Metro Repubblica chiusa da 150 giorni: il comitato porta il caso in Procura

Perché la stazione metro di Repubblica non riapre? Di chi è la colpa? Il caso finisce a piazzale Clodio

Centocinquanta giorni senza la stazione metro e la prospettiva di altri due mesi nella medesima situazione. All'indomani dell'incidente a Barberini e delle dichiarazioni della sindaca sulle manuntezioni delle scale mobili, il Comitato Riapertura Stazione Metro Repubblica passa dalle parole ai fatti. Dopo i cartelli sulle colonne di piazza Esedra, la manifestazione in piazza, gli incontri istituzionali, la rabbia rinfocolata dall'incidente a Barberini sfocia nell'annunciato esposto in Procura. 

A portare le carte in procura l'avvocato Severino D'Amore. "Abbiamo appreso", spiegano dal comitato, "che la Sindaca Raggi ha dichiarato che sono inaccettabili i tempi di attesa dei pezzi di ricambio. Condividiamo questa dichiarazione, infatti non capiamo come non ci si renda conto dei danni che si stanno provocando con degli inverosimili tempi di consegna. Il Comitato continuerà nelle sue azioni per riuscire ad avere una riapertura anticipata rispetto a quella prospettata".

Contro chi punta il dito l'esposto del Comitato? La denuncia cerca risposte: perché la stazione metro di Repubblica non riapre? Di chi è la colpa? E per questo si mettono in fila i fatti. Il 23 ottobre la rottura della scala mobile e il ferimento dei tifosi russi del Cska. Nello stesso giorno il sequestro della stazione, dissequestrata poi l'8 dicembre, ad esclusione di due delle sei scale. Da allora la stazione è chiusa, mentre le altre due stazioni, Barberini e Spagna, costruite con gli stessi criteri e con gli stessi materiali, restano aperte. 

Le due stazioni citate presentano gli stessi problemi di Repubblica. A dirlo, in una lettera, è il presidente di Atac Simioni. In una lettera, di cui RomaToday ha dato conto lo scorso 28 febbraio, Simioni ha messo in fila i fatti, segnalando maggio come orizzonte per la riapertura di Repubblica. 

La situazione è peggiorata a fine anno. Si legge nella lettera: "Purtroppo tali problematiche nel corso del mese di dicembre hanno causato a più riprese la chiusura di due importanti stazioni quali Barberini e Spagna, in aggiunta alla nota situazione della stazione Repubblica". Quel che emerge dalla lettera è che la situazione difficile nelle tre fermate centrali della metro A era precedente all'incidente ed è di fatto il risultato degli ulteriori controlli seguiti all'incidente. Ricordiamo che la Procura ha sequestrato a piazza Esedra due dei 6 impianti. Gli altri quattro erano e sono quindi disponibili. 

Scrive Simioni: "A novembre 2018 immediatamente dopo l'incidente la direzione gestione infratutture ed impianti, ha avviato una campagna straordinaria di monitoraggio e verifica delle scale mobili, ricorrendo anche ad un soggetto terzo all'attuale manutentore. A seguito delle verifiche effettuate, nonché delle risultanze di alcune prove decennali programmate con Ustif alla stazioni Barberini, sono malauguratamente emerse alcune criticità che ancora oggi non hanno consentito la riapertura di alcuni impianti di marca Otis, presenti nelle stazione di Repubblica, Barberini e Spagna"

Sul ritorno alla normalità Simioni spiega che "l'Atac ha già contestato alla Società affidataria delle manutenzioni la responsabilità di tali specifici malfunzionamenti, nonché del mancato rispetto dei più generali vincoli contrattuali di disponibilità degli impianti". Attualmente c'è "la rituale procedura di verifica delle contestazioni in contradditorio all'esito della quale Atac si è riservata di risolvere il contratto di appalto". Nel frattempo è "in corso di attuazione un piano di sostituzione di singole parti, finalizzato a migliorare la continuità del servizio, i cui tempi di attuazione non sono purtroppo immediati a causa dei lunghi tempi di reperimento del materiale". Atac stima la "possibile riapertura entro la prima decade di maggio, salvo verifica non appena il Costruttore avrà definito i tempi reali di consegna"

Giovedì l'incidente a Barberini, chiusa per tutto il giorno e riaperta solo in serata. Perché Repubblica non vive la stessa sorte? A rispondere a questa domanda sarà ora la Procura, magari collegando questo esposto all'inchiesta nata dopo l'incidente dello scorso 23 ottobre. 

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