Mc Donald's alle Terme di Caracalla, interviene il governo: annullata l'autorizzazione

Il MIBAC ha annullato in autotutela l'autorizzazione rilasciata per il fast food. L'iniziativa era stata annunciata dall'Assessore all'Urbanistica Montuori: "Non accettiamo lezioni da Soprintendenza e Municipio, stiamo già intervenendo"

Ci ha pensato il MIBAC. Sulla realizzazione di un ristorante Mc Donald's di 500 metri quadrati, all'interno del vivaio Eurogarden, è intervenuto il Governo gialloverde.

Annullata l'autorizzazione

La notizia è stata resa nota dall'ufficio stampa del MIBAC.  "Il ministero per i Beni e le Attività culturali é prontamente intervenuto per annullare, in autotutela, la procedura autorizzativa per la costruzione di un fast food all'interno dell'area archeologica delle Terme di Caracalla".  Immediato è arrivato il commento, su Twitter, della Sindaca Raggi. "Avanti con il Mibac per lo stop alla costruzione del fast food nell'area archeologica delle Terme di Caracalla. Le meraviglie di Roma vanno tutelate". 

Il reciproco scambio di accuse

L'intervento del Ministero fissa un punto in una vicenda che, nel volgere di pochi giorni, aveva visto i livelli dell'amministrazione cittadina prima sorprendersi  per l'autorizzazione rilasciata e poi accusarsi vicendevolmente.  Alle prime critiche mosse dalla maggioranza pentastellata in Campidoglio, dopo la commissione Lavori Pubblici del 30 luglio, erano infatti  seguite le risposte del Soprintendente Prosperetti e della Minisindaca Alfonsi. Il primo ha spiegato che il vincolo paesaggistico doveva essere posto dal Comune, a cui aveva in effetti inoltrato una specifica richiesta. La seconda ha ricordato all'amministrazione centrale tutte le autorizzazioni rilasciate. Puntando l'indice sulla mancanza di una regia politica in Campidoglio.

Replica Montuori: "Non dateci lezioni"

Nella serata del 30 luglio, l'assessore all'Urbanisitica Montuori, direttamente chiamato in causa dalla presidente del Municipio I, aveva deciso di replicare. "Dalla presidente Alfonsi e dal Soprintendente Prosperetti nessuna lezione, ognuno conosca i propri atti prima di puntare il dito". Nel merito Montuori aveva chiarito che "I miei uffici ricevono decine di migliaia di procedimenti edilizi l’anno e tra questi il 14 dicembre 2017 è arrivata la richiesta per una autorizzazione paesaggistica relativa a opere di ‘Manutenzione straordinaria e restauro e Risanamento conservativo sull’immobile sito in Roma Viale Guido Baccelli’". E' questa la richiesta a cui Prosperetti, ascoltato nella commissione Lavori Pubblici del Municipio I, aveva fatto riferimento, spiegando che in quel caso il Comune avrebbe potuto apporre un vincolo paesaggistico.

Comune e Municipio non si parlano

Invece "La dirigente responsabile, ritenendo che ‘i lavori di cui trattasi  non necessitano della Autorizzazione Paesaggistica’ ha restituito la pratica al Municipio I e alla Soprintendenza che, con una successiva lettera a firma del Soprintendente Prosperetti, il 24 luglio 2018 ha rilasciato un parere favorevole citando anche la nota dell’ufficio del PAU (Dipartimento Urbanistica), e quindi di fatto assumendola senza confutarla" aveva  precisato Luca Montuori, nel suo lungo j'accuse affidato ai social network. Insomma "Se qualcuno al Municipio o alla Soprintendenza avesse avuto qualche dubbio in merito, come oggi sia Alfonsi che Prosperetti sembrano sostenere – aveva  rimarcato l'assessore Montuori -  avrebbe potuto semplicemente cercare una interlocuzione".

Il punto è che, fino alla commissione Lavori Pubblici convocata dal consigliere municipale Stefano Marin (PD) la questione era passata sotto traccia.Le difficoltà di comunicazione tra i vari livelli amministrativi, avevano così creato il terreno fertile per una scelta che, a questo punto, sembrano tutti voler disconoscere. Una decisione irreversibile? Montuori, nel suo lungo post, aveva lasciato intendere che non lo fosse.  "Se abbiamo un obiettivo comune – aveva concluso l'assessore capitolino, replicando a Municipio e Soprintendenza -  noi siamo pronti a intervenire, e già lo stiamo facendo, a tutela dell’area e dei suoi valori paesaggistici". Qualche ora dopo è arrivato il comunicato del MIBAC. Visto che la politica cittadina, e municipale, si è persa tra le carte, è dovuto intervenire il Ministero. 
 

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