Sassat, l'Aula: "Rivedere gli esclusi per errori formali". Protesta Unione Inquilini: "Decisione inutile"

Il sindacato aveva lavorato ad una mozione portata da Fassina ma accantonata dai consiglieri

Trovare “una soluzione idonea a tutelare” le famiglie ospiti dei residence e rimaste escluse dai Sassat pur avendone diritto dal punto di vista reddituale. L’assemblea capitolina si è espressa ieri sul futuro delle oltre 500 famiglie a rischio sfratto nei centri di assistenza alloggiativa temporanea della capitale che si sono viste rigettare le domande di accesso al nuovo servizio, prevalentemente per motivi burocratici. Con una mozione, sottoscritta da tutti i gruppi capitolini e approvata all’unanimità, i consiglieri capitolini hanno chiesto alla sindaca Virginia Raggi e alla sua giunta di attivarsi “anche mediante una verifica degli atti amministrativi” presentati dagli esclusi, considerando “l’opportunità, dove possibile, di prevedere l'integrazione e/o correzione degli errori nella compilazione delle domande tenuto conto delle potenziali criticità e dell'impatto sociale derivante dall'elevato numero di domande respinte”. 

In altre parole: gli uffici del dipartimento Politiche Abitative che hanno elaborato le domande sono invitati a decidere di permettere ai diretti interessati di correggere le proprie domande. Come denunciato da Romatoday, delle 533 famiglie rimaste fuori solo 15 lo sono perché hanno superato i 12 mila euro di reddito Isee annuo fissati come tetto massimo. Un’esclusione di massa che aveva già sollevato la reazione dell’Aula Giulio Cesare che, nei mesi scorsi, aveva chiesto agli uffici di prorogare i tempi per la revisione delle domande. L’esito delle graduatorie definitive che ne è derivato, però, non si è discostato dal quadro provvisorio che aveva allarmato i consiglieri.

Ora l’Aula ci riprova e concedere una nuova possibilità a queste famiglie. 
“A settembre” ha ricordato il consigliere di Sinistra per Roma, Stefano Fassina “votammo una mozione unanime che chiedeva agli uffici di rivalutare le domande: sono stati riaperti i termini ma a inizio gennaio la graduatoria ha confermato praticamente gli stessi risultati con l'esclusione di almeno 500 nuclei. Alcuni stanno già ricevendo le lettere di sfratto. Ora bisogna correggere o integrare gli errori formali che sono stati compiuti, sospendendo tutte le procedure di sfratto”.

Per la presidente della commissione Patrimonio, Valentina Vivarelli (M5S), “l'obiettivo è comune. Come M5S, questa amministrazione sta proseguendo un'attività di chiusura dei Caat, strutture ereditate dal passato e oggetto di situazioni poco chiare, per fornire un percorso diverso a nuclei familiari che hanno la necessità di progetti sociali molto importanti con il coinvolgimento dei Municipi”. 

Protesta Unione Inquilini che da quest’estate ha acceso i riflettori sull’esclusione di massa delle famiglie dai residence per l’emergenza abitativa. Proprio il sindacato aveva lavorato e sostenuto una precedente mozione, presentata dal consigliere Stefano Fassina, che chiedeva invece la riapertura dei termini dell’avviso per l’accesso ai Sassat e a “fornire indicazioni agli uffici affinché vengano introdotti i necessari correttivi all’avviso, nell’intento di semplificare la procedura, garantendo un equo e trasparente accesso al servizio di tutti i cittadini interessati”. Il documento sottoposto da Fassina però non è stato votato. Al suo posto una mozione elaborato dalla maggioranza e appoggiato da tutti i gruppi capitolini.

La mozione votata dall’Aula, per il segretario di Unione Inquilini, Fabrizio Ragucci “non servirà a nulla. La mozione votata dall’Aula, per il segretario di Unione Inquilini, Fabrizio Ragucci “non servirà a nulla. Abbandonare il destino delle persone nelle mani della burocrazia è segno di una politica pavida e irresponsabile. Una misura insufficiente se si considera la graduatoria delle famiglie Sassat come definitiva. Continueranno con le procedure di sfratto? Quante famiglie aventi diritto rientreranno in graduatoria?”.

Poi conclude: “Ogni volta che c’è una richiesta di dialogo con soggetti non omogenei al movimento la maggioranza Cinque Stelle si chiude a riccio. Anche ieri hanno dimostrato che non alcun margine di confronto possibile. Continueremo a contestare queste graduatorie e a lottare per veder riconosciuti i diritti di queste famiglie”.

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