Metro Barberini, slitta la riapertura promessa: forse a dicembre ma solo "a metà" 

In commissione Trasparenza i tecnici di Atac. Assenti rappresentanti di assessorato e dipartimento. Infuriati i commercianti: "Una vergogna"

L'ingresso della metro Barberini

Slitta la riapertura di Barberini, stazione centrale della metro A. Chiusa da marzo per un incidente sulle scale mobili, la fermata è ancora interdetta a romani e turisti, con pesanti ripercussioni sul tessuto commerciale della zona oltre che sull'immagine della città. A dare la pessima notizia sono i tecnici Atac in commissione Trasparenza. Una smentita ai ben più rosei annunci dati ad agosto, quando sempre dall'azienda di via Prenestina si parlava di una riapertura prevista massimo a novembre. E invece sarà già tanto se la fermata potrà riaprire sotto Natale, anche se solo "a metà". 

"Per ragioni di sicurezza l'unico flusso di passeggeri consentito sarà quello in uscita" spiega Stefano Pisani, responsabile infrastrutture di Atac. Le scale mobili su cui sono stati completati i lavori di manutenzione straordinaria infatti sono quattro su sei. Per queste quattro si aspetta il collaudo da parte dell'Ustif (Ufficio speciale trasporti a impianti fissi), organismo del ministero dell'Interno deputato in questi casi al rilascio dei nulla osta, richiesto dalla partecipata in data 8 novembre. Per un responso serviranno, bene che vada, altre due settimane. Quando arriverà l'ok la fermata tornerà accessibile, ma, per motivi di sicurezza legati alle procedure di evacuazione, a Barberini si potrà solo scendere e non salire. 

Nessuna tempistica invece per quanto riguarda la riapertura totale. Sulle altre due scale mobili i lavori sono stati da poco affidati alla ditta di manutenzione e ancora Atac non ha in mano il cronoprogramma. Quasi impossibile per le feste di Natale, quando a fare le spese di una metro a mezzo servizio saranno soprattutto i negozianti di piazza Barberini, via Veneto, via del Tritone, già in sofferenza con sette mesi alle spalle che cominciano a presentare il conto. "Il nostro fatturato è calato del 30% - tuonano dal fondo della sala commissioni, presenti almeno in dieci - e questa storia della riapertura a metà la tirate fuori ora, nessuno ce l'ha mai detta". E ancora: "Quasi un anno per riaprire sei scale mobili? Io mi vergogno di essere italiano". 

La rabbia è tanta e tutta rivolta contro i rappresentanti degli uffici, unici a metterci la faccia. Della parte politica infatti, in Trasparenza, non si è presentato nessuno. Nessuno dal dipartimento Mobilità, nessuno dall'assessorato, nessuno nemmeno della maggioranza se non il nuovo consigliere M5s Roberto Allegretti, subentrato in surroga al presidente dell'Assemblea capitolina ai domiciliare Marcello De Vito solo a fine settembre. 

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Su tutte le furie per l'assenza degli invitati, la capogruppo di Roma torna Roma Svetlana Celli, richiedente della seduta di commissione. "Non si rendono conto di quanto sono gravi i disagi arrecati da questa chiusura. Il quadro è davvero vergognoso. Se necessario andremo sotto l'assessorato visto che da Calabrese non arrivano risposte". Mentre il presidente della commissione, consigliere dem, Marco Palumbo, si impegna per cercare di intercedere con il ministro ai Trasporti Paola De Micheli, in quota Pd nel governo giallo-rosso. 

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