"Non partecipate alla commissione sullo Stadio", opposizioni contro il diktat di Giampaoletti: "Raggi lo rimuova"

La mozione in aula firmata dalle minoranze

Conferenza stampa sullo stadio (Foto Ansa)

Le opposizioni del Campidoglio hanno presentato in Assemblea capitolina una mozione di censura per chiedere la decadenza e la rimozione del direttore generale Franco Giampaoletti dopo la lettera in cui si 'invitavano' gli uffici a non partecipare alla seduta della commissione Trasparenza dello scorso 4 febbraio, convocata sulla questione del parere del Politecnico di Torino sul progetto dello stadio della Roma, poi presentato il giorno seguente dalla sindaca Virginia Raggi in conferenza stampa. 

Un'ingerenza, secondo i gruppi di minoranza, non solo per non aver consentito il lavoro di controllo e garanzia che per statuto la commissione ha il diritto-dovere di svolgere, ma soprattutto perchè, si legge nella mozione, "si potrebbe ravvisare un possibile intervento in conflitto d'interessi in quanto il dg è stato sentito dalla Procura di Roma in merito proprio allo stadio della Roma come persona a conoscenza dei fatti in virtù del suo ruolo istituzionale e per il suo specifico rapporto con l'avvocato Lanzalone"

La mozione, ha spiegato la capogruppo di RomaTornaRoma, Svetlana Celli, "censura il comportamento del dg, con le relative conseguenze, per il comportamento irriguardoso nei confronti dell'Assemblea avendo impedito la regolare funzione di controllo della commissione Trasparenza invitando gli uffici a non ottemperare il regolamento. Un elemento, se effettuato, che comporta la perdita del rapporto fiduciario tra Roma Capitale e il direttore stesso". 

Per il capogruppo di Fdi, Andrea De Priamo, "il dg ha una funzione meramente di esecuzione degli indirizzi espressi dall'amministrazione e non può assolutamente dire agli uffici di non partecipare a una commissione nel pieno delle sue funzioni". Secondo il capogruppo del Pd, Giulio Pelonzi, "o Giampaoletti si è mosso autonomamente commettendo un errore e va censurato, perchè è un errore che ha causato un grave danno alla libertà di informazione dei consiglieri, oppure, se il M5S non voterà questa mozione, allora gli è stato detto da loro e sarebbe la maggioranza ad aver influito sull'azione amministrativa degli uffici su una questione molto delicata". 

Infine per Davide Bordoni, capogruppo di FI, "si sta impedendo in ogni modo l'azione di controllo del Consiglio, quest'amministrazione è sempre più opaca". 

(Fonte Agenzia Dire)


 

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