Monti dell'Ortaccio, "Colari al lavoro per un nuovo studio idrogeologico"

I cittadini della Valle Galeria denunciano che il Tar, in sede di discussione del ricorso di Raggio Verde contro l'autorizzazione alla nuova discarica, "ha concesso al Colari di presentare un nuovo studio"

Malagrotta è stata chiusa ma sulla vicenda di una possibile discarica a Monti dell'Ortaccio, a meno di due chilometri dallo storico impianto, non è ancora detta l'ultima parola. La denuncia viene dal Comitato dei Cittadini liberi della Valle Galeria: “Nel corso dell'udienza al Tar dello scorso 23 ottobre sul ricorso che l'associazione Raggio Verde ha presentato per chiedere il ritiro dell'autorizzazione per la nuova discarica, il tribunale ha concesso al Colari (l'azienda che gestisce Malagrotta, proprietaria anche del terreno di Monti dell'Ortaccio, ndr) di commissionare un secondo studio idrogeologico per valutare il possibile impatto ambientale del conferimento dei rifiuti a Monti dell'Ortaccio” spiega Alessandro Costantino Pacilli. Tutto questo “quando il primo, quello prodotto dall'Università La Sapienza, ha riscontrato che il rischio idrogeologico per quell'area c'è”. Insomma, in presenza dell'Autorizzazione integrata ambientale concessa dal commissario all'emergenza rifiuti nella Capitale Goffredo Sottile, il capitolo Monti dell'Ortaccio rimane aperto. Come informano i cittadini, la prossima udienza sarà il 18 novembre.

LA STORIA – Per capire la denuncia dei cittadini serve fare qualche passo indietro. Nove mesi fa Sottile, senza tener conto delle eccezioni sollevate da  Regione, Comune, Provincia, Autorità Bacino del Tevere ed Enac in conferenza dei servizi, ha concesso l'autorizzazione integrata ambientale a Monti dell'Ortaccio. Il provvedimento è stato impugnato dall'associazione il Raggio Verde davanti al Tar. Il Tar ha risposto subordinando la validità dell'Aia alla presentazione di uno studio idrogeologico da parte della società Colari. Così Cerroni e la sua Colari hanno commissionato alla Sapienza lo studio che, una volta terminato, ha evidenziato il rischio di inquinamento delle acque: “Lo studio dimostra che il lago di Monti dell’Ortaccio non è acqua piovana ma falda affiorante direttamente comunicante con quella profonda" scriveva Raggio Verde commentando il risultati degli esperti.

LA DENUNCIA DEI CITTADINI - “Lo studio idrogeologico conferma l'inidoneità del sito di Monti dell'Ortaccio ad accogliere rifiuti, parere già ampiamente espresso da tutti i tecnici intervenuti in Conferenza dei Servizi” scrivono i cittadini. “Il Colari ha deciso autonomamente di dare incarico ad un nuovo ulteriore ente, verosimilmente per cercare di ottenere un parere positivo” continuano. “I cittadini non subiscono passivamente questa situazione e aggiornano quotidianamente la Commissione Europea Direzione Generale Ambiente”.

LA REGIONE – Per i cittadini la Regione Lazio “dovrebbe avvalersi del Principio di Autotutela” e ritirare “l'AIA negando al Colari ed al Commissario Sottile la possibilità di trovare scorciatoie che finiranno col mettere in pericolo l'ambiente e la salute dei cittadini”. Ma dalla Regione informano che di fronte a un provvedimento rilasciato dal Prefetto, solo Sottile può ritirare l'autorizzazione. Anche il Consiglio regionale, il 23 settembre scorso aveva approvato una risoluzione in cui si chiedeva al presidente Zingaretti di sollecitare il prefetto al ritiro dell'autorizzazione per una nuova discarica nella Valle Galeria.

SANTORI - “La maggioranza di centrosinistra in regione continua a rinviare alcune decisioni fondamentali richieste a gran voce dal Consiglio regionale, in particolare proprio il ritiro dell'autorizzazione per la discarica di Monti dell'Ortaccio” commenta il consigliere del Gruppo Misto Fabrizio Santori. “Un atto ancora valido che pesa sul territorio e che deve essere eliminato al più presto così come al più presto bisogna finanziare un progetto di risanamento dell'aria” continua il consigliere. “Proprio mentre sto parlando, presso la sede del consiglio alla Pisana (che si trova non molto distante da Malagrotta, ndr) si sentono odori nauseabondi. Il tutto nonostante la chiusura della storica discarica. Abbiamo chiesto all'Arpa di fare delle analisi della qualità dell'aria per capire a cosa sono dovuti”.

COLARI - Per ottenere ulteriori informazioni sulla vicenda del ricorso al Tar e conoscere le motivazioni che hanno portato alla richiesta di un nuovo studio idrogeologico abbiamo contattato anche il Colari che però al momento non ha ancora fornito risposte.

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