Ama in crisi, volano stracci a cinque stelle: "Lemmetti e Giampaoletti volevano il bilancio in rosso"

L'ex assessora in un'intervista: "Hanno prevalso gli amici di Lanzalone: Giampaoletti e Lemmetti governano la città". L'ex presidente in Regione: "La strada percorsa mette in dubbio che Ama resterà pubblica"

Cosa sta accadendo in Ama? Gli addii dell'assessora Montanari e quello del presidente di Ama Bagnacani, giorno dopo giorno diradano la nebbia su via Calderon de la Barca. Da un lato l'inchiesta in Procura sulla mancata approvazione del bilancio e dall'altro gli sgarbi ormai pubblici tra le due parti in causa, il Campidoglio a cinque stelle e gli ex responsabili dell'azienda. 

Ieri è stata una giornata importante, nella quale Montanari ha parlato in un'intervista al Corriere della Sera e Bagnacani è stato ascoltato in Regione. Il disegno che ne emerge è quella di una crisi pilotata a tavolino, di un bilancio in rosso che doveva servire a qualcosa. A cosa? La puntata finale del giallo non è ancora scritta, ma in particolare le parole di Bagnacani sembrano farlo capire. 

L'intervista di Montanari

Ad aprire la giornata l'intervista di Pinuccia Montanari al Corriere della Sera. Concetti durissimi, destinati a finire in tribunale vista la reazione del direttore generale Giampaoletti: "Hanno prevalso gli amici di Lanzalone: Giampaoletti e Lemmetti governano la città", ha detto l'ex assessora. "Ho sentito Giampaoletti fare pressioni su Matassa (Rosalba, ex direttore del dipartimento Ambiente, ndr). E conservo gli appunti di una riunione fiume in Sala delle Bandiere, nella quale unico obiettivo di Lemmetti e Giampaoletti era chiudere il bilancio di Ama in rosso. La nostra linea è sempre stata: essenziale fare pulizia nei bilanci, ma ogni variazione deve essere supportata da idonea documentazione".

Giampaoletti in serata ha replicato duramente: "Le dichiarazioni rilasciate agli organi di stampa dall'ex assessore Pinuccia Montanari relative a presunte pressioni che avrei esercitato per condizionare la mancata approvazione del bilancio di Ama spa sono strumentali e destituite di fondamento. Ho sempre agito nel pieno rispetto della legge- ha aggiunto- esercitando le delicate funzioni affidatemi nel solo ed esclusivo interesse dell'amministrazione capitolina, senza mai esercitare o subire condizionamenti di sorta. Tutelerò la mia onorabilità personale e professionale in tutte le competenti sedi".  

Montanari ne ha anche per Lemmetti: "Abbiamo avuto parecchi diverbi. Una sera in cui ho dissentito dalla linea che poi ha dimostrato di voler perseguire, la sua reazione è stata: "Quella è la porta". È dovuto intervenire il vicesindaco dicendo: "Come ti permetti, non sei il sindaco". Ma chissà, forse lui si sente tale".

Bagnacani in Regione

Più circostanziato l'intervento in commissione regionale Rifiuti sulla vicenda del bilancio 2017 dell'ex presidente Lorenzo Bagnacani. Ricostruita la vicenda degli ormai noti 18 milioni di euro non riconosciuti dal Comune di Roma relativamente ai servizi cimiteriali, Bagnacani parla della dimensione pubblica nel futuro di Ama: "Sull'Ama pubblica e sul suo destino non ho la sfera cristallo e non mi è chiaro il progetto sottostante. Mi è chiaro dove volevamo andare come azienda, non mi sono chiare tutte queste difficoltà che non esistevano in natura, che sono state generate a tavolino e che hanno rallentato questo percorso. Il bilancio 2017 non è ancora stato approvato- ha aggiunto spiegando le sue ipotesi sui motivi della bocciatura del documento- ci e' parso di capire che il tema certo non erano i 18 milioni di euro (di crediti cimiteriali contestati dal Comune, ndr), ma come sensazione sembrava quasi 'purchè questo bilancio sia in perdita'". 

Ancora Bagnacani: "Nei dichiarati nessuno ha mai negato la dimensione pubblica di Ama, ma se osserviamo la dinamica dei fatti per casualità si sta forse andando in un percorso dove il fatto che Ama rimarrà pubblica può essere messo in discussione". Bagnacani mette in fila alcuni elementi e menziona la delibera di giunta del 2015 che di fatto apriva alla privatizzazione di alcuni servizi svolti da Ama (che la giunta Raggi, dopo diverse interlocuzioni con i sindacati, si era impegnata a modificare senza però procedere in questo senso fin qui).

Evidenzia dunque: "Immaginandoci due bilanci consecutivi da approvare allo stesso momento, non avendo trovato una sintesi rispetto al progetto aziendale, se il bilancio 2017 è in perdita, se il bilancio 2018 venisse chiuso in perdita, se l'azionista denuncia l'inefficienza dell'azienda e se è vero che esiste una delibera 52 del Comune del 2015, quella delibera apre la porta a una eventuale privatizzazione di Ama". 

Bagnacani sul futuro dell'azienda spiega: "Se Ama farà gli impianti sarà l'azienda numero uno del settore a livello nazionale, senza sarà un'azienda di spazzini, il business che ne deriverà andrà fuori del perimetro di Roma e a spese dei romani. Senza investire l'azienda non si salva- ha aggiunto- Avevamo previsto un piano che, prendendo a riferimento l'economia circolare, prevedeva 13 impianti per Roma che avrebbero reso un sogno realtà, rendendo in grado la città di chiudere il ciclo dei rifiuti nel perimetro di Ama. Fare impianti significa assumere delle decisioni, prendere delle scelte. Avevamo pensato anche a emettere dei green bond per finanziare questi progetti. Nei mesi scorsi avevamo esplorato il mercato per fare ricorso a questo e non più alle banche, e alla fine dello scorso anno avevamo ragionato con i primi tre player internazionali del settore, che avevano considerato appetibile questa azienda. Ama ha dei fondamentali ottimi e le caratteristiche per ambire a questo supporto obbligazionario, e aveva ricevuto il rating bbb-".

Lemmetti

Sprezzante il commento dell'assessore al bilancio Gianni Lemmetti: "Non ho letto le dichiarazioni di Pinuccia Montanari e di Lorenzo Bagnacani. Sono una persona che non guarda nel fazzoletto dove si è soffiato il naso. Non mi interessano le dichiarazioni delle mie ex compagne, figuriamoci degli ex assessori o degli ex manager".

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