Militari per le buche, l'intervento passa per la "resa" di Raggi: deve dichiarare l'emergenza

L'emendamento, ha spiegato la sottosegretaria Laura Castelli (M5s), sarà rifinanziato e presentato nuovamente. Intanto è protesta: "Volete il cambiamento? Riparate voi le strade"

Ha scatenato proteste l'idea del governo gialloverde di inserire un emendamento alla manovra per finanziare e assegnare la riparazione delle buche all'esercito. Ci sono gli attacchi ufficiali da parte del "sindacato dei militari" e le prese di posizione che emergono a mezzo stampa da parte della ministra Elisabetta Trenta. Quest'ultima sarebbe a dir poco adirata per il blitz del suo stesso partito, il M5s, alla Camera. 

Ieri l'agenzia Ansa, non smentita, riportava uno sfogo della ministra: "I nostri militari sono dei professionisti, se qualcuno pensa che li mando a tappare buche si sbaglia. Massima disponibilità nell'aiutare la sindaca Raggi, ma seguendo il protocollo". 

La protesta contro M5s: "Le buche tappatele voi"

La posizione della Ministra arriva dopo le vibranti proteste dei militari. A parlare pubblicamente è stato Luca Marco Comellini segretario generale del Partito per la tutela dei Diritti dei militari (Pdm), il “sindacato dei militari” che su Facebook ha scritto: “Come sindacato dei militari sono indignato: utilizzare i militari per riparare le buche sulle strade di Roma offende la loro professionalità. Ricordo a Raggi e al ministro Trenta che i militari sono altro. Perchè le buche nelle strade di Roma non le vanno a riparare i parlamentari italiani? Una nutrita squadra: il Movimento 5 Stelle ha 220 deputati e 109 senatori, 329 persone messe a lavorare sulle strade di Roma riparerebbero tutte le buche in brevissimo tempo. Volete il cambiamento? Fatevi vedere in mezzo alle strade che lavorate per i cittadini”

L'emergenza e il boomerang per Raggi

Ai giornalisti Trenta ha inoltre spiegato che "no, non tapperemo le buche. L'esercito interverrà nelle situazioni di emergenza, su quelle strade in cui c'è stata un'altissima mortalità". E qui si potrebbe celare il boomerang per la sindaca Virginia Raggi. Già perché l'intervento dei militari dovrebbe passare per la proclamazione di uno stato d'emergenza che altro non sarebbe che una dichiarazione di incapacità a riparare le strade con i mezzi a disposizione di Palazzo Senatorio.  Una vera e propria resa, una bandiera bianca metaforica capace di cancellare mesi, anni, passati a sbandierare le #stradenuove.
 
E Comellini oggi, intervenendo a Radio Cusano ha spiegato che "i militari per la loro funzione intervengono quando c’è una calamità naturale, uno stato di emergenza dichiarato. Il Comune abbia il coraggio di dichiarare lo stato di emergenza, a quel punto i militari sarebbero legittimati ad intervenire ma noi siamo fermamente contrario ad un uso snaturato della funzione dei militari".

La sottosegretaria Laura Castelli, sull'inamissibilità dell'emendamento, ha tranquillizzato spiegando che è in fase di riscrittura. Comellini, rivolgendosi a Castelli spiega: "Errare è umano, perseverare è diabolico. Se porteranno avanti questa scempiaggine noi saremo pronti a tutelare in tutte le sedi la dignità dei militari. Suggerirei ai parlamentari 5 Stelle di rimboccarsi le maniche e riparare le buche di Roma, sarebbe un esempio di politica costruttiva".

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