Cemento a Bufalotta: M5S chiede a Marino lo stop della delibera di Alemanno

In Consiglio la discussione della mozione che chiede la sospensione in autotutela del cambio di destinazione d'uso del 30 per cento del programma urbanistico

Il cemento della centralità di Bufalotta approda in Assemblea Capitolina. È all'ordine del giorno di domani infatti una mozione (n.42/2013) presentata dal gruppo capitolino del Movimento cinque stelle sulla delibera 127 approvata nell'aprile scorso dalla giunta Alemanno che dà il via libera al cambio di destinazione d'uso del 30 per cento di cubature da non residenziale ad abitativo per l'intervento urbanistico della società Porta di Roma srl su terreni di proprietà di Idea Fimit sgr e di Fabrica Immobiliare sgr per un totale di 1 milione e 178 mila 91 metri cubi di abitazioni.

Mancata attivazione dei processi di partecipazione dei cittadini, violazione della legge in quanto un intervento di tale portata sarebbe dovuto passare dal Consiglio e non solo dalla Giunta, aumento delle cubature residenziali oltre il limite consentito. Sono queste alcune delle motivazioni che hanno portato i consiglieri pentastellati a chiedere al sindaco di “annullare il procedimento immediato in via di autotutela” si legge nella delibera, ad “avviare l'iter per il relativo procedimento partecipativo” e “una adeguata fase di valutazione ambientale strategica” e infine di concludere il procedimento passando dall'Assemblea capitolina. La richiesta, che ha già ottenuto il via libera anche del consiglio del III municipio, non dovrebbe essere di difficile applicazione dal momento che l'iter è sospeso perché, secondo quanto si legge nella delibera, al Consiglio è affidata la competenza di esprimersi sul contributo straordinario che il costruttore dovrà versare e sul suo utilizzo.

“Prima di approvare tale delibera non è stato avviato alcun processo partecipato che coinvolgesse i cittadini come invece è previsto per legge” spiega il portavoce del Movimento cinque stelle in Campidoglio Marcello De Vito. “Pur non essendo stato condotto alcun intervento partecipativo”, si legge nel testo della mozione, “la delibera dichiara che la proposta di modifica al programma di interventi Bufalotta ha richiesto l'acquisizione di molteplici pareri” e che “è stata convocata una conferenza dei servizi”. Secondo quanto si legge nel testo che approderà domani in Consiglio, nemmeno per le opere pubbliche di compensazione sono stati interpellati i cittadini. Un elemento non di secondo piano dal momento che le modifiche contenute nella delibera “comporterebbero un devastante e non sopportabile aumento di popolazione residente nelle aree interessate per circa 20 mila” nuove unità.

L'approvazione dell'aumento di cubature residenziali del 30%, a scapito di quelle non abitative, inoltre “ha violato la legge perché si è proceduto con un atto di Giunta mentre invece sarebbe servito il parere del Consiglio perché è stato superato il limite imposto per legge del 10 per cento” commenta Marcello De Vito. Si specifica nella mozione: “L'art.1bis della legge 36/87 prevede che sia competenza della Giunta Comunale il mutamento delle destinazioni d'uso che non comporti diminuzione nella dotazione di aree per servizi pubblici o di uso pubblico prevista dai piani attuativi e sia contenuto, per ogni singola funzione prevista dal programma, entro il limite massimo del 10 per cento perché tale mutamento non costituisce variante”. Ma questo non è il caso della delibera 127 che invece prevede un aumento della funzione residenziale del 30 per cento. “Tale incidenza risulta essere una variante e di conseguenza di competenza dell'Assemblea Capitolina”. Inoltre le modifiche “imponenti e impattanti” si legge nella mozione, non sono state sottoposte “né a Valutazione ambientale strategica né eventualmente allo strumento della Verifica di Assoggettabilità a Vas”.

I consiglieri Cinque stelle rigettano anche la motivazione che ha portato la società Porta di Roma srl ad avanzare tale richiesta di incremento di cubature residenziali: la crisi economica e del mercato immobiliare fa preferire agli investitori gli immobili a destinazione abitativa. Per il gruppo capitolino è una motivazione “eticamente e moralmente inaccettabile per la pubblica amministrazione che si andrebbe a far carico del rischio di impresa di tali società”. Non è la prima volta però che viene avanzata tale richiesta a Bufalotta. “Fu già proposto nella delibera 218 del dicembre 2007 quando il mercato immobiliare era al massimo della sua espansione”.

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