Mozione contro Zingaretti, l'ex leghista annuncia: "Non voterò la sfiducia. Prima votare contro governo nazionale"

Enrico Cavallari: "Se realmente si vuole avviare un cammino verso il centrodestra unito, l'unico atto politico credibile è sfiduciare intanto il Governo nazionale"

Enrico Cavallari con Matteo Salvini. Foto del 2016

Dopo una settimana di silenzi Enrico Cavallari, consigliere regionale ex Lega ora nel gruppo misto rompe gli indugi. Lo fa con una nota stampa in cui spiega la sua posizione in merito alla mozione presentata dal centrodestra per sfiduciare il presidente Nicola Zingaretti. Lui, ago della bilancia, alla fine ha deciso di non votare la mozione e quindi, di fatto, di salvare il Governatore.

"Non voterò la sfiducia a Zingaretti perchè, se realmente si vuole avviare un cammino verso il centrodestra unito, l'unico atto politico credibile è sfiduciare intanto il Governo nazionale", afferma Enrico Cavallari. "È impensabile credere che possa esserci un pezzo del centrodestra, il quale attualmente governa il Paese con il M5S, che poi si presenterà unito alle elezioni regionali. La politica dei due forni non è mai stata nella cultura del centrodestra. Finchè ci sarà questa anomalia, non è possibile fare altro che pensare esclusivamente al bene dei cittadini laziali". 

Secondo Cavallari è necessario che "il centrodestra apra un dibattito politico serio, invece di innescare una crisi al buio nella Regione Lazio. La volontà di serrare le fila e trovare la sintesi per un centrodestra veramente compatto, è l'auspicio di tutti. Ma nessun esperimento può essere tollerato, in questo quadro frastagliato all'ennesima potenza, ai danni dei cittadini del Lazio. Ormai da anni il centrodestra dimostra di essere spaccato soprattutto nel Lazio, dove scelte scellerate e divisorie hanno fatto registrare sconfitte ripetute come quella del comune di Roma con Meloni-Marchini e della Regione Lazio con Parisi-Pirozzi. Oggi la situazione è addirittura peggiorata, se si considera che un pezzo del centrodestra governa il Paese con il Movimento Cinque Stelle".

"Sono stato eletto in Regione Lazio con la Lega nella tornata elettorale dello scorso marzo, all'interno di un progetto politico che, a livello nazionale, prevedeva, tra i punti cardine, la Flat tax, l'azzeramento della Fornero, la Pace fiscale e il federalismo- continua Cavallari - Attualmente, invece, l'Esecutivo giallo-verde lavora al reddito di cittadinanza, tanto caro ai grillini, blocca i cantieri e lo sviluppo economico del Paese e mette a repentaglio i risparmi degli italiani".

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Tornando a parlare dei lavori in Regione, Cavallari ricorda che "alla Pisana sono prossime scadenze importanti: dall'approvazione del Bilancio alla riduzione dell'Irap, dal Piano sociale alla razionalizzazione e riforma delle Ipab fino alla discussione sui rifiuti improntata sulle 5 R (riduzione, riuso, riciclo, raccolta, recupero). Inoltre, in questi mesi, con il patto d'aula, sono stati raggiunti rapidamente risultati considerevoli per i cittadini: la legge sul diritto allo studio, il piano d'assetto dell'Appia antica, il nuovo contratto di servizio con Trenitalia per migliorare le condizioni di viaggio dei pendolari. È da irresponsabili ipotizzare di lasciare la popolazione laziale con una Giunta dimissionaria per mesi e tornare al voto ancora divisi e perdenti. Ancor peggio sarebbe rischiare di ritrovarsi un governo giallo-verde anche nel Lazio o addirittura lasciare che il M5S, accecato dalla sete di poltrone, tenti la cavalcata verso una posizione di governo".

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