Della Casa verso la sfiducia, così la preferita di Virginia Raggi ha perso tutte le stelle

La mozione di sfiducia firmata da tutto il gruppo del Movimento Cinque Stelle sarà discussa in consiglio entro 20 giorni

Foto dal profilo facebook di Roberta Della Casa

Il gruppo di maggioranza del Movimento Cinque Stelle, coeso, ha firmato la mozione di sfiducia alla presidente del IV Municipio Roberta Della Casa, protocollando nella mattina di venerdì il documento che sarà discusso al primo consiglio utile. Quindici consiglieri grillini su quindici sono determinati a mandare a casa la minisindaca dopo quattro anni di governo e poco più di un anno dalle nuove elezioni.

Un inedito in questi anni di governo della città: tutte le "stelle" sfiduciano la propria presidente, al culmine di un governo travagliato e di un rapporto tutt'altro che idilliaco. Una sfiducia che suona come un messaggio per la sindaca Virginia Raggi: Roberta Della Casa è infatti la preferita della prima cittadina, unica presidente di municipio riuscita a far breccia nel cerchio magico raggiano e nella comunicazione capitolina, solitamente restia a dare spazio ai responsabili degli enti territoriali.

Dal 2016 ad oggi si sono succeduti 11 assessori

Grillina dell'ultima ora, Roberta Della Casa era un po' corpo estraneo allo storico gruppo del Movimento romano. Eletta è finita da subito invisa a tanti storici militanti. Dalla sua la maggioranza, inizialmente coesa nei suoi confronti. Nel tempo però questa fiducia è andata scemando, arrivando alla sfiducia odierna. Da luglio 2016 ad oggi, al Tiburtino si sono succeduti 11 assessori (tra dimissioni concordate, dimissioni per motivi personali e “cacciati”), 5 direttori di municipio, 2 direttori tecnici e 3 direttori dell’area socio-educativa. Si ricordano, tra gli altri, i casi dell'assessora al bilancio Emanuela Brugiotti cacciata quando ancora in maternità. O l'assessore Alessandro Pirrone, protetto della presidente, ma finito scaricato dopo lo schiaffo ad un consigliere. O ancora il caso dell'assessore Claudio Perazzini, cacciato senza preavviso e informato solo per il cambio della serratura. Una vicenda quest'ultima che ha fatto perdere al movimento cinque stelle l'appoggio di gran parte dell'associazionismo del territorio.

Le fratture insanabili tra il M5s e Della Casa negli ultimi quattro anni di governo

Non solo assessori però. Nel tempo tanti gli episodi che hanno incrinato il rapporto tra maggioranza e Della Casa, arroccatasi nel tempo in una sorta di fortino con quelli nel frattempo diventati i suoi fedelissimi membri della giunta, selezionati sulla base della fedeltà alla linea Della Casa. Partiamo dall’ultimo episodio, quello che senza se e senza ma, è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso: la direttiva di giunta del 16 aprile con cui si fornivano agli uffici le indicazioni circa l’utilizzo di 90mila euro per realizzare eventi, anche virtuali, a Villa Farinacci, compreso il Capodanno. Una direttiva che ha letteralmente mandato fuori di testa la maggioranza che attraverso Roma Today ha lanciato un aut aut alla minisindaca: “Questi fondi servono per il sociale, per aiutare le famiglie e i commercianti, chiediamo il ritiro della direttiva o delle deleghe all’assessore alla cultura”. Niente di tutto questo è avvenuto: la direttiva è diventata un bando e sempre con gli stessi importi.

La chiusura degli asili nido, sfrattati dal IV Municipio che ha comportato per molte educatrici la perdita del lavoro, è stata solo una delle tante vicende che negli ultimi anni ha intaccato, fino a renderlo evidentemente insanabile, il rapporto tra il gruppo di maggioranza e la presidente Della Casa. A suscitare rabbia anche la sua assenza in una riunione organizzata in Campidoglio per affrontare la questione nidi, ufficialmente perché malata ma presente nello stesso giorno ad un evento elettorale. A seguito della chiusura dei nidi si dimise il consigliere pentastellato Fulvio Brigante, che al nostro giornale aveva dichiarato: “Non ho retto l’idea che queste persone perderanno il loro posto di lavoro, dimettermi era l’unica cosa che potessi fare”. 

Un rapporto deteriorato soprattutto a causa della “cacciata” dell’ex assessore al sociale Rolando Proietti Tozzi, grillino della prima ora molto vicino agli esponenti della maggioranza che hanno storto il naso non poco alla sua uscita dal parlamentino di via Tiburtina, andando anche a battere i pugni sul tavolo del Campidoglio.

Sicuramente nell’ottobre dello scorso anno, la rottura tra i due fronti, giunta Della Casa e Movimento Cinque Stelle, è stata più che palese: in tre casi su su tre le due parti votarono in maniera diversa, si trattava della delibera sul Casale Alba 1 e l’area verde di via Amoretti che qualcuno del pentastellati ha definito “un progetto di Fratelli d’Italia” non gradito, quindi, al Movimento Cinque Stelle e oggetto di scontro. 

Il quarto municipio a implodere? Cosa c'è di diverso rispetto agli altri tre

Il IV Municipio come il III, l’VIII e il XI dove la maggioranza m5s è implosa? Non esattamente, vediamo perché. Nel III Municipio l’ex presidente Capoccioni è stata sfiduciata ma di fatto alcuni esponenti della maggioranza passarono all’epoca all’opposizione firmando una mozione presentata dalla minoranza. Nell’VIII municipio la frattura sempre più insistente tra il presidente Pace e il suo gruppo aveva portato il minisindaco alle dimissioni. In IX la maggioranza ha perso via via componenti e il presidente è “caduto” con una mozione della minoranza, appoggiata dai grillini delusi. Nel caso odierno è la prima volta che un intero gruppo del Movimento Cinque Stelle firma una mozione di sfiducia al suo presidente: una maggioranza coesa che nel corso degli anni ha incassato colpi e si è coagulata contro la minisindaca che al Tiburtino “comanda da sola”. Per i pentastellati Della Casa "non ha ben compreso il ruolo dell'assemblea consiliare, il ruolo delle commissioni, dei consiglieri e quello a lei attribuito con la nomina a presidente del Municipio Roma IV". 

Gli scenari possibili

La mozione di sfiducia sarà discussa in consiglio (calendarizzato entro 20 giorni) e dovrà raccogliere a maggioranza il voto a favore per essere approvato. Come potrà Roberta Della Casa restare ancora presidente del Municipio? L’unica soluzione è ricompattare la maggioranza, provando a convincere il gruppo a tornare indietro o dovrà impegnarsi per garantire un’inversione di rotta, con il capo cosparso di cenere. Uno sviluppo quest’ultimo pressoché improbabile considerato l'incomunicabilità tra le due parti. Già questa mattina la Della Casa si è presentata davanti ad un cantiere per dire che i lavori vanno avanti, nonostante la sfiducia.

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Lo scenario plausibile vuole che Della Casa venga nominata delegata dalla Raggi, una sorta di commissario, continuando così ad avere la sua vetrina mediatica che la porterà ad avere una candidatura nella lista civica che Virginia Raggi sta preparando per ricandidarsi a sindaca di Roma contro quel che resta del Movimento Cinque stelle. 
 

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