeva forma, ha iniziato ad interessarsi della vicenda. Sua la mozione per chiedere l'annullamento delle multe in autotutela. Suoi gli accessi agli atti che hanno poi aiutato i cittadini a redigere dossier, diventati poi corposi ricorsi contro le multe. Sue anche le denunce a Corte dei Conti e Procura per stabilire le responsabilità di quanto oggi si sta concretizzando, ovvero una debacle del Comune di fronte alle ragioni dei cittadini multati. Il suo parere quindi, pur essendo di parte, è fondato su una conoscenza minuziosa della vicenda. L'abbiamo intervistato per ricostruire la vicenda.

Multe Portonaccio, la sentenza dà ragione ai ricorrenti: la segnaletica era insufficiente


Fabrizio Ghera, partiamo con una domanda importante: che idea ha delle preferenziali?

Assolutamente positiva, vanno fatte. Sono fondamentali per migliorare la mobilità cittadina, mai messe in discussione.

Cosa non ha funzionato a Portonaccio? 

Non c'è stata l'adeguata comunicazione. I cinque stelle pensano che Roma e i romani debbano informarsi solo attraverso i profili facebook dell'asssessora Meleo o del consigliere Stefàno. Le cose ovviamente non funzionano così. Lì a Portonaccio poi c'è un aspetto ignorato da tutti: la preferenziale c'era anni prima e i cittadini sapevano dell'interruzione dovuta ai lavori sulla Tiburtina, ad oggi ancora in corso. Era così da tempo. La vecchia segnaletica, o meglio ciò che ne rimaneva, è stata presente in tutti questi anni e nessuno si è mai sognato di fare multe. Poi sono arrivati i cinque stelle...

E cosa è successo?

In quel periodo avevano un'esigenza disperata di mostrarsi attivi, di farsi vedere produttivi nell'ennesimo periodo di vuoto cosmico della loro amministrazione. Così hanno pensato a questa preferenziale, ragionando sul fatto che bastasse una striscia gialla per ripristinare il tutto. Così, dopo una determina che stabiliva il ripristino delle multe attraverso la telecamera, hanno fatto un paio di post, qualche selfie e per loro tutto era ok. 

Così non è stato, perché le multe sono fioccate. Stabiliti gli errori nella fase precedente, cosa si poteva fare e non è stato fatto una volta arrivate le multe?

Come Fratelli d'Italia avevo presentato una mozione per chiedere la sospensione in autotutela dei verbali. La maggioranza l'aveva votata, ma dopo alcuni giorni, per bocca del consigliere Stefàno, abbiamo appreso che non si poteva dare corso alla mozione perché gli uffici, a suo dire, paventavano un danno erarariale nel sospendere i verbali. Tra l'altro hanno anche aggiunto, in commissione trasparenza, che per loro andava tutto bene, che la segnaletica era congrua e che tutto era stato fatto come si doveva. Per loro è finita lì, ma proprio in quel momento i verbali sono diventati centinaia di migliaia. 

La segnaletica è stata rifatta. Un'ammissione di colpa?

Assolutamente sì, la dimostrazione che quanto andavano dicendo era falso. Anche il Comandante Di Maggio mise nero su bianco l'esigenza di una segnaletica più evidente. 

Ecco, proprio da un suo accesso agli atti, è venuto fuori quel documento firmato dall'allora responsabile dei procedimenti amministrativi Antonio Di Maggio...

Sì, e non è stato facile averlo. Loro, i cinque stelle, che sono i paladini della trasparenza su questa vicenda hanno provato ad alzare la nebbia e ad insabbiare. 

Cosa le ha dato fastidio del comportamento del Movimento Cinque Stelle?

L'essersi rimangiati quanto votato nella mozione. Sarebbe bastato assumersi una responsabilità politica, sollevando gli uffici, per evitare una situazione che rischia di essere un bagno di sangue per il Comune. La sentenza di questi giorni di fatto conferma quello che temevamo da tempo.

Un danno erariale?

Sì ed anche per questo un anno fa abbiamo presentato denuncia in Procura e alla Corte dei Conti. Sarà la magistratura a stabilire le responsabilità. Purtroppo a pagare saranno i cittadini: mancheranno i soldi delle multe in bilancio, ci saranno da pagare le spese legali e i risarcimenti. Tutto per l'incapacità poltitica del Movimento Cinque Stelle. 

Enrico Stefàno, principale sostenitore della bontà della preferenziale di Portonaccio, ha però più volte sottolineato come, dopo l'indicazione politica, siano gli uffici i responsabili della messa in pratica dell'opera. Che idea si è fatto di questa difesa?

Che siamo di fronte ad un'incapacità amministrativa ormai conclamata, anche a livello di governo centrale, alla quale si unisce la pochezza umana di nascondersi dando la colpa agli uffici. I romani, e non solo quelli che hanno preso le multe a Portonaccio, hanno però capito il trucco e sicuramente nelle urne diranno la loro anche su questo. 
 

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