Migranti al Ferrhotel: a giugno l'ex albergo a Tiburtina accoglierà i transitanti

E' la promessa dell'assessore Baldassarre. L'edificio verrà ristrutturato con 500mila euro di fondi del Viminale. I volontari dell'ex Baobab: "Non ci crediamo finché non lo vediamo"

Tende per i migranti a piazzale Spadolini

A giugno il Ferrhotel sarà realtà. L'ex albergo per i ferrotranvieri alla stazione Tiburtina accoglierà i migranti di passaggio nella Capitale, gli ormai ribattezzati "transitanti" in viaggio verso il nord Europa, quelli che dalla tendopoli di via Cupa a piazzale Spadolini, assistiti dai volontari dell'ex Baobab, sono diventati il simbolo della mala accoglienza romana. 

Ora l'amministrazione Cinque Stelle prova a correre ai ripari, tentando almeno di mantenere le promesse. Da mesi l'assessore al Sociale, Laura Baldassarre, parla genericamente di un hub "modello Milano", un centro di primissima accoglienza per venire incontro al fenomeno dei profughi che a Roma stanno solo due, tre giorni, il tempo di rifocillarsi dopo la traversata. Ora, finalmente, fornisce il luogo e garantisce sui fondi. Dalle disponibilità del ministero dell'Interno sono arrivati 500mila euro che serviranno alla ristrutturazione dell'edificio. Il numero degli ospiti si aggirerà intorno ai 150 e le stanze saranno pronte, stando agli annunci, a giugno, quando riprenderà una nuova stagione di sbarchi. 

Buone notizie insomma, ma forse tardive rispetto a un'emergenza che prosegue inascoltata da mesi. Decine di migranti dormono in strada, al gelo, ancora oggi. E i volontari dell'ex centro Baobab, sempre aiutati dai cittadini romani, dalle realtà commerciali intorno a Tiburtina, dalle Ong, ci vanno cauti. Cantar vittoria sarebbe prematuro. L'esperienza, d'altronde, insegna. Anche l'ultimo assessore al Sociale dell'ex giunta Marino, Francesca Danese, promise lo stesso edificio, il Ferrhotel. Il 30 giugno 2015 ci fu la presa in consegna con tanto di cronoprogramma dei lavori. Che però non cominciarono mai. 

"Abbiamo visto passare tre giunte, ascoltato promesse su promesse, ma la realtà dei fatti è che i migranti sono ancora lasciati in strada" commenta a RomaToday uno dei volontari, Roberto Viviani. "In questi giorni, con le temperature glaciali, solo la rete di solidarietà dei cittadini e delle associazioni ha evitato che la situazione si trasformasse in tragedia". Già, "sono ormai sette giorni che sedi di partito, associazioni e palestre hanno aperto le loro porte per ospitare i migranti durante la notte, mentre continua l'assistenza sanitaria, l'assistenza legale e le attività culturali a piazzale Spadolini". 

Il dipartimento al Sociale aveva promesso un presidio umanitario fisso nell'area a ridosso della scalo ferroviario. "Lo aveva assicurato Baldassarre durante l'incontro del 30 dicembre. Ancora la stiamo aspettando". Senza contare "le soluzioni improvvisate e insufficienti realizzate finora, nient'altro che un "parcheggio" per i migranti, molte volte abbandonati a loro stessi, senza mediatore né informazioni. Invitiamo tutta la cittadinanza a venire a vedere di persona quello che succede, la condizione di queste donne e questi uomini, la loro umanità, mentre la stampa filogovernativa continua a soffiare sul fuoco alimentando paure ingiustificate"

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